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Quando la nonna è arrivata con il suo grande ombrello da Miranda e Valentino, il sole splendeva. E' scesa dalla macchina di papà dicendo: «Ho portato Veia.
 E' volata da me e non sono mai riuscita a capire da dove sia venuta.» La nonna aveva in mano una scatola tutta piena di buchetti. «Veia?» ha chiesto Miranda. «Sì, Veia» ha detto la nonna. «Guarda come scintillano le sue piume dorate!» Per fortuna la nonna aveva pensato anche alla gabbia, al mangime e al bagnetto. Sul davanzale della cucina c'era un posto soleggiato. Veia era molto irrequieta ma la nonna si è seduta vicino alla gabbia, si è messa a fischiettare una canzone e Veia si è girata, piegando la testolina ed ascoltando con attenzione.
 E così che Veia, la nonna, la mamma, il papà, Miranda ed il piccolo Valentino hanno cominciato a vivere insieme. Ben presto si sono abituati a stare insieme. Perfino il papà non si arrabbiava più, al mattino, sentendo Veia che cinguettava e svolazzava nella sua gabbia, e Miranda le dava sempre una fetta di mela a mezzogiorno. «Lasciate che Veia voli in santa pace anche in cucina» diceva la nonna «altrimenti le si arrugginiscono le ali.» Un giorno Valentino le ha portato un soffione: Veia, per la paura, ha cominciato a svolazzare nella gabbia, finendo dentro la vaschetta piena d'acqua. La nonna stava spesso seduta alla finestra, vicino a Veia, parlandole o ascoltando la radio. Le piacevano soprattutto le opere liriche, che Veia accompagnava con i suoi cinguettii.
 Quando Miranda e Valentino litigavano, Veia diventava irrequieta e cinguettava con tanta foga che i due bambini scoppiavano a ridere e finivano così per dimenticarsi del bisticcio. In autunno Veia ha perso più penne del solito. " E' la muta" ha spiegato la nonna. " Fra poco, Veia si metterà gli abiti invernali". " Adesso resti sempre con noi?" ha chiesto Valentino e la nonna ha detto di sì con un cenno del capo. Negli ultimi tempi la nonna ripeteva spesso che era stanca e faceva fatica a camminare. Quando alla domenica andava a spasso con papà, si doveva appoggiare al suo grande ombrello; dormiva molto più del solito e non ci sentiva più tanto bene.
Quando riceveva delle lettere, le leggeva adagio adagio, quasi come Valentino, e spesso prendeva dalla tasca delle vecchie foto e raccontava delle storie su papà che Miranda sapeva ormai quasi a memoria. Nevicava. Ormai la nonna usciva di casa pochissimo; preferiva stare seduta accanto alla finestra, vicino a Veia. Cosa stava aspettando? Una mattina di gennaio in cucina c'era un silenzio totale: Veia non era sul suo trespolo, ma era coricata sul fondo della gabbia, con gli occhi socchiusi. «Cosa le sta succedendo?» ha chiesto Valentino preoccupato. «Non mangia più, non fa più il bagnetto.» «Forse sta male» ha detto la nonna. Lei e Valentino hanno preparato un nido di ovatta e fili di lana. Valentino teneva in mano il nido con sopra l'uccellino e se lo portava dietro ovunque. La testolina di Veia era così pesante...
«Adesso Veia ha bisogno di noi» ha detto la nonna. Fuori, ogni cosa era coperta da una spessa coltre di neve. La mamma ha spruzzato un po' d'acqua nel becco di Veia che, all'improvviso, ha cominciato a beccare intorno a sé, come se fosse impazzita, e Valentino si è spaventato. Quella sera, Valentino e Miranda hanno posato Veia sul fondo della gabbia e la mamma ci ha steso sopra un tela perché la luce non l'abbagliasse. Valentino è corso in cucina prestissimo, la mattina dopo. «Veia dorme ancora!» ha gridato. Contro le finestre infuriava una tempesta di neve. «Veia non si sveglia più» ha detto Valentino, poi si è messo a piangere accarezzando le sue piume dorate.
 La nonna l'ha abbracciato. Erano tutti tristi. Poi la nonna ha preso il suo fazzoletto ricamato più bello e l'ha steso su Veia. Papà ha scavato una buca profonda in giardino, sotto l'abete. La nonna si é messa il cappotto pesante e il berretto di pelliccia. Valentino ha posato Veia nella buca, adagio e papà l'ha coperta di terra e di neve. " Ti ricorderò sempre, caro uccellino dorato" ha sussurrato Valentino. Ormai la cucina era diventata così silenziosa... La mamma aveva messo la gabbia nel ripostiglio e la nonna, ora, stava seduta alla finestra da sola. Un giorno, Valentino ha guardato fuori, verso l'abete, dov'era sepolta Veia e le ha chiesto: «Nonna, un giorno morirai anche tu?» La nonna ha annuito. «Ma Veia continua a vivere, sai! Vive perché le vogliamo bene» ha detto la nonna, prendendo una foto dalla tasca. «Ma questa è Veia!» ha detto Valentino sorpreso. «Te la regalo» gli ha detto la nonna, poi si sono messi a raccontarsi delle storie sull'uccellino dalle piume dorate. I raggi del sole si posavano dove prima c'era la gabbia di Veia, vicino alla finestra. «Vieni con me da Veia?» ha chiesto Valentino alla nonna e lei, a fatica, si è infilata il cappotto e ha cercato il suo ombrello. E scesa per le scale adagio, fermandosi spesso, e Valentino l'ha presa per mano, tenendo la ben stretta. Nella tasca del cappotto la nonna aveva uno di quei cerchietti pieni di semi che servono per dar da mangiare  agli uccellini d'inverno e l'ha appeso ad un ramo dell'abete, proprio sopra la tomba di Veia. I due sono poi rientrati in casa, ma la nonna ha fatto molta fatica a salire le scale.
Ormai la nonna si sedeva alla finestra solo di rado, stava quasi sempre stesa sul divano. Un giorno ha chiesto all'improvviso: " Non mi lascerete mai sola vero?". " Mai nonna, mai!"le ha risposto Valentino spaventato. Allora la nonna ha steso le braccia e ha dato un bacio in fronte a Valentino e a Miranda. " Và tutto bene" ha detto per tranquillizzarli. Miranda e Valentino sentivano ogni giorno di più quanto bene volevano alla nonna. Stavano seduti per ore accanto al suo letto a parlare di Veia, a giocare a dama oppure ad ascoltare le sue storie.  Una mattina la mamma aveva gli occhi pieni di lacrime. Dietro di lei c'era papà. " Venite dalla nonna" ha detto la mamma e li ha presi per mano. La nonna era stesa sul letto immobile. " Nonna" ha sussurrato Valentino " nonna!" e le ha accarezzato le mani pallide. " Dorme" ha detto la mamma. " Nonna!" ha gridato Valentino. " Nonna svegliati!". La mamma l'ha abbracciato e Miranda é scoppiata a piangere. Il papà allora l'ha presa in braccio. Fuori cantavano gli uccellini. " Vi ricordate" ha detto la mamma " quando la nonna é arrivata da noi con il suo grande ombrello, anche se splendeva il sole?".
 Valentino e Miranda hanno risposto di sì con un cenno del capo. " Quando é arrivata, aveva in mano una scatola." " Questa é Veia" ha detto. "E questo quaderno é per voi, da parte della nonna". Valentino e Miranda l'hanno aperto:

Storie di Veia
( Veia significa Vita)
Per Miranda e Valentino.
"Ti vogliamo bene,nonna" ha sussurrato Miranda.

 

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