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Il bambino, per lo
sviluppo armonico della sua personalità, ha bisogno di amore e di
comprensione. Egli, nei limiti del possibile, deve crescere sotto
la custodia e la responsabilità dei genitori e, in ogni caso, in
un'atmosfera di affetto e di sicurezza morale e materiale; nella
prima infanzia, salvo casi eccezionali, non deve essere separato
dalla madre. La società e le autorità competenti hanno il dovere
di occuparsi, in modo particolare, dei bambini senza famiglia e di
quelli che non hanno mezzi sufficienti di sussistenza. È
auspicabile che alle famiglie numerose siano assegnati sussidi
statali o di altro genere per il mantenimento dei bambini.
I tre gemelli
No, non
sto per raccontarvi una fiaba simile a quelle che avete già
sentito....di un bambino povero, triste ed incompreso che dopo
tanto soffrire, per miracolo, riceve finalmente l'amore da sempre
negato... No, perché é normale e naturale che i bambini siano
amati, e non deve capitare, nemmeno in una fiaba, che ci sia
bisogno di un miracolo perché questo avvenga... Vi racconto
piuttosto di tre bambini che fin dall'inizio della fiaba vivevano
felici e contenti.

C'erano
una volta Affetto, Amore e Comprensione, tre fratelli gemelli,
tanto simili che quasi nessuno riusciva a distinguerli. E questo
era un guaio. Specialmente per la loro nonna Sofia, che non si
rassegnava al fatto di non essere capace, nemmeno lei, a
riconoscere, che li rendesse diversi. " Sono tre gocce d'acqua"
diceva " ma ciascuno di loro dovrà pure avere un sapore
diverso...". I gemelli poi si facevano beffe della nonna; se ne
chiamava uno, arrivava l'altro; ripeteva tre volte a uno di
lavarsi le mani, e gli altri restavano felici e contenti con le
mani zozze. " Te l'ho detto!" " Ma no, non ero io" e così via,
tutti i giorni la stessa solfa. Un bel giorno la nonna decise di
cucire sulle loro camicie tre ricami differenti: su quella di
Amore ricamò una bella quercia, grande e possente, perché l'Amore
é forza e può tutto.
  
Chiamò
poi Affetto e ricamò per lui una fiamma, perché l'Affetto riscalda
e scioglie il freddo del cuore. Infine chiamò Comprensione, per
cucire sulla sua camicia un cerchio, perché é una linea che
s'insegue senza fine e la Comprensione non finisce mai. In questo
modo i tre gemelli erano ben riconoscibili e la nonna non
sbagliava più nel rivolgersi a loro. La confusione finì ma... finì
anche lo spasso. Infatti Amore, Affetto e Comprensione si
sentivano ora meno uniti; non erano più così felici da quando
erano diventati per la nonna tre piccole persone diverse. La nonna
li aveva giocati? Ah sì? E allora le avrebbero fatto vedere di che
cosa erano capaci; a seconda delle occasioni si sarebbero
scambiati, veloci come fulmini, le camicie.

E così
fecero. Lo spasso ricominciò, continuavano ad essere uno distinto
dall'altro, ma non si sapeva chi ciascuno fosse. Per fortuna,
pero' la nonna era furba quanto loro e, sempre per fortuna, era
più saggia di loro. Aspettò una mattina, nascosta dietro l'armadio
della camera, che i tre nipotini si svegliassero, e indossassero
ciascuno le proprie camicie. All'interno delle camicie aveva
spruzzato tre macchioline minuscole di vernice fresca: una macchia
gialla sulla camicia con la quercia, una rossa su quella col fuoco
e una blu all'interno della camicia col cerchio ricamato. I
bambini si alzarono, indossarono i propri vestiti e, senza
saperlo, si trovarono sulla pelle la macchia di vernice che diceva
i loro nomi. Quel giorno, con loro grande stupore, la nonna li
distinse senza mai sbagliare e sembrava che scambiarsi le camicie
veloci come fulmini non servisse proprio a nulla.
  
"
Affetto, quante volte ti devo ripetere di non sbirciare nel diario
di tuo fratello!" " Ma io sono Comprensione, e questo é il mio
diario!" " Niente affatto" gli diceva la nonna Sofia, gli occhi
saggi e dolci nel volto serio. Ben presto, non era ancora sera, i
fratelli avevano ormai capito che la nonna li riconosceva con
certezza, malgrado i loro giochi. Fu così grande il loro stupore
quando la nonna, dopo averli fatti sedere al tavolo della cucina,
disse loro: " Scusatemi piccoli miei, se ho voluto giocare anch'io
al vostro gioco. Ho sbagliato a volervi riconoscere a tutti i
costi. In realtà per me siete tutti e tre lo stesso identico
tesoro senza nome.

In ogni
famiglia dovrebbero esserci tre pesti come voi, ed é giusto che
sia facile confondervi...perché solo dove ci siete tutti e tre
così uniti, c'é la felicità del nascere e del vivere". Così detto,
i ricami delle camicie, come per incanto, scomparvero e si unirono
sulla veste della nonna in una quercia sormontata da una fiamma
racchiusa nel cerchio, all'altezza del cuore.
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