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C'era una volta una farfalla che aveva una sola ala. «Oh,
poverina!» esclama Chiara, guardando la farfalla grigia disegnata
sulla pagina. «Poverina un corno!» grida la farfalla, con una voce
esile e decisa. Chiara chiude il libro di scatto. Poi, piano
piano, lo riapre, per vedere se la farfalla è ancora arrabbiata.
«E a proposito del corno» continua la farfalla con, la sua voce
battagliera, «secondo te è poverino anche il rinoceronte,
che ha un corno solo? E poverino il dromedario" che ha una
gobba sola?

- È
poverino il cannocchiale, che non è un binocolo? Avanti,
rispondi!» «Oh no!» dice Chiara, «ma che discorsi senza capo e
senza coda! E se proprio lo vuoi sapere,
ci sono anche rinoceronti
con due corni: l'ho visto sul libro degli animali!.
«Quello che ho
conosciuto io ne aveva uno solo,
ne sono certa!» brontola
la farfalla. «Era un
rinoceronte indiano. »
«Ah!»
sospira la bambina,
sempre più meravigliata. E per concludere il discorso»
insiste la farfalla, «sei poverina tu, che non hai nemmeno un'
ala, proprio come un bruco!» «Ma che c'entra?» domanda Chiara. "Io
sono una bambina, non sono una farfalla e tanto meno un bruco! Le
bambine non hanno le ali.» «Ah sì? Mi spiace per voi. Mi
spiace davvero tanto. E dimmi un po', quante orecchie avete?»
«Orecchie?» ride Chiara. «Due!» e solleva i lunghi capelli per
mostrarle. «Due orecchie. Bene, bene: allora sai ascoltare due
volte!» «Oh, se è per questo, alcune cose anche tre o quattro
volte. Altre non le ascolto per niente.

Per esempio, se la mamma
mi chiede di andare a prendere la conserva in cantina, io non la
ascolto, perché la cantina è così buia che...»
«Molto bene» la interrompe
la farfalla, «perché devi sapere che io sono una farfalla
diversa dalle al tre. » «Sì, questo lo vedo.» «No, non si vede: si
sente. Si sente con
le orecchie. Ma ce ne vogliono due.» «Tu sei tutta matta!» «Non
sono matta. Sono una farfalla che sa fischiare. »
Chiara
sorride. A quella farfalla manca un'ala e forse manca pure qualche
rotella.

Ma è divertente parlare
con lei, perché è buffa. E ora s'è messa a fischiettare una strana
canzone, mezza allegra e mezza triste, raggio di sole e nuvola
grigia.«Brava, brava!» grida Chiara alla fine della canzone, e
batte forte le mani. «Sei veramente una farfalla che sa
fischiare!»«Dici sul serio?» risponde la farfalla. Nella sua voce,
adesso, c'è qualcosa che trema. «Allora fammi un
favore: quella frase, quella che dice c'era una volta una farfalla
che aveva una sola ala... Dovresti cancellarla e scrivere... »
«Certo, certo, so che cosa devo scrivere.». Chiara fruga dentro
l'astuccio e trova una matita. Si china sul libro, taglia la
scritta con una bella riga ondulata, poi scrive: c'era una volta
una farfalla che sapeva fischiare. «Grazie proprio così!» esclama
la farfalla, e l'ala grigia si agita come la coda di un cane in
festa. «Ora, per ricambiare, vorrei ..farti un dono.» «Un dono? A
me? Figuriamoci, per due parole... non c'è bisogno. " Ma la
farfalla non vuole discutere: «Il mio dono è questo: ti chiedo,
per favore, di disegnare l'ala che mi manca.» «Preferivo un bignè
al cioccolato!» ribatte Chiara con una risata. «Oppure una coppa
di fragole con la panna. O una stella marina.» Poi si fa seria. Si
passa una mano tra i capelli e sussurra: «Non posso.»
«Non puoi? E perché
mai?» «Perché... perché io non sono brava a disegnare.»
«Poverina
Una bambina che non sa disegnare Ci scriverò su una storia, di
quelle che fanno piangere le mamme. Via, via, a caval donato non
si guarda in bocca!» «Non si guarda in bocca? Che vuoi dire?»
«Morde! » «Morde?» «Sì. Ti conviene accettare il dono, bambina
mia.

Ha denti sani e robusti, e
tu hai le manine delicate.» «E va bene. Peggio per te!» Chiara
corre a prendere la scatola dei colori: vuole disegnare un'ala
variopinta. Se l'altra ala é grigia, non importa. Anzi, il grigio
é bello vicino agli altri colori. Ne adopera tanti, forse tutti.
Un arcobaleno. " Ecco fatto ho finito!" sospira Chiara. " E adesso
non ti arrabbiare, se non ti piace".
Ma la farfalla non è
arrabbiata. Ammira con orgoglio l'ala nuova e fischia con forza la
sua canzone, mezza dolce e mezza salata. Poi si volge verso Chiara
e le dice: «Sai, bambina, il dono che io ti ho fatto è davvero
bellissimo.

Ma non
abbiamo ancora finito: dobbiamo cambiare un'altra volta quella
frase. L'ultima volta.» Ha smesso di piovere. Un raggio di sole ha
bucato la finestra e si è infilato nella stanza a curiosare.
Chiara sorride e prende di nuovo la matita: C'era una volta
una farfalla che aveva un paio d'ali unico al mondo. E c'era una
bambina con le mani sporche di colore....
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