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A Merate, in Brianza, c'è un collegio dei Padri Somaschi. Qui nell'ottobre 1791 una signora, accompagnò Lisandrino,suo figlio di sette anni. Era Alessandro Manzoni e sarebbe diventato il più grande romanziere italiano,anche se, allora i compagni lo prendevano in giro, scrivendo sulla lavagna il suo nome abbreviato. " Manz Aless" che in dialetto milanese significa " manzo lessato" ; poco saporito, insipido. Manzoni ricordò sempre con gioia i giorni della sua infanzia. Quando aveva undici anni, capitò a Pescarenico, borgata di pescatori del lago di Lecco,per l'ora della benedizione eucaristica. Nella sagrestia della chiesetta, un cappuccino si preparava per il rito.Vedendo Lisandrino, per festeggiarlo gli consegnò il candelabro perché gli facesse da chierichetto in chiesa. Manzoni ricordava di essersi sentito tanto fiero e commosso. Da questo affettuoso ricordo nacque un suo importante personaggio: Padre Cristoforo di Pescarenico. Negli anni di studio, Lisandrino sudava freddo solo a sentir parlare di numeri. Un giorno,che l'insegnante diceva:

 "Ora faremo un po' di aritmetica", Lisandrino non si frenò e disse: " Ne faremmo anche a meno!" e fu punito. Manzoni quindicenne componeva già numerose poesie e preferiva Parini e Monti. Quest'ultimo, visitando il collegio, gli rivolse parole di complimento. Manzoni non stava nella pelle per l'emozione e non immaginava che avrebbe superato il Monti. Infatti scrisse bellissime poesie patriottiche e religiose; degli Inni, forse avrete già studiato quello intitolato Natale.

Un'altra sua celebre poesia é  Il Cinque maggio, scritta per la morte di Napoleone. Manzoni raccontava di aver visto l'imperatore in un palco della Scala e di essere rimasto impressionato dalla potenza del suo sguardo. "Che occhi aveva quell'uomo!" diceva. Animato da sentimenti di italianità egli compose due tragedie e Marzo 1821. Ma il suo capolavoro, il romanzo " I Promessi Sposi", parla soprattutto della fiducia in Dio, che conforta anche nei momenti più tristi. In gioventù Manzoni non era stato molto religioso, ma poi aveva ritrovato dentro di sé un'ardente fede e ne aveva ricevuto forza e rassegnazione nel perdere alcuni figli ancora giovani.

 Celebre come letterato, fu nominato senatore. Nel 1861 partecipò a Torino alla seduta del Parlamento che proclamava Roma capitale d'Italia. Mentre la folla acclamava, Manzoni uscì da Palazzo Madama dando il braccio al conte di Cavour che disse: " Questi applausi sono per lei, don Alessandro". "Tutt'altro" rispose Manzoni " Sono per lei." E prese a battere le mani gridando: " Viva Cavour!". Manzoni morì il 22 maggio 1873 a Milano all'età di 88 anni.

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