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Ama Terasu, il cui nome significa 'Colei che
brilla nel cielo: è la dea scintoista del Sole. E' colei che
governa le sei direzioni: Nord, Sud, Est, Ovest, il Grande Sopra e
il Grande Sotto. Venerata in Giappone ancora oggi, Ama Terasu è
considerata la Madre ancestrale dei Giapponesi. Questa storia, che
inizia con la descrizione della sua nascita, narra della sua
scomparsa, quando lasciò il Cielo e la Terra nell'oscurità.

Tanto tempo fa, quando
il mondo non esisteva ancora, i primi dei nacquero in Cielo. La
prima dea, Colei Che Invita, e suo marito, Colui Che Invita,
vivevano sul ponte che collega il Cielo alla Terra e insieme
crearono l'isola del Giappone. Poi Colei Che Invita diede vita
agli dei e alle dee che dominavano le montagne della Terra, i
ruscelli e i laghi. Per ultimo diede vita al dio del fuoco, il cui
calore bruciante uccise Colei Che Invita. Colui Che Invita si
inginocchiò al fianco della moglie e la tenne tra le braccia,
versando fiumi di lacrime. Colui Che Invita pianse per giorni e
giorni. Alla fine, una bambina nata dal suo occhio, la cui
bellezza e gentilezza procuravano gioia immediata, lo fece
finalmente sorridere. La tua luce è così brillante che ho deciso
di chiamar ti Ama Terasu" disse Colui Che Invita. Tu reggerai le
Alte Pianure del Cielo, bambina mia." Colui Che Invita era così
felice per la nascita della bimba che subito si tolse la preziosa
collana che portava al collo e la donò alla figlia. Poi, dal naso
di Colui Che Invita, nacque un maschio che subito iniziò a
contorcersi e a rotolare di qua e di là. Appena riuscì ad alzarsi
in piedi, il bambino si mise a saltare da un piede all' altro e,
quando finalmente imparò a camminare, cominciò a correre attorno
al padre e alla sorella con grande eccitazione.

Ti chiamerò Susano, che significa
'Coraggioso, Veloce e Impetuoso', figlio mio" disse il padre. Tu
guiderai i Mari e le Terre del Mondo qui sotto." Ama Terasu
cominciò subito ad occuparsi del Cielo, invece Susano non aveva
alcuna intenzione di dedicarsi a ciò che gli era stato affidato:
era spesso di cattivo umore, tanto che trascurò la
Terra, al punto che i mari si prosciugarono, le foreste
diventarono deserti e la vegetazione appassì. Colui Che Invita era
furioso con il figlio per la sua disubbidienza e lo cacciò dalle
Alte Pianure del Cielo. "Padre, ti prego, prima che io me ne vada
per sempre, lascia che dica addio alla mia illustre sorella!" lo
supplicò Susano. Colui Che Invita acconsentì e Susano salì al
Cielo. Sotto di lui le montagne e i fiumi tremavano e ruggivano,
come avvertimento per Ama Terasu. "Mio fratello 'Coraggioso,
Veloce ed Impetuoso' sta venendo da me" disse tra sé la dea. Ora
che gli sono stati tolti i suoi domini, vorrà prendersi i
miei! " Ama Terasu avvolse i capelli in due
crocchie, che infilò sotto il copricapo e coprì
le armi con preziose catene
di pietre sfavillanti. Poi lanciò
cinquecento frecce con il suo arco. Quindi, senza
abbandonare l'arco, si sedette sopra ad una nuvola, osservando
Susano che saliva in Cielo.

Al suo arrivo Ama Terasu batté il
piede e un forte vento si alzò all'improvviso. "Che cosa ti porta
qui da me, fratello?" chiese la dea. "Sono venuto a dirti addio in
segno di rispetto, illustre sorella, prima di andarmene per
sempre" rispose Susano . Poi Susano
proseguì, dicendo le quanto le voleva bene e quanto gli sarebbe
mancata, ma erano solo bugie. In realtà Susano era geloso della
gloriosa sorella, la cui luce brillava in Cielo e in Terra. "Sono
venuto qui con cuore sincero e vorrei che entrambi dessimo alla
luce dei figli: io darò alla luce dei maschi e tu
delle femmine" propose Susano. Ama Terasu fu d'accordo. Dal
suo respiro la dea generò alcune dee e dal respiro del fratello
nacquero degli dei. Eccitato dal successo Susano iniziò a saltare,
agitando scompostamente le braccia in una selvaggia danza di
vittoria. Come al solito la sua gioia era impetuosa come le acque
di un ruscello nei pressi di una cascata. Susano corse tra i campi
di riso, urlando con voce tonante: "Ho dimostrato a mia sorella
che non voglio farle del male! Le ho mostrato i miei figli!"
Susano sembrò non accorgersi che in quel modo distruggeva le
capanne dei contadini e i raccolti e, scalciando, riempiva i
canali d'irrigazione con enormi zolle di terra. Susano parve non
rendersi conto neppure che aveva buttato a terra tutti i tavoli
che erano stati preparati per la Celebrazione dei Primi Frutti.
"Mio fratello è un selvaggio!" pensò Ama Terasu. "Ma tra un po' si
calmerà." Quindi si tolse l'abito da guerriero, la faretra e
l'arco e raggiunse le altre dee nel Sacro Tempio del Ricamo. Il
fratello intanto continuava a correre con impeto, distruggendo
tutto quello che incontrava. Quando Susano si rese conto che la
sorella lo stava ignorando, la sua eccitazione si trasformò in
rabbia: "Le farò vedere io quanto sono potente!" decise. Susano
lanciò una lunga sbarra di metallo sul tetto del Sacro TemPio del
Ricamo: si aprì una larga crepa e il tetto finì per crollare. Le
donne all'interno del tempio urlarono di paura; la sbarra,
cadendo, spezzò a metà il telaio di Ama Terasu. "Mio padre ha
fatto bene a bandirlo. Susano non ha alcuna intenzione di
comportarsi come dovrebbe!" disse. "Non voglio più vederlo!"
gridò, mentre lasciava il tempio in direzione della Caverna
Rocciosa del Cielo. Dopo esservi entrata, la dea sprangò la porta
dietro di sé. Naturalmente, subito il Cielo e la Terra furono
immersi nell' oscurità. Gli dei e le dee, ottocento in tutto,
andavano a tentoni alla ricerca di un lume. Poi, alla luce fioca
delle lanterne, si diressero tutti al Fiume Tranquillo; lì uno
degli dei, Pensieri Di Ognuno, studiò un piano. Gli
uccelli notturni cantavano, mentre gli dei e le dee toglievano le
rocce dal Fiume Tranquillo e portavano del ferro che proveniva
dalle Montagne di Metallo del Cielo. In quella notte eterna, alla
luce fioca delle lanterne, una dea, fabbro esperto, chiese alla
dea Un Occhio di erigere una fucina fuori dalla Caverna Rocciosa
del Cielo. Poi accese un fuoco, nel quale fuse la roccia del fiume
e il ferro, creando un bellissimo specchio.
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Quindi, con il suo scialle, Un Occhio pulì
lo specchio finché fu liscio come la superficie del fiume stesso.
Un vecchio ciliegio fu sradicato e trapiantato vicino all' entrata
della Caverna Rocciosa e il Grande Specchio del Cielo fu posto tra
i suoi rami, decorati con festoni e fili preziosi. Gli dei vi
posero anche del tessuto bianco e blu morbidissimo, come offerta
ad Ama Terasu. Poi iniziarono a recitare i rituali per invocare il
suo ritorno. Quindi la dea Izume, Colei Che Da L' Allarme,
trascinò una tinozza di metallo pesante fino all' entrata della
caverna. Grattando contro la roccia la tinozza emise uno stridio
terribile, tanto che gli dei dovettero tapparsi le orecchie. "Che
cosa provoca questo rumore?" si chiedeva Ama Terasu. Izume
capovolse la tinozza, vi salì sopra ed iniziò a battere i piedi,
danzando, cantando e facendo volteggiare la propria sciarpa. Poi
si accovacciò, facendosi piccola, e si schiacciò il viso fino a
quando divenne piccolo come una susina. Infine prese a saltare e
si allungò il viso fino a quando la bocca non diventò un' ampia
caverna. Izume si mise a testa in giù appoggiandosi sui gomiti.
Poi incrociò le braccia e le gambe e legò il suo corpo in un nodo.
Tutti gli dei e le dee scoppiarono a ridere. Izume trovava sempre
qualcosa di nuovo da fare con il proprio corpo e l'ilarità di
tutti gli ottocento dei diventò sempre più sguaiata, fino a che le
loro risate si trasformarono in un tuono. "Che cosa sta mai
succedendo lì fuori, nell' oscurità?" si chiedeva Ama Terasu. La
sua curiosità era forte, però la dea non uscì dalla caverna. Izume
sollevò un telo , che oscurava la gabbia con
i dodici galli che erano soliti cantare prima dell' alba. I galli
pensarono allora che fosse il momento di cantare e così emisero i
loro chicchirichì' . "Perché i galli cantano? Non c'è luce là
fuori!". La curiosità di Ama Terasu era troppo forte, così la dea
aprì la porta della caverna e disse: "Chi può essere così felice
in un mondo senza luce?" "Stiamo celebrando Ama Terasu" disse
Izume. "Stiamo celebrando l'arrivo della dea del Sole, la cui luce
è brillante come la tua!" "Devo incontrare questa dea!" disse Ama
Terasu, spalancando la porta della caverna. Gli dei inclinarono
allora lo specchio, in modo che riflettesse la sua immagine. La
luce si diffuse per le Alte Pianure del Cielo e i suoi raggi
arrivarono fino alla Terra e ancora più in là.

Immediatamente il dio Forza Della Mano Del
Cielo prese Ama Terasu per mano e la condusse di fronte allo
specchio. Nessuno, a quei tempi, aveva mai visto uno specchio,
nemmeno Ama Terasu. Quando la dea si rese conto che stava
osservando la propria immagine, sorrise e tutti gli dei e le dee
invocarono il suo nome. Pensieri Di Ognuno fece un passo
avanti: "Ci è mancato il tuo calore, Ama Terasu degna di ogni
onore. Senza di te non vi è gioia nelle Alte Pianure del Cielo.
Senza i tuoi potenti raggi non cresce niente sulla Terra. Ti
prego, non chiuderti più all'interno della Caverna Rocciosa." Ama
Terasu assentì. "State sicuri che non nasconderò più la mia luce
al Mondo." Poi fece un inchino agli altri dei e disse: "Questa
superficie luccicante che moltiplica i raggi del sole è sacra!
Adorate questo Specchio Celeste come adorate la vostra stessa
anima!" Gli dei e le dee decisero di punire
Susano per l'enorme danno che aveva causato
e gli tagliarono la barba, prima di bandirlo dalle Alte Pianure
del Cielo. Ama Terasu mandò poi lo Specchio Celeste sulla Terra
dove viene ancora custodito in un tempio costruito in suo onore.
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