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Tirava forte le corde dell'altalena fatta in
casa, spingendosi più in alto e più vicino ai rami frondosi
dell'alto acero. La brezza soffiava, fredda contro le sue guance.

Aveva solo cinque anni e in quel momento era
furiosa con il suo fratello undicenne, David.«Come ha potuto
essere così cattivo?». Si chiedeva, ricordando che le aveva fatto
le smorfie e l'aveva chiamata "bamboccia" mentre erano a tavola, a
fare colazione. «Mi odia» pensava «solo perché gli ho
soffiato l'ultimo muffin , da sotto il naso.
Mi odia!». L'altalena la portava così in alto che poteva vedere
intorno per miglia. Era buffo guardare i campi sotto di sé. Il suo
giubbotto rosso brillava, risaltando nel sole del mattino. Smise
di pensare a quanto era furiosa con suo fratello e si mise a
cantare una canzoncina. Su una collina lontana, dietro l'altalena,
un grosso toro delle grandi corna appuntite vedeva il giubbotto
rosso brillare al sole.

Il toro era fuggito dal pascolo, era nervoso
e pronto a caricare qualunque cosa si muovesse. Sbuffava e
grattava il suolo con lo zoccolo. Poi abbassò la testa massiccia e
iniziò a correre pesantemente attraverso i campi verso il
giubbotto rosso che vedeva oscillare avanti e indietro vicino
all'acero. Nel frattempo David era sceso sull'aia, a dare da
mangiare alle galline. Alzò gli occhi e vide la sorellina sull'
altalena. Le sorelle sono una "seccatura", pensò. Poi
all'improvviso vide il toro in carica attraverso i campi, diretto
verso di lei.

Immediatamente David urlò con tutte le sue
forze: «Attenta, dietro di te! Vieni via da lì! Scappa!». Ma la
bambina non lo sentì; continuò tranquillamente a cantare e a
dondolarsi. Il toro era già a metà strada sui campi e si
avvicinava rapidamente. Il cuore martellava nel petto di David.
Ora o mai più. Corse attraverso l'aia, superò con un balzo il
recinto e si precipitò verso sua sorella, correndo più velocemente
di quanto avesse mai corso in vita sua. Afferrando una delle funi,
David fermò di colpo l' altalena, facendo ruzzolare a terra sua
sorella appena un attimo prima che il toro sbuffante caricasse il
punto in cui si era trovata. Lei si lasciò sfuggire un grido
terrorizzato.

Il toro si voltò, grattando ancora il suolo
con lo zoccolo. Abbassò la testa e caricò di nuovo. David diede
uno strattone a una manica del giubbotto rosso e poi all'altra.
Dopo averlo sfilato a sua sorella, lo gettò il più lontano
possibile. Il toro lo seguì. Con gli zoccoli e le corna, lo
stracciò in centinaia di brandelli rossi, mentre David, un po'
trascinandola e un po' portandola di peso, conduceva sua sorella
in salvo. Ero io, quella bambina, e da allora mi limito a ridere
quando mio fratello mi chiama "bamboccia".

Non può imbrogliarmi lo so che mi
vuole bene. Non aveva bisogno di affrontare un toro furioso per
dimostrarmelo. Ma non dimenticherò mai il giorno in cui lo ha
fatto.
Diana L. James
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