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C'erano tre isole allineate sul mare e
attorno, per miglia e miglia, solo acqua. Una era ricoperta di
boschi, l'altra era scura di lava, la terza era bianca di schiuma.
Dall' alto, la prima sembrava una foglia caduta sull' acqua, la
seconda un pesce squamoso; la terza non si vedeva, perché era
appena uno scoglio. Nell'isola verde c'erano campi e case,
nell'isola scura un villaggio di pescatori; nella terza c'era solo
un faro. S'accendeva alle luci del tramonto, ed era la prima
stella della notte, oppure quando il mare si copriva di nuvole o
di nebbia, ed era l'occhio luminoso che scrutava il pericolo. I
marinai che passavano allargo lo vedevano e se ne sentivano
consolati. Tutti sapevano del faro e del vecchio guardiano che lo
custodiva.

Era lì da tanti anni, che ne aveva perso il
conto: era arrivato giovane e ora i suoi capelli erano del colore
della schiuma, gli occhi erano fessure grigie e la pelle sembrava
un campo secco, solcato dalle rughe. Nessuno conosceva il mare
meglio di lui. All' alba calava la rete e parlava con i gabbiani;
al tramonto saliva sulla torre e accendeva il faro. Così da
sempre, con il sole e con la pioggia, nei giorni di calma e in
mezzo alla tempesta. Aveva visto passare tante barche, alcune
sparire tra le onde, altre lottare con il mare infuriato che se le
voleva ingoiare; e la luce del faro le aveva salvate. Ma ormai il
vecchio guardiano era stanco, voleva solo riposare: sognava un
prato verde, degli alberi e una poltrona a dondolo; aspettava
l'arrivo dell' angelo, ma l'angelo tardava. E finalmente l'angelo
arrivò. - Sono venuto a prenderti, - gli disse. - Ce ne hai messo
di tempo! L'angelo sorrise. - Nessuno ha tanta fretta! Ma ora
preparati, la strada che dobbiamo fare è lunga. Lui mise le sue
cose, il berretto, la pipa e una scorta di tabacco, in una piccola
borsa, mentre l'angelo, in silenzio, lo guardava. Per la verità
non sembrava un angelo, piuttosto un viaggiatore un poco stanco.

Aveva le scarpe impolverate e una valigia in
mano. - E le ali? - chiese il vecchio. - Le ho nella valigia, ora
non servono, dobbiamo camminare. - Mi piacerebbe un posto con del
verde, - disse il vecchio. - Un prato con degli alberi da frutto,
ho visto troppa acqua. L'angelo si guardò attorno. - Hai
ragione, credo che sarai accontentato -. Era simpatico. Quando il
vecchio fu pronto, si misero in cammino: una strada lunga, che
saliva in alto. Una fatica. Però la vista era bella. Si vedevano
l'isola verde e l'isola di lava e uno sbuffo di schiuma dov' era
il faro. In quel momento lui si ricordò che non l'aveva acceso:
per la fretta di partire se n'era dimenticato. - Il mare è liscio
come l'olio, - disse tra sé e sé. - Speriamo che si mantenga -.
Perché aveva visto all'orizzonte una nuvola strana. - Ormai non ti
riguarda, - rispose l'angelo. Salirono ancora e il mare intanto
cambiava di colore. Dal verde al grigio piombo, come le nuvole che
gli correvano sopra. Il vecchio guardò in basso e vide una
barchetta. - Si prepara burrasca e il faro è spento, - rifletté a
voce alta. - Ormai non ti riguarda, - rispose ancora l'angelo. La
barca sussultava fra le onde. - Finiranno tutti sugli scogli, -
disse il vecchio. - Fammi tornare indietro ad accendere il faro!
L'angelo scosse la testa. - Non puoi tornare indietro, ormai sei
morto. Il vecchio guardò in basso di nuovo, verso l'isola
rocciosa, e vide il villaggio dei pescatori e un gruppo di donne e
di bambini, sulla costa, che scrutava il mare. Si sentì
angosciato. - Prestami le tue ali! Un momento solo, per arrivare
al faro! L'angelo sorrise: - Non è cosa per te, solo gli angeli
volano. - Allora vacci tu! - supplicò il vecchio. - Non sono qui
per accendere i fari, ma per accompagnarti, - disse l'angelo, un
poco risentito. Il mare ora era tutto nero e la barca si perdeva
tra le onde.- Gli scogli sono vicini,
- mormorò il vecchio con
disperazione. - Se non li aiuti tu, sono perduti. L'angelo guardò
in basso e sospirò: - Tutte le volte è cosi, dimenticano sempre
qualcosa! Tolse dalla valigia due grandi ali bianche, le indossò,
le dispiegò come due vele: - Tu continua a salire, - disse al
vecchio e si lanciò.

Il vecchio vide una scia di luce che cadeva
sul mare e, pieno di sollievo, riprese la salita. Senza l'angelo
accanto si sentiva sfinito, ma seguitò il cammino. E finalmente
trovò un prato verde, degli alberi e una poltrona a dondolo, che
sembrava aspettarlo. Capì allora di essere arrivato. Con un
sospiro si sedette e guardò giù: il faro brillava, sul mare scuro,
e la barca navigava lontana dagli scogli, ormai salva. Il vecchio
accese la pipa e tirò una gran boccata: proprio un bel posto
quello! Prese il berretto, se lo calcò in testa e ricominciò, da
lassù, a fare quello che aveva sempre fatto, il guardiano del
faro. E l'angelo? Quando lo vide sistemato, ripiegò le ali, le
ripose in valigia e si rimise in cammino.
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