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La storia di Johann Sebastian Bach, musicista e compositore fra i più grandi, è quella di un uomo semplice e riservato che visse unicamente per il suo lavoro e per la sua numerosa famiglia. Il suo nome divenne famoso soltanto cinquant'anni dopo la morte, quando l'enorme produzione, maturata in lunghi anni di lavoro metodico e silenzioso, venne riordinata e data alle stampe. Da allora la figura di Bach giganteggia nel campo della musica.Nato in Germania, a Eisenach, nel 1685, Bach compì i primi studi alla scuola di San Michele. Figlio di un musicista, ebbe dal padre i primi insegnamenti che gli permisero, terminati gli studi, di sistemarsi presso la corte di Celle, dove la principessa di Olbreuse ospitava musicisti francesi costretti all'esilio dalle persecuzioni religiose che in quegli anni dilaniavano il paese.

Due mogli e venti figli. Assunto come violinista alla corte di Weimar, qualche tempo dopo ritroviamo Bach organista nella chiesa di San Bonifacio ad Arnstadt. Qui compose la sua prima cantata e compì anche quello che può venir considerato l'unico 'colpo di testa di una vita completamente votata alla disciplina: una lunga assenza per un viaggio a Lubecca, dove si sarebbe esibito il famoso organista Buxte­hude. Assenza che gli costò il licenziamento immediato, anche se pienamente giustificata dalla passione di Bach per la musica e in particolare per l'organo. Trasferitosi a Molhausen, Bach lavorò come organista a San e, nel 1707, sposò la cugina Maria Barbara, che gli diede sette figli.  Bach venne in seguito chiamato nuovamente a Weimar dal duca Guglielmo Ernesto di Sassonia Weimar e, nel 1723, fu assunto come cantore nella scuola di San Tomaso di Lipsia. Ma dovette lasciare anche questo incarico per i continui attriti causati dall'invidia dei suoi colleghi. Nel 1720 gli era morta la moglie e Bach, un anno dopo, si era risposato con Anna Magdalena Wolcken, che gli darà altri tredici figli.

In tutti questi anni Bach continuò a comporre, ma le su cantate venivano eseguite durante le funzioni religiose, per essere subito dopo dimenticate in un cassetto. Forse  Bach pensò di comporre per la posterità, e questo rende ancora più grande la sua arte.Una sola volta Bach si lasciò vincere dall'ambizione, più che altro per l'insistenza di alcuni amici che lo convinsero a misurarsi, a Dresda, con l'organista Marchand in una vera e propria gara.  Bach, facendo violenza al suo temperamento riservato e schivo da ogni esibizionismo, accettò e partì per Dresda. Ma il rivale, forse spaventato dalle voci sul valore di Bach, non si presentò. Non ne conosciamo le reazioni di Bach ma siamo convinti che, in fondo al cuore, egli fosse contento dell'abbandono del mancato avversario. La musica, infatti, era per lui cosa troppo seria per divenire oggetto di una gara.Colpito da numerosi malanni, negli ultimi anni di vita Bach divenne completamente cieco. E già cieco compose «Arte della fuga» che può venire considerata il suo capolavoro. Morì a Lipsia nel 1750. Ci rimangono di lui 180 opere vocali e 145 strumentali. Ne compose molte altre (circa ottanta, secondo le stime più autorevoli) che, purtroppo, sono andate perdute. Johann Sebastian Bach, oltre che come artista, si imprime nella storia come figura d'uomo: oltremodo modesto, considerandosi niente di più che un semplice artigiano innamorato del suo lavoro,  che diede all'umanità alcune delle pagine musicali più belle. Nonostante siano trascorsi più di due secoli dalla sua morte, la sua musica conta legioni di appassionati anche ai nostri giorni, specialmente fra i giovani che scoprono in lui momenti di autentica poesia. A dimostrazione della sua modernità, valga un semplice esempio: sono moltissime le colonne musicali di film che si arricchiscono di pregevoli brani da lui composti. E molti concerti su musiche di Bach vengono tenuti, ogni anno, da organisti di fama in teatri di tutto il mondo.
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