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Anche in questa regione il
Carnevale fu sempre celebrato solennemente con mascherate, balli e
feste sontuose, che duravano addirittura sei o sette settimane. Un
tempo le feste si tenevano di fronte al Duomo; varie erano le
mascherate, occasione per i nobili di confondersi con il popolo e
per il popolo di prendere in giro gli odiati oppressori. Ora il
Carnevale lombardo sopravvive a Bagolino (Brescia), dove rappresenta
soprattutto una occasione per suonare e ballare.

Nelle piazze e nelle strade si
possono ascoltare musiche tradizionali e assistere a balli popolari
in costumi sfarzosissimi, costituiti da calzoni neri al ginocchio
con il bordo ricamato, calze bianche lavorate a mano, camicia pure
bianca con sopra una giacca nera con spalline a frange ed un grande
scialle che ricade sulla schiena. A Schignano (Como), alcuni
abitanti invadono le vie divisi in due fazioni: i "brutti", vestiti
di stracci e con orrende maschere di legno, e i " belli", riccamente
ed elegantemente abbigliati con nastri, pizzi, collane e una
graziosa mascherina. Sfilano verso la piazza dove bruciano Carlisep,
il pupazzo che rappresenta il Carnevale.
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