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Chianciti,
picciutteddi,
Pi tutti li vaneddi:
carnalivari mori,
Chianciti,
picciutteddi |
E' mortu lu Nannu
Lu Nannu muriu!
Pri 'nfina a n' autr'annu
Nun pipita cchiù!
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Sono alcuni versi delle
celebri canzoni carnevalesche siciliane cantate dalle maschere
quando si portava in giro per i pesi il Nannu,ossia il fantoccio
raffigurante il Carnevale morente. Il Nannu appare ancora oggi nei
vicoli della vecchia Palermo il giorno di martedì grasso; si tratta
di un pupo vestito con abiti vecchi e stracciati, pipa in bocca e
coppola sul capo,costruito dai ragazzi, viene posto davanti alla
porta delle case ed esposto agli scherzi dei bambini.

A volte, accanto al Nannu,
c'é la Nanna, sua moglie, vestita di una vecchia sottana e con un
fazzolettone in testa. Alla sera i pupazzi verranno bruciati. Il
Nannu e la Nanna riappaiono anche nel Carnevale di Termini Imerese
(Palermo); sfilano per le vie chiudendo il corteo dei carri. A
Mezzojuso (Palermo) ha luogo una rievocazione storica che affonda le
sue radici nel 1412; "il Mastro di Campo", una pantomima con canti e
balli. Durante la rappresentazione, una banda di briganti, il "fafòro",
si aggira fra gli spettatori cercando di prenderne in ostaggio
qualcuno per trascinarlo in osteria e costringerlo a pagare da bere
alla compagnia.

Ad Acireale (Catania)
dicono abbia luogo" il più bel Carnevale della Sicilia", con sfilate
di carri, macchine ricoperte di fiori, vie sfarzosamente addobbate e
la distribuzione a tutti i turisti di divertenti pupazzetti in panno
o di adesivi con l'immagine di un carro allegorico.
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