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Lo ispiravano
soltanto i paesaggi e li dipingeva meravigliosamente, avevano solo
un difetto: il cielo. Montagne, prati, campagne,scorci di città, li
dipingeva a perfezione, ma mai che la parte superiore del
quadro gli riuscisse bene: il cielo gli veniva sempre un'accozzaglia
di colori con macchie e sbavature. Così tutti i suoi quadri erano
irrimediabilmente rovinati e non riusciva mai a venderne uno.E, per
un pittore, questo significa restare sconosciuto e in miseria. Per
sottrarsi a questo amaro destino doveva quindi riuscire a dipingere
il cielo almeno decentemente; ma per quanto si sforzasse, per lui
era impossibile. Sennonché un giorno: " Che idea!" esclamò, " ho
risolto il problema." Subito si mise al lavoro, scelse un paesaggio
di campagna e lo dipinse fino alla linea dell'orizzonte, dove doveva
iniziare il cielo.

E fin lì, come al
solito, il quadro era meraviglioso. Ma allora, invece di dipingere
la parte superiore della tela, posò i pennelli, prese le forbici e
ritagliò la tela lungo la linea dell'orizzonte e buttò via la parte
lasciata bianca. " Che idea!" si ripeté, " ho veramente risolto il
problema." Incorniciato il pezzo di tela dipinta tra due verri,
espose il quadro contro una luce di una finestra; attraverso il
vetro si vedeva il cielo vero completare a meraviglia il paesaggio.
Non solo era un cielo perfetto, ma per giunta variava a seconda
dell'ora; su quella campagna all'alba splendeva rosseggiante, era
luminosissimo a mezzogiorno, dorato al tramonto, stellato alla sera.
Aveva avuto proprio un'idea geniale. E un'altra gli venne per il
titolo: " Paesaggio con cielo variabile." Il quadro ebbe un grande
successo e lo vendette subito. Da allora dipinse solo paesaggi con
cielo variabile. appena li finiva, li vendeva. In pochi mesi diventò
famoso e ricco.
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