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A Parigi, verso la fine dell'Ottocento, si creò un clima artistico molto vivace e innovativo, al di fuori o dichiaratamente contro le istituzioni accademiche e le mostre o i concerti da esse organizzati. I gruppi più famosi in questo rinnovamento sono quelli dei pittori impressionisti e dei poeti e pittori simbolisti. I primi vollero indagare la realtà partendo da un contatto diretto con essa, senza la mediazione delle vecchie regole del disegno, del chiaroscuro e del colore; i secondi, convinti che della realtà non si potesse cogliere se non la superficie, vollero esprimerla con un'idea simbolica, con un riferimento fantastico che ne richiamasse il significato. Un atteggiamento molto simile tenne nella musica un gruppo di compositori decisi ad affossare i residui di un Romanticismo di maniera, per ritornare alla musica pura, svestita delle complicazioni sentimentali, degli ideali patriottici ora divenuti pericolosamente nazionalistici; una musica ridotta alla semplicità dei suoi valori immediati che stanno nei singoli suoni e nei loro rapporti. Fra essi, più mordace e distruttivo fu Erik Satie, più costante e sistematico, per quanto possibile, fu Claude Debussy.
Del resto erano molto amici, ambedue eleganti, un po' eccentrici, anticonformisti, superiori alle critiche. Come Toulouse Lautrec schizzava velocemente le sue ballerine al Moulin Rouge, così Satie si divertiva a improvvisare sui pianoforti sgangherati dei café-chantant. E quando a un concerto di musiche sue il pubblico fischiava poco, Debussy subito si preoccupava di aver composto una porcheria. Ma la provocazione non era fine a se stessa. Debussy era infatti ben cosciente dei passi che aveva verso la dissoluzione della musica tradizionale.
A un certo punto ne ebbe quasi paura e abbandonò quelle sue composizioni brevi, eleganti ma fredde, per creare qualcosa di più organico, come il capolavoro La mer (il mare).Le Images (immagini) e i Préludes (preludi) danno sensazioni immediate e intense, ma non esprimono mai sentimenti intimi o turbamenti dell'animo. Ascoltandoli, sono più implicati i sensi e il cervello che non il cuore. Freddezza e intellettualismo caratterizzarono anche la vita di Claude: sia la prima che la seconda delle sue mogli tentarono il suicidio, e la prima ci riuscì. I suoi poeti preferiti furono Mallarmé e poi D'Annunzio, grandi cesellatori del verso e attenti alla musicalità della poesia, mentre trovava noioso un grande scrittore come Marcel Proust, forse troppo profondo per lui.
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