Il Patrono

Nato presso
Eracleopoli nel Medio Egitto nel 251, Antonio Abate è uno dei
fondatori del monachesimo orientale e perciò chiamato "padre dei
monaci". Dopo la morte dei genitori distribuì infatti tutti i suoi
averi ai poveri e nel 270 si ritirò nel deserto della Tebaide dove
cominciò la vita di penitente. Lì lo raggiunsero numerosi
discepoli e perciò fondò varie comunità anacoretiche in Egitto.
Sostenne i martiri nella persecuzione di Diocleziano e si adoperò
moltissimo contro l'eresia ariana aiutando sant'Attanasio nelle
sue lotte. Lo stesso sant'Atanasio né scriverà la biografia. Morì
presso Afroditopoli nell'anno 356.
La leggenda

Una Grotta Per Le Guarigioni
La Grotta di Santa
Restituta, situata in via Sant'Efisio 14, per secoli è stata
considerata un luogo sacro. La tradizione vuole che in una colonna
presente all'interno, sia stata legata la Santa per poi essere
martirizzata nel corso delle spietate persecuzioni Diocleziane.
Oltre che un sotterraneo artificiale dove ha "regnato" la morte,
il luogo è stato ritenuto fino al 1800, una grotta dov'era
possibile riacquistare la salute con lo svolgimento di rituali
taumaturgici. In particolar modo i bambini malati, dopo esser
stati condotti all'interno della camera che ancor oggi presenta la
già citata colonna, dovevano sdraiarsi per terra e girare su sé
stessi per sollevare la polvere miracolosa che gli avrebbe
liberati dal vaiolo.
Parchi e Riserve
Sardegna:

- Area Protetta
Monumento N. Domo Andesitico di Acquafredda
- Area Protetta
Monumento Naturale crateri vulcanici del Meilogu
- Area Protetta
Monumento Naturale Perda Longa
- Area Protetta
Monumento Naturale Perda'e Liana
- Area Protetta
Monumento Naturale Punta Goloritze
- Area Protetta
Monumento Naturale Scala di San Giorgio
- Area Protetta
Monumento Naturale Su Sterru
- Area Protetta
Monumento Naturale Su Suercone
- Area Protetta
Monumento Naturale Texile di Aritzo
- Oasi WWF Oasi
delle Steppe
- Oasi WWF Oasi
di Seu
- Area Protetta
Riserva di Monte Arcosu
Musei

Collezione Sarda "L.
Piloni"
Cagliari - via Università, 32
Tel. 070/6752428-6752420
Galleria Comunale
d'Arte
Cagliari - Giardini Pubblici, l.go Giuseppe Dessi
Tel. 070/490727
Museo Archeologico
Nazionale
Cagliari - Cittadella dei Musei, p.zza Arsenale
Tel. 070/684000
Museo Capitolare
Cagliari - Seminario Arcivescovile - via Monsignor Giuseppe Cogoni
Tel. 070/658634 (Arcivescovado)
Museo Civico
Orientale "S. Cardu"
Cagliari - Cittadella dei Musei, p.zza Arsenale, 8
Tel. 070/651888
Museo di Nostra
Signora di Bonaria
Cagliari - Santuario di Nostra Signora di Bonaria, p.zza Bonaria,
4
Tel. 070/301747
Museo Sardo di
Antropologia ed Etnografia
Cagliari - Dip. di Biologia Sperimentale, Cittadella Univ. di
Monserrato, S.S. 554 - Km 4,500
Tel. 070/6754291 (Museo) 6754130 (Responsabile)
Museo Sardo di
Geologia e Paleontologia "D. Lovisato"
Cagliari - Dipartimento di Scienze della Terra, via Trentino, 51
Tel. 070/6757753 (Museo) 6757704 (Segreteria)
Pinacoteca
Nazionale
Cagliari - Cittadella dei Musei, p.zza Arsenale
Tel. 070/674054-662496
Feste

Sagra del rimedio
La penultima settimana di
settembre, ad Ozieri (Sassari), si perpetua una festa
antichissima, famosa per la maestosità delle sue sfilate, in
costume tradizionale sardo, e per le popolari gare poetiche. La
cittadina di Ozieri è infatti considerata la patria della poesia
sarda improvvisata e scritta.
Carnevale di Perfugas
Il giovedì grasso sfila per
il centro della città un grosso fantoccio di cartapesta che, come
speso avviene nelle cerimonie carnascialesche, rappresenta la
summa di tutti i mali della comunità.
Il pupazzo viene lasciato nella piazza centrale del paese, dove
viene bruciato il martedì grasso. Dopo la cerimonia propiziatoria,
vengono allestite delle lunghe tavolate, su cui viene servito
gratuitamente un piatto tradizionale a base di fave, cavolo,
verza, lardo, salsicce e finocchietti selvatici, con vino locale a
volontà. In questo giorno, inoltre, mentre sfilano i sontuosi
carri allegorici, a tutti vengono distribuite le "frijolas",
frittelle lunghe fino a un metro! Il tutto è coronato da balli
tradizionali ed allegria generale.
La cavalcata sarda
Tremila persone in costume,
provenienti da ogni parte della Sardegna, si riuniscono a Sassari
l'ultima domenica di maggio, per dare vita ad una magnifica
cerimonia. Organizzata nel passato in onore di re e principi in
visita, la festa vede protagonisti i cavalli locali, che si
fronteggiano nel suggestivo Palio di Sassari. Anche questa festa
si conclude con canti e balli tradizionali.
La processione dei candelieri
Il 14 agosto, alla vigilia
dell'Assunzione, nove enormi colonne di legno colorato,
corrispondenti alla antiche corporazioni medievali di Sassari,
vengono portate nel centro della città a passo di danza. Questa
spettacolare cerimonia rievoca un voto fatto dalla popolazione
locale, nel 1652, allo scopo di scongiurare il pericolo di una
pestilenza devastante.
Corsa dei pescatori scalzi
Ogni anno, a Cabras
(Oristano) si tiene una delle maratone più spettacolari d'Italia.
La prima domenica di settembre, trecento giovani vestiti di
bianco, percorrono a piedi nudi sei chilometri e mezzo di corsa,
sopportando il caldo, la fatica e le asperità del terreno.
L'evento, a metà tra il sacro e il profano, che è altamente
suggestivo e comporta uno sforzo fisico veramente notevole,
rievoca un fatto avvenuto quattro secoli fa, quando la popolazione
di Cabras dovette fuggire per salvarsi da un'invasione saracena, e
portò con sé la statua del Cristo correndo per dieci chilometri.
S'ardia
Il 6 e il 7 luglio a Sedilo
(Oristano) si tiene una spericolata corsa di cavalli. Un folto
gruppo di cavalieri percorre, a briglia sciolta, un difficile
percorso, da un altura su cui sorge un'imponente croce di pietra,
fino alla chiesa del paese. L'evento, che rievoca da secoli la
vittoria di Costantino il Grande su Massenzio, avvenuta a Ponte
Milvio nel 312, si articola in più fasi; dopo la corsa a rotta di
collo, i cavalieri circondano sette volte la chiesa, che
rappresenta il campo nemico, inseguendosi in una gara piena di
suspance e colpi di scena.
Sagre

Gennaio
La festa di
Sant’Antonio Abate cade il 17 gennaio, ma i festeggiamenti
iniziano dalla sera prima. La sera del 16 gennaio, infatti, viene
chiamata “La notte dei falò”. In tutta la Sardegna, durante questa
suggestiva notte, vengono accesi in onore di Sant’ Antonio
imponenti fuochi attorno ai quali si festeggia per tutta la notte.
A seconda del paese, il fuoco è costituito da frasche (normalmente
di rosmarino), oppure da enormi tronchi d’albero cavi denominati “
“Sas Tuvas” “. La legna per il fuoco viene raccolta diversi giorni
prima della festa e si trasforma anch’essa in un rito gioioso.
L’usanza di accendere i fuochi in onore di S. Antonio è
sicuramente di origine votiva, infatti molte persone che vi
partecipano, compiono in segno di devozione e di ringraziamento,
tre giri rituali intorno al fuoco, recuperando un rametto di
rosmarino o di altra essenza, come gesto ben augurante.
I festeggiamenti per S. Antonio segnano ufficialmente l’inizio del
carnevale, infatti i Mamuthones a Mamoiada, fanno la loro prima
uscita proprio per la festa di S. Antonio.
Un dolce tipico che viene preparato per questa ricorrenza, è “Su
Pistiddu” realizzato con pasta e miele. Per confezionarlo è
necessaria una grande maestria e gusto artistico, in quanto la
lavorazione è abbastanza complessa .
Febbraio
Il mese di
febbraio è interamente dedicato al Carnevale. In tutta la Sardegna
si possono ammirare numerose sfilate ed esibizioni di carri
allegorici, che richiamano grandi folle di partecipanti.
Nei cortei carnevaleschi che sfilano s’incontrano alcune maschere
tipiche, a Cagliari per esempio, si possono ammirare “Sa Panettera”
(La panettiera), “Sa viuda” (la vedova), “Gattu e su tialu” (il
gatto e il diavolo), queste maschere sfilano per la città fino al
giorno di martedì grasso, giorno in cui il carnevale si chiude con
un rito particolare che consiste nel dar fuoco a “Ciancioffali”
(il pupazzo di stracci). Anche ad Iglesias e Tempio, si possono
ammirare delle allegre e colorate sfilate tradizionali. A Bosa e
Ovodda poi, il carnevale riunisce una folla numerosissima. In
Barbagia si può invece partecipare ad un carnevale diverso, meno
festoso, in quanto sfilano le maschere tragiche tipiche di questi
luoghi. Si possono infatti ammirare i “Mamuthones” a Mamoiada, i
“Merdules” a Ottana e “Sos Thurpos” a Orotelli. Queste sono
maschere cupe che si muovono a passo cadenzato seguendo il suono
inquietante e greve dei campanacci. La loro danza sicuramente
evoca riti propiziatori della vita dei campi.
Marzo
Nel mese di
marzo le sagre e le feste popolari sono poche in quanto è il mese
dedicato alle manifestazioni religiose che precedono la Pasqua.
Infatti, in marzo, le confraternite preparano i riti tipici della
Settimana Santa. L’unica festa che si svolge durante questo mese è
quella di San Giuseppe che cade il 19 marzo. Si festeggia a Lodè,
Ortueri, Romana, Valledoria, Nuoro, Onifari, Oristano, Suelli e
San Vero Milis. In quest’ultimo, un piccolo centro dell’oristanese,
si svolge la manifestazione più originale e particolare: seguendo
una tradizione popolare antica, viene distribuita ai poveri una
zuppa di ceci.
Aprile
Il mese di
Aprile solitamente è interamente dedicato alla Pasqua, non mancano
però altre feste e sagre come: S. Giorgio, S. V. del Soccorso, S.
Lucia (il 14 aprile), e San Cristoforo. A Muravera (CA) poi si
svolge la “Sagra degli agrumi” , a Valledoria la “Sagra del
carciofo” , a Tonnara la “Sagra del torrone” , queste Sagre hanno
tutte la stessa finalità ossia quella di valorizzare i prodotti
locali.
La Pasqua in Sardegna è considerata la ricorrenza più importante
dell’anno. Infatti il sentimento religioso si esprime in
particolar modo nei riti della Settimana Santa, in cui vengono
mescolate cultura, tradizione e fede. I riti che rappresentano la
morte e la risurrezione di Cristo, sono di grande suggestione e
hanno origini antichissime. In questo periodo si ammirano la
Processione dei Misteri, le Visite ai Sepolcri e “S’Iscravamentu”
(la deposizione), “S’Incontru” (l’incontro). A Castelsardo la
Processione dei Misteri ha un fascino particolare: “L’unisanti” ,
che si svolge il Lunedì Santo, nella parte alta della cittadina,
illuminata per l’occasione esclusivamente dalle fiaccole, è anche
accompagnata dai canti struggenti dei cori. Il rito della
Deposizione che si svolge nella chiesetta della Misericordia ad
Alghero, il giorno di venerdì Santo, è particolarissima ed è
chiamata “De Slavament” . Ad Oliena e Orosei poi si può ammirare
il rito de “S’Incontru” (l’incontro). L’origine della processione
va ricercata nel periodo spagnolo della storia Sarda. I dolci
tipici di questo periodo sono “Sas pizzinas de ovu” (le bambine
con l’uovo), realizzate con pasta dolce e uovo di gallina,
considerato simbolo di fecondità.
Maggio
Due le
manifestazioni importanti: “La Sagra di S. Efisio”, che ha luogo
il 1° maggio a Cagliari, e la “Cavalcata Sarda” della domenica
dell’Ascensione che ha luogo a Sassari.
La Sagra di S. Efisio ha luogo fra le strade del centro di
Cagliari partendo dalla chiesa di Stampace. In questa festosa
processione si possono ammirare migliaia di persone vestite con i
costumi tipici provenienti da tutte le parti della Sardegna.
Questa grandiosa manifestazione rinnova, fin dal lontano 1657, un
voto al Santo che liberò la città dalla pestilenza. La sfilata del
1° maggio si apre con le tradizionali “Traccas”, caratteristici
carri addobbati a festa e trainati da buoi. Dietro le “Traccas”,
sfilano i costumi provenienti da tutta la Sardegna. Si possono
inoltre ammirare i cavalieri campidanesi seguiti dai miliziani,
dalla guardiania in frac e cilindro, dal rappresentante della
Municipalità e dal Simulacro del Santo. Chiudono il corteo i
numerosi pellegrini che ogni anno non rinunciano a venerare S.
Efisio. Anche la vestizione della Statua del Santo rappresenta un
rito particolare e suggestivo che viene seguito con attenzione. Ma
questa sagra non si ferma solo a Cagliari, infatti la notte del 1°
maggio, il simulacro del Santo sosta a Sarroch, il giorno dopo
riparte alla volta di Villa S.Pietro e Pula. Il giorno successivo
la Statua di S. Efisio arriva a Nora. La processione giunge al
termine la notte del 4 maggio con il ritorno del Simulacro a
Cagliari.
Come già detto l’altra importante manifestazione che si svolge nel
mese di maggio è La Cavalcata Sarda che si svolge a Sassari il
giorno dell’Ascensione. Consiste in una sontuosa sfilata di
costumi tradizionali che in origine si svolgeva per omaggiare i
sovrani e i principi in visita nell’Isola. Anche questa sfilata
richiama numerosi turisti affascinati dai colori e dalla varietà
dei costumi sardi.
In questo mese si svolgono poi altre feste importanti anche se
meno famose e poco conosciute dai turisti: S.S. Crocifisso di
Galtellì all’inizio del mese, S. Francesco di Lula, S. Mauro a
Sorgono, S. Isidoro e S. Nicola che vengono festeggiati in
numerosi paesi sardi, chiude la lista S. Maria del Mare che ha
luogo ad Orosei l’ultima domenica del mese con una processione
particolarissima di barche che sfilano nel fiume fino a
raggiungere la chiesetta di S. Maria del mare che si trova alla
foce del Cedrino.
Giugno
In Sardegna
il mese di giugno è denominato Lampadas, questo nome è legato ad
una vecchia tradizione che consisteva nell’accendere appunto dei
fuochi, simili a delle lampade, per la ricorrenza di S. Giovanni.La
festa religiosa più importante che ha luogo durante questo mese a
Desulo e Fonni, è Corpus Domini, che viene celebrata con
manifestazioni e processioni religiose. Sempre a Fonni, durante la
prima domenica di giugno, viene festeggiata Nostra Signora dei
Martiri, che si svolge con una solenne processione accompagnata
dai cavalieri in costume. Questa ricorrenza è molto seguita in
Barbagia, su di essa hanno scritto il romanziere Salvatore Cambosu
e Grazia Deledda a testimonianza appunto della devozione dei
Barbaricini per questa manifestazione. A Villasalto (Ca) si svolge
poi un’importante sagra in onore di Santa Barbara, patrona dei
minatori. A Orroli si festeggia Santa Caterina d’Alessandria, una
tradizione questa di origini spagnole. Alle pendici del Monte
Linas sorge Gonnosfanadiga (Ca), dove si svolge una bellissima
sagra in onore della Madonna della Salute. In diverse parti
dell’Isola poi viene ricordato S. Antonio da Padova.
Luglio
Luglio è il
mese caratteristico della trebbiatura, e da questo antico rito
contadino questo mese prende il nome, a seconda del dialetto, di
Tribulas o Triulas.
Da qualche anno ad Ortuei si svolge un importante ed interessante
iniziativa, Il Progetto frumento, che ha lo scopo di recuperare le
antiche tradizioni contadine, in autunno la semina ed a luglio la
mietitura e la trebbiatura avvengono seguendo gli antichi e
tradizionali metodi dei contadini.Va ricordato anche che in questo
mese si svolgono, in diverse parti dell’isola, numerose feste in
onore degli emigrati.Una delle sagre più suggestive di questo
mese, è quella di San Costantino, che ha luogo il 6 e il 7 luglio
a Sedilo, è una festa antica e consiste nello svolgersi di una
corsa sfrenata: S’Ardia, che vede protagonisti degli impavidi
cavalieri che si lanciano in una corsa vertiginosa lungo un pendio
scosceso passando nello stretto arco che immette nel sagrato della
chiesa di S. Agostino con l’intento ardito di superare i capi
corsa. Otto giorni dopo la cerimonia viene ripetuta questa volta
però senza cavalli, i partecipanti infatti, si sfidano correndo a
piedi.Durante la seconda settimana di luglio, ad Assemini, un
paese che si trova a 10 Km da Cagliari, viene celebrato un rito
particolare delle nozze, i due sposi infatti, secondo la
tradizione si sposano incatenati a simboleggiare il legame
indissolubile della vita coniugale.
Agosto
Fra le
manifestazioni più antiche figurano la Sagra del Redentore, che si
svolge a Nuoro il 29 agosto, e la Sagra dei Candelieri di Sassari
che ha luogo il 14 agosto. La Sagra del Redentore si svolge in una
sontuosa sfilata con circa 3000 costumi che provengono da tutta la
Sardegna. Alla fine della sfilata i gruppi di esibiscono in un
apprezzato festival di balli e canti caratteristici, che
appassiona le migliaia di turisti e di sardi che partecipano a
questa grandiosa festa di popolo. L’origine di questo evento
risale al 1901, quando venne sistemata in cima al Monte Ortobene,
l’imponente statua del Redentore realizzata dallo scultore Jerace.
La Sagra dei Candelieri è senza dubbio la rappresentazione della
“festa grande” di Sassari. Ha luogo la vigilia di ferragosto e
consiste in una processione senza preti che inizia con la
consegna, da parte del Sindaco, della bandiera della città all’Obriere
del Gremio degli agricoltori. Segue la faradda, la sfilata dei
candelieri che rappresentano i nove gremi, essi trasportano a
braccio, imponenti colonne di legno (in origine erano dei veri e
propri ceri) ballando al ritmo del tamburino e del pifferaio, la
sfilata parte da Piazza Castello fino a raggiungere la chiesa di
Santa Maria. Le origini di questa manifestazione risalgono al
Duecento e ad istituirla sono stati i Pisani che offrivano grossi
ceri alla Vergine, ceri che poi intorno al seicento furono
sostituiti dalle attuali colonne di legno. A Nulvi (SS) si svolge
una manifestazione simile a quella dei Candelieri. Le origini sono
da far risalire al XI secolo ed ebbero inizio con un voto alla
Vergine per scongiurare un epidemia di colera. Da allora tutti gli
anni i rappresentanti dei tre Gremi (massai, artigiani e pastori)
trasportano dei pesanti ceri dalla chiesa di San Filippo fino alla
Parrocchia della Vergine Assunta. E’ difficoltoso far uscire i
pesanti ceri dalla chiesa ed è altrettanto faticoso trasportarli
lungo il percorso irregolare che porta alla Parrocchia della
Vergine Assunta.
A Bosa in questo mese si festeggia Santa Maria del Mare in un rito
particolare e suggestivo che consiste in una bellissima
processione di barche che parte da Bosa Marina, risale il fiume
Temo e si conclude con l’arrivo a Bosa Città. Il 5 agosto, a
Desulo, Illorai, Piscinas, Cuglieri, Nuoro, Senorbì, Teti e Suni,
si festeggia S. Maria della Neve.
A metà agosto poi numerosissime sono le feste in onore della
Vergine Assunta, le più note sono quella di Orgosolo dove la
Vergine Assunta è patrona del paese, e quella Gerghi nel Sarcidano.
Settembre
Per il mondo
agro-pastorale con il mese di settembre si apre l’anno agrario,
infatti a seconda dei dialetti, settembre viene denominato
Capidani, Capodanni o Cabidanni, che deriva dal latino Caput anni,
capodanno. Le feste che si svolgono durante questo mese sono tutte
di ringraziamento ai Santi per il buon raccolto e affinché
favoriscano l’annata successiva.
A Selargius (Ca), si svolge il Matrimonio Selargino, un rito
particolare e affascinante che consiste in un vero e regolare
matrimonio tra due sposi vestiti in costumi tradizionali, il tutto
si svolge dopo un cerimoniale molto complesso. La prima domenica
di settembre a Cabras, durante la Sagra di S. Salvatore, si svolge
La corsa degli scalzi ( risale al 1619 circa e simula, con la
corsa degli Scalzi, il salvataggio della statua di S. Salvatore
conservata nella chiesetta, dall’invasione dei mori). La leggenda
narra che gli Scalzi si legarono delle frasche sui piedi nudi al
posto delle scarpe con lo scopo di sollevare più polvere possibile
in modo da sembrare più numerosi e spaventare così i Saraceni
invasori. Con questo metodo riuscirono a salvare il simulacro. A
Bortigali si svolge la festa di S. Maria ‘e Sauccu. A Bosa si
festeggia Nostra Signora di Regnos Altos, una festa questa di
antichissime origini. Ad Orosei ha luogo la festa di Nostra
Signora del Rimedio, che dura tre giorni e si svolge nel santuario
a lei dedicato che fu costruito nel Seicento.
Ottobre
Va ricordata
in particolare quella in onore di S. Maria di Monserrato che ha
luogo a Serramanna nel Campidano. Dura quattro giorni e si svolge
in una chiesetta di campagna, con manifestazioni caratteristiche
di balli, canti e corse di cavalli.
A Lula, nel santuario di S. Francesco, ha luogo l’insediamento del
nuovo priore il quale ha il compito di organizzare i
festeggiamenti e le novene che si svolgeranno dal 1 al 10 maggio
dell’anno successivo.
L’ultima domenica d’ottobre, da 29 anni, ad Aritzo si svolge la
Sagra delle castagne e delle nocciole. Questa festa ha fatto
conoscere alle migliaia di persone che partecipano a questa sagra,
le nocciole tipiche della zona, le castagne, le noci e gli
innumerevoli e gustosissimi dolci che con essi si confezionano. Si
svolge in tre giornate: dal venerdi alla domenica con numerosi
spettacoli musicali e con una grande distribuzione di castagne
arrosto e nocciole. Viene organizzata di anno in anno dalla pro
loco locale e con la sponsorizzazione delle principali istituzioni
regionali. La sagra non è solo l’occasione per esporre e vendere i
prodotti della Barbagia, ma anche l’occasione per conoscere meglio
i beni culturali, artistici e ambientali presenti in tutto il
territorio montano.
Novembre
A novembre,
mese dedicato ai defunti, le feste popolari vengono
rispettosamente interrotte, hanno luogo solo quelle dedicate alla
ricorrenza . Infatti a Santa Giusta, un paese vicino ad Oristano,
si svolge un rito particolare: in tutte le famiglie viene
preparato un grande piatto di pastasciutta ed una parte di esso è
destinato ai defunti.Sempre a Santa Giusta i primi di novembre, i
ragazzini passano di casa in casa a raccogliere offerte per le
anime travestiti con un costume tipico che rappresenta un
personaggio fantastico della tradizione: Maria punta ‘e oru. Anche
nel nuorese i ragazzi passano di casa in casa per la questua, qui
però prende il nome di Su mortu mortu (il morto morto).
A Carloforte il 15 novembre si svolge la festa della Patrona: La
Vergine Santissima dello Schiavo.
Dicembre
Oltre alla
ricorrenza del Santo Natale, il 13 Dicembre si festeggia Santa
Lucia. La tradizione vuole poi che ad Orgosolo, l’anno si chiuda
con l’usanza "de Sa Candelaria", che consiste in una questua
festosa ad opera dei bambini che con un sacco di tela bussano di
porta in porta per tutto il paese, raccogliendo offerte e doni con
un invito rituale ed esplicito: “a nolla dazes sa candelaria?”.

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