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Il diario segreto è un quaderno o un taccuino in cui si annotano pensieri, riflessioni, sogni, speranze, segreti. Non tutti tengono un diario, e non sempre lo si tiene in tutti i periodi della vita. Però ci sono dei momenti in cui si ha voglia di mettere per iscritto i propri pensieri, a volte i più intimi, anche se non si è particolarmente dotati per la scrittura! Se siete tentate anche voi di tenere un diario, sceglietene uno carino, per fare in modo che i momenti passati a scrivere siano un appuntamento piacevole: ci sono diari di tutti i tipi, decorati o sobri, con le pagine bianche o con le righe, e anche con un lucchetto per preservare i vostri segreti! 
Quanto alla frequenza di questi appuntamenti, fate un po' voi. Ci sarà chi vorrà scrivere tutti i giorni, magari una sola riga per dire: «Niente di nuovo sotto il sole»; altre preferiranno scrivere meno regolarmente, a seconda dell'umore o di quello che succede nella loro vita. Come ci si rivolge a un diario? Gli si dà un nome come se fosse un'amica, come ha fatto Anna Frank nel suo diario. Anche qui non ci sono regole. Potete anche arricchirlo con fotografie, biglietti di spettacoli, bigliettini di amiche... Un diario è una specie di cofanetto dei ricordi, in cui si conserva tutto ciò che è prezioso per noi. A cosa serve? Per prima cosa a raccontare una storia, .. la vostra. Con tutte le piccole cose che la fanno vostra, quelle della vita di tutti i giorni. Fra qualche anno rileggerete con piacere, divertite e intenerite, tutte le avventure dei vostri 15 anni. Probabilmente riderete della vostra ingenuità e delle vostre qualità di «romanziera», ma sicuramente vi dispiacerà di non ritrovare la realtà della vostra vita di allora. Quando si smette di scrivere un diario? Dipende. Si può finire di colpo, quando termina il quaderno (ma se ne può sempre cominciare un altro). Spesso sono le circostanze a decidere: l'incontro con l'amica del cuore coincide a volte con la fine di un diario.
Un quaderno, per quanto carino, non può competere con un'amica in carne e ossa! Anna Frank era un'adolescente ebrea di 13-14 anni che viveva in Olanda durante la Seconda guerra mondiale. Nel suo diario Anna racconta la sua vita a un'amica fittizia cui dà il nome di Kitty. Le dice che lei e gli altri membri della sua famiglia vivono nascosti in una specie di soffitta per sfuggire ai nazisti che deportavano gli ebrei nei campi di sterminio. A quest'amica inventata Anna confida i suoi dubbi di adolescente, le sue prime emozioni d'amore, le sue paure e le sue angosce con tenerezza e umorismo. Il diario si interrompe di colpo: sappiamo che fu arrestata e che mori nel campo di concentramento di Bergen-Belsen quando aveva 15 anni. Il suo diario fu trovato nella soffitta in cui era stata nascosta e fu pubblicato nel 1950. Tenere un diario non è un obbligo, ma piuttosto un bisogno: avete voglia di vuotare il sacco perché avete la testa confusa e il cuore gonfio, e non avete nessun orecchio disponibile per accogliere le vostre confidenze. Di solito si comincia così, in un giorno di intense emozioni o di grande disperazione, allora ci si rende conto che scrivere fa bene e si continua.
Spesso il diario è il primo confidente, quello a cui si confida di essere innamorate, che sopporta gli scarabocchi rabbiosi dopo un litigio e che assorbe fiumi di lacrime. È sempre lui che accoglie le grandi tirate filosofiche sul senso della vita, sull'amore, sull'ingiustizia umana. Tenere un diario non equivale a contemplare il proprio ombelico, come pensano alcuni. AI contrario può aiutarvi a fare il punto sui vostri desideri, i sogni, le ambizioni. Scrivere queste cose vi obbliga necessariamente a riflettere, a guardare i fatti con più distacco, semplicemente perché la penna non corre quanto le vostre emozioni, le vostre gioie o le vostre rabbie del momento. Chi tiene un diario non lo fa perché qualcuno lo legga. Perciò non leggete mai i diari altrui, anche se ve ne capita uno tra le mani e siete certe che nessuno lo saprà.

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