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Il bambino deve godere di una speciale protezione disposizioni legislative o altri provvedimenti devono garantirgli possibilità e facilitazioni perché egli possa svilupparsi in modo sano e normale fisicamente, intellettualmente e socialmente, in condizioni di libertà e dignità. Nella approvazione di leggi relative a questo fine, l'interesse superiore del bambino deve essere determinante.
 Il silenzio dei bambini
Serenella era conosciuta da tutta la gente del quartiere. I bottegai avevano sempre una parola gentile per lei e vedendola passare pensavano: " Ecco una bambina felice". Ma un giorno Serenella ebbe una brutta sorpresa.
 Bruttissima. Era entrata senza farsi notare nel negozio del droghiere; da dietro il bancone guardava Don Ciccio che serviva i clienti. " Buondì Signora Maria. Cosa posso darle?". " Oh Don Ciccio, una pagnotta, ma che sia bella fresca, mi raccomando!". " Ecco certo...proprio quello che lei vuole...".
La signora Maria era soddisfatta. Serenella no; se ne uscì da dietro il bancone e, sorprendendo tutti, balbettò: " Ma Don Ciccio, perché le avete dato quel pane lì? E' vecchio é di ieri!". Il droghiere la guardò con occhi di ghiaccio: " Ma tu" disse severo " da dove spunti? E poi cosa vuoi sapere? Queste non sono cose per te!". E aggiunse: " Non ti permettere più di entrare senza bussare!". Serenella si sentì mancare il fiato; scappò via, rossa di vergogna, gli occhi pieni di lacrime e di rabbia, correndo per le strade della città.
Quando arrivò al fiume si fermò. Le luci stavano calando e si faceva sera. Era la prima volta che Serenella aspettava la notte senza un sorriso e sembrava che la notte se ne fosse accorta. Serenella vide allora in lontananza un carrozzone illuminato: era quello dell'orchestra ambulante, che ogni anno passava in città per allietare le giornate di quelle piazze. La bambina lo raggiunse e bussò timidamente. Le aprì Stecca, il vecchio violinista, che indovinò subito la tristezza della bambina e capì quando Serenella sussurrò: " Sono ingiusti, i grandi, ingiusti e bugiardi!".
" Hai ragione" le disse con gran garbo Stecca. " Ma tu puoi fare qualcosa!" e le raccontò che sotto la statua del museo della città era nascosto da anni e anni il Dizionario delle frasi antipatiche. Era un libro che raccoglieva tutte le tiritere ingiuste che i grandi ripetevano da sempre ai bambini. Stecca disse a Serenella che lei poteva sceglierne una e...quella frase sarebbe scomparsa per sempre dalla bocca dei grandi!! Il giorno dopo Serenella andò alla ricerca del dizionario.
Vide la statua; era quella di un vecchio con la faccia seria e una lunga barba, forse uno scrittore o uno scienziato. Sotto la statua, trovò un fagotto impolverato che conteneva un dizionario dalle pagine ingiallite. Serenella lesse d'un fiato e, tra le tante e tante frasi antipatiche, si fermò a leggere ad alta voce quella che secondo lei le vinceva tutte. " Queste cose non sono per te". Le ultime pagine del libro non erano scritte. Serenella allora prese una penna e, dopo aver cancellato la frase, volle scrivere la " sua" storia; raccontò la fiaba di una bambina trattata male dai grandi, che decide di non parlare più per protesta... Gli altri bambini si uniscono a lei, e ben presto, non c'é più nessun bambino che voglia parlare, e il mondo perde la voglia di girare, perché non c'é più gioia, gioco e allegria... I grandi chiedono allora scusa ai bambini e promettono loro di ascoltarli, ma davvero così come hanno saputo ascoltare il loro silenzio.
 Ne nasce un Mondo più tondo, dove i bambini non si sentono mai dire che certe cose " non sono per loro". Da allora ogni cosa diventa anche per i bambini. Serenella aveva appena finito di scrivere la sua storia, quand'ecco che la statua grigia si sbriciolò e si trasformò in Stecca, il vecchio violinista dell'orchestra.
C'erano una volta un violinista di nome Stecca ed una bambina che si chiamava Serenella...insieme stavano aspettando la notte con un sorriso.
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