Home
Su
Alessandro Manzoni
Baden Powell
Carlo Collodi
Dante
Fedro
Gandhi
Giovanni Pascoli
Leonardo
Giulio Verne
Lutero
M.L.King
Giovanna d'Arco
Shakespeare
Hans C. Andersen
Linneo
Don Bosco
Abraham Lincoln
Victor Hugo
Maria Montessori
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una casa di contadini nella frazione di Castelnuovo d'Asti: nel 1815 vi è nato un bambino che, divenuto ragazzo, desidera studiare nel Seminario di Chieri. La famiglia non è d'accordo, ma Mamma Margherita s'impone. Però dice al figlio: «In povertà sono nata, in povertà sono vissuta, voglio morire in povertà. Se tu volessi farti prete per diventare ricco, io non verrò mai neppure a farti visita!  Sarà contentata: accanto al figlio presterà assistenza ai ragazzi poveri. Perché il figlio di Mamma Margherita era San Giovanni Bosco, il fondatore dei Salesiani. I bottegai di Torino erano preoccupati per i furti dei «barabba , i ragazzi di strada senza arte né parte che li derubavano, battendo in bande la città.
Nel 1841, Don Bosco ne raccolse uno, Bartolomeo Garelli, e l'avviò ad un mestiere. Poi ne raccolse tanti altri, riunendoli sotto la «tettoia Pinardi", primo nucleo delle sue opere, e trasformò i «barabba" in allegri alunni di scuole di nuovo tipo. Don Bosco, infatti, aveva capito che non bastava togliere i discoli dalla strada: bisognava avviarli ad un mestiere perché, da grandi, trovassero un lavoro nella società che stava diventando sempre più industrializzata. Occorrevano lavoratori specializzati! Don Bosco ideò, appunto, le Scuole Professionali, dalle quali sarebbero usciti onesti ed abili operai, ed inventò anche un nuovo metodo di educazione, abolendo le punizioni e i castighi che, allora, fioccavano in tutte le scuole. Don Bosco, però, non aiutava soltanto i ragazzi, ma chiunque ne avesse bisogno. Nel 1852, per esempio, ospitò a Valdocco, fra i ragazzi, anche Francesco Crispi che, ardente patriota, era scappato dalla Sicilia perché i Borboni lo avevano condannato a morte. Crispi, come saprete, diventò in seguito Presidente del Consiglio e, come altri uomini politici, restò amico di Don Bosco, al quale persino il papa Pio IX chiedeva consigli sui rapporti da mantenere con lo Stato italiano.
E Don Bosco avvicinava tutti,ministri, industriali, alti prelati ,col cuore in mano perché aveva bisogno di fondi per mantenere e far studiare i suoi ragazzi. Un esempio? Una volta a Fermo, un cardinale gli chiese di benedirlo. Al suo rifiuto, l'arcivescovo mostrò una borsa piena di denaro: «Se mi benedice, gliela regalo". E Don Bosco: "Quando è così, la benedico subito. Vostra Eccellenza non ha bisogno della mia benedizione, ma io ho bisogno dei suoi denari per le mie opere ". E tutto il denaro che poteva raccogliere andava ai ragazzi; le sue Opere si erano moltiplicate, aveva fondato Scuole di Musica, e la Congregazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice, mentre i Salesiani andavano missionari nel mondo, persino in Patagonia!
 Quando morì, nel 1888, i suoi Istituti di educazione erano già 130 e vi aveva raccolto 150.000 ragazzi fra cui il più giovane santo di tutti i tempi, Domenico Savio, l'alunno prediletto di Don Bosco. Oggi l'opera dei Salesiani continua in tutto il mondo più attiva che mai.
 Fai felice Il Paese e scrivi un tuo commento se ti piace questo  sito o questa pagina
Questo sito é autofinanziato...fai crescere con il tuo sponsor il Paese.
   
Il Paese dei Bambini che sorridono" ©
Partita Iva02895640361
Tutti i diritti riservati agli autori stessi.
E' severamente proibito copiare testi e immagini.
I trasgressori saranno perseguiti legalmente.
Per contatti scrivere:   Franca