Home
Su
L'Epifania
I doni
Il guardaroba
Il Paese
Famiglia della Befana
Il ritratto
Il carattere
Calzastella
Marito della Befana
I colleghi della Befana
I falò della Befana
I regali della Befana
Befana e massaie
Il carbone
La Befana cattiva
La Befana e...
Befani e befanate
La calza
Le due Befane
La Befana e il gatto
Le filastrocche
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ogni casa, si sa, è la casa di una famiglia. Ed anche la nostra vecchia Befana aveva una sua famiglia. Nessuno in realtà ne sapeva niente, ma tutti dicevano di conoscere anche i più piccoli dettagli sui parenti della Befana. Tutti dicevano che la sua era una famiglia, a dire il vero, molto strana e bizzarra.
A dar retta a loro, Befana era la figlia preferita di Bau della stirpe dei diavoli e suo nonno era l'Orco in persona. Aveva due cugine, la terribile strega Trentancanna, che in un sol boccone si era tracannata trenta ragazzini e la crudele Capraferrata, spavento di ogni bambino. C'era poi anche una zia, la rapace Biliorsa che era meglio non incontrare mai sulla propria strada. La Biliorsa aveva sposato l'uomo selvatico chiamato Magorte. Gufi, pipistrelli, barbagianni, gatti mammoni, upupe e civette erano gli amici fedeli di questa particolare famiglia. Va detto anche che i maligni dicevano che la Befana avesse venti sorelle, vecchie decrepite con boccacce sdentate, tanto brutte quanto erano cattive. Abitavano In una casa sotterranea in una stradina di un bosco segreto: in quella brutta spelonca non entrava mai un filo di luce. Un abete più alto degli altri era il segno che la porta di quella casa era proprio lì. Quando la Befana arriva va in visita dalle sue sorelle e arrivava davanti .. .. all' abete, batteva per terra il piede sinistro per tre volte: dopo pochi minuti una parte del tronco dell'albero stregato si apriva come avrebbe fatto una vera porta.
Ad aprire era una vecchissima donna con una lanterna in mano, così vecchia da sembrare la bisnonna della Befana. Camminava tutta curva appoggiandosi a un bastoncino, aveva un mento che quasi le toccava la pancia e una gobba più grossa di un cocomero. Attraverso una scala a chiocciola dalle pareti tappezzate di pipistrelli morti, si scendeva in una sala piena di gatti vivi, neri come la pece, che miagolavano rumorosamente salutando chi passava. Passata questa sala si giungeva in uno stanzone dove accanto al fuoco stavano riunite le cattive sorelle. Quelle vecchiacce mangiavano minestra di rospi, cervello di lupo, corvi allo spiedo e non dormivano mai. O mangiavano, o ballavano, o si esercitavano in qualche cattiva magia. Ma un vecchio signore, che aveva viaggiato tanto e aveva letto molti libri,  disse che queste storie erano tutte inventate. In realtà lui era convinto che la Befana fosse la nonna del re Erode, che con i suoi doni destinati ai bambini buoni, voleva in parte ricompensare il male fatto dal nipote ai bambini di Betlemme. Sarà vero? Mah!
Fai felice Il Paese e scrivi un tuo commento se ti piace questo  sito o questa pagina
Questo sito é autofinanziato...fai crescere con il tuo sponsor il Paese.
   
Il Paese dei Bambini che sorridono" ©
Partita Iva02895640361
Tutti i diritti riservati agli autori stessi.
E' severamente proibito copiare testi e immagini.
I trasgressori saranno perseguiti legalmente.
Per contatti scrivere:  Franca