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Acquistate nei loro villaggi, le ragazze
dello Sri Lanka iniziano il loro viaggio verso quello che credono
un futuro più felice. Nella migliore delle ipotesi finiranno in
una fetida prigione di Beirut. Fatima ha ancora le labbra nere e
un occhio buio. Per sempre. Parla con grande difficoltà e quando
sta zitta un pezzettino di lingua le sporge dalla bocca. Come un
cagnolino morto. «Ho cominciato il servizio che avevo nove anni.

Mi hanno portata qui in aereo da Addis
Abeba. Lavoravo dalle 6 del mattino all'una di notte. Lavare a
mano, stirare, fare giardinaggio e obbedire anche ai tre figli».
Fatima si ferma. Si vergogna di ammettere che perfino quei bambini
erano spietati: «Quella più cattiva era la padrona. Allora
piangevo, volevo tornare a casa e lei non mi picchiava più.
Oggi Fatima ha quasi 16 anni. È libera. Soccorsa da una vicina, è
riuscita a scappare. È tornata al suo paese. Dei suoi sette anni
di orrore non vuole dire di più, ha paura. Credevamo che fosse
finito, cancellato, che facesse parte degli orrori lontani. Invece
lo schiavismo moderno è nella casa accanto. I mostri sono sempre
l'altro. Invece siamo noi e i nostri paesi. Perché in Europa, a
Roma, a Parigi e anche in un Oriente colto come il Libano, esseri
umani lavorano 18 ore al giorno. Dormono sulle terrazze, mangiano
avanzi. Senza diritti, senza pietà.

Oggi il numero degli schiavi è
raddoppiato, forse triplicato». Gli uomini di Anti-Slavery, la più
antica ong del pianeta, parlano chiaro: «Allora uno schiavo
costava circa mille dollari, pari a 100 mila attuali.Oggi con 20
si fa arrivare una bambina di 10 anni dall'Africa, con 50 una
ragazza di 18 dallo Sri Lanka». Il che vuol dire schiave usa e
getta: queste piccole e povere donne non valgono nulla. Manichini
di carne che possono essere usati, consumati finché reggono. E
poi, facilmente, fatti sparire. Del resto per chi esistono?Accade
soprattutto nei paesi del Golfo dove i servitori sono
tradizionalmente privi di libertà, in Marocco terra di serve
bambine, in Libano palcoscenico di
orrende
tragedie. Ma può accadere perfino a Roma, a Milano, a New York….
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