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Nella Roma imperiale ci sono tanti schiavi, provengono da tutte le
province dell'impero. C'é anche un ragazzo, Fedro, é nato nella
terra di Peria in Macedonia; è vivace, intelligente, attivo. A
volte, però nei suoi occhi scende un velo di tristezza e allora
sembra che si confidi con gli animali. Un giorno, l'imperatore
Augusto se ne accorge e lo interroga: " Cosa stai dicendo al cane?".
" Gli dico che é come me: senza libertà, divo Augusto". L'imperatore
comprende la tristezza del giovane greco e gli concede la libertà.
Fedro diventa quindi, "libero" e incitato dallo stesso Augusto, si
dedica attivamente allo studio.

Lo interessano in particolare le favole di animali dell'antico poeta
greco Esopo, schiavo anche lui. " Vorrei scriverne anch'io" confida
agli amici. Le scriverà veramente (diventando così il primo e il più
noto favolista in lingua latina) ma solo dopo la morte di
Augusto,quando regna Tiberio. Sotto Tiberio, il popolo é vittima di
profittatori, delatori, prepotenti. Fedro vorrebbe denunciare tante
ingiustizie, ma sa bene che un liberto non può criticare apertamente
i potenti. Allora maschera la verità nelle favole. "Un giorno"
scrive " le rane avevano per Re un travicello, ma ne erano scontente
perché lo giudicavano babbeo. Allora Giove, mandò loro come sovrano
un serpente che divorava i sudditi appena aprivano bocca, sia pur
per gracidare!". Una favola graziosa, ma Seiano,comprende subito che
il poeta sta criticando le sue azioni e non esita a chiamare Fedro
in giudizio,processandolo per diffamazione.

Fedro tenta di difendersi, dichiarando che ha voluto denunciare
genericamente i vizi degli uomini, senza fare allusioni a personaggi
esistenti, ma é inutile... La sentenza gli impone di non scrivere
più, se vuole continuare a vivere. Fedro non può fare altro che
ubbidire nei confronti di Seiano; é proprio come l'agnello della sua
favola più nota ricordate? Una volta l'agnello beveva al ruscello e,
più a monte, vi beveva il lupo. D'un tratto il lupo lo accusò di di
insudiciargli l'acqua. "Impossibile! Stai più su di me!" replicò
l'agnello. " Me l'hai insudiciata l'anno scorso" " Non ero nato!" "
Allora fu tuo padre ad insudiciarmi l'acqua e tu pagherai
l'affronto!" E il lupo così dicendo lo divorò. Fedro riprese a
pubblicare le sue favole dopo la morte di Tiberio.

Ne
compose in tutto 118 e, voi, almeno in parte, le conoscete; sono le
vostre prime traduzioni dal latino. E mentre armeggiate con il
vocabolario, vi circondano gli animali cui Fedro ha dato l'incarico di
insegnarvi ad amare la virtù; il leone generoso, la volpe astuta, il
cane goloso, la rana vanesia che si gonfia per superare il bue e
scoppia, l'asino paziente...
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