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La festa delle caramelle č una festa religiosa che si svolge in tutta la Turchia. Questa festa viene preparata dai nonni e si fa per ringraziare Allah per l'abbondanza delle piogge, del raccolto, ecc. La festa dura tre giorni, la sera della vigilia della festa i bambini vanno dalle nonne e prendono del Kina (pron. knā) che č un colore naturale verde, ricavato dall'argilla e da foglie secche di noce. I bambini mettono il kina sulle mani e poi le coprono con delle calze vecchie per evitare di sporcare le lenzuola. Il giorno dopo i bambini si tolgono le calze e si lavano le mani: il colore verde, a contatto con l'acqua diventa rosso. Il colore rosso č il segno di riconoscimento della festa; sparisce dopo un mese circa.
 I bambini, il primo giorno, si alzano alle ore sei e si vestono a festa e fanno colazione con il keįkek (pron. kesckek). Il keįkek č un piatto a base di carne di anatra e pomodoro, che viene accompagnato con the turco. I bambini escono di casa con un sacchetto di stoffa e vanno a trovare i nonni ed i parenti per ricevere caramelle e soldi. Per l'occasione c'č da ricordare che i nonni, che organizzano la festa, riuniti in comitato, ammazzano una mucca e la cuociono alla brace e la servono a tutti i bisognosi del paese. Al calare della sera i bambini vanno in moschea chiamati dalla voce del fogia (pron. hogia), il Moadine o Muezzin che dall'alto del minareto ricorda ai fedeli l'obbligo della preghiera. I fedeli con il libro sacro (Corano) per pregare, recitano una preghiera che dura mezz'ora. Le preghiere si recitano in arabo e si chiamano: Elham­duruah, Gulenusu, Inakeser. In moschea entrano prima le donne tutte ben coperte con foulard tradizionali, poi i bambini e ultimi gli uomini. Dopo la preghiera si va a casa dove si mangiano il keįkek e carne arrosto di pecore e mucche, poi si mangiano alcuni dolci tipici come il baklava (pron. baklava) composto da pasta sfoglia con noci e zucchero a velo; il kadyif (pron. kadaif) formato da una pasta per dolci tagliata come gli spaghetti con zucchero; il sutlac (pron. sutlaci) composto da latte, riso e zucchero. Le pietan­ze vengono accompagnate dalle seguenti bevande: raki (pron. rakų) una bevanda tipica, the e acqua. Anche il secondo giorno si svolge come il primo. Durante i tre giorni di festa i bambini giocano il gioco dell'usustunč (pron. usustune) cioč il gioco dei nove sassi messi a piramide.
Partecipano a questo gioco dieci bambini. Uno, scelto a sorte (ebe) tira il pallone contro la piramide di sassi e gli altri scappano. Quando i sassi colpiti sono a terra l'ebe deve rincorrere e prendere gli altri bambini. I primi tre bambini che vengono catturati, pagano il pegno, che consiste in una caramella; l'ultimo dei nove che viene catturato diventa ebe. Il terzo giorno i genitori vanno a trovare i nonni e qui si parla e si mangiano cibi sempre a base di carne di vitello e di pecora.
Esra Erikci classe 4aA, scuola elementare "G. Bellini", 2° Circolo di Sassuolo (Mo), Insegnanti: Giovanna Fragnito, M. Rosa Frigieri, Silvia Mussini, Antonio Castelli
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