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Il Festivalbar ha scelto quest'anno di dare il suo apporto per sensibilizzare l'opinione pubblica su una delle più gravi piaghe umanitarie mondiali: l'utilizzo in guerra dei "bambini soldato". L’iniziativa promossa dall’Unicef, da anni impegnata nella lotta contro lo sfruttamento e l’utilizzo dei bambini nelle guerre che affliggono il continente africano, sarà supportata quest’anno anche dall’impegno del Festivalbar. Sono più di 300 mila i minori di 18 anni attivamente coinvolti nei conflitti armati in tutto il mondo. Anche se non costantemente impegnati in conflitti armati, altre centinaia di migliaia sono arruolati in eserciti di paesi dell'Africa, Asia, Europa ed Americhe.
 Come membri degli eserciti, i "bambini soldato" diventano bersagli legittimi degli attacchi e il loro uso come soldati aumenta il pericolo cui vengono esposti i bambini civili che tendono a divenire sospetti alle parti in guerra. Anche all'interno degli eserciti regolari, i minori sono spesso trattati brutalmente e subiscono gravi abusi fisici, emotivi e sessuali. A causa della forte pressione cui sono sottoposti, rischiano inoltre di trovarsi in posizioni in cui potrebbero avere reazioni inconsulte, provocando così tragedie evitabili. Un'emergenza dimenticata che ha dimensioni maggiori in Africa e in Asia, sebbene molti paesi in Europa e nelle Americhe accettino ancora nei loro eserciti minori di 18 anni. La maggior parte dei ragazzi che prendono parte ai conflitti hanno un'età compresa tra i 15 e i 18 anni. Tuttavia molti altri vengono reclutati a partire dall'età di 10 anni. La maggioranza dei bambini soldato sono ragazzi separati dalle loro famiglie (orfani, rifugiati non accompagnati, figli di single), provenienti da situazioni economiche o sociali svantaggiate (minoranze, ragazzi di strada, sfollati) o ragazzi che vivono nelle zone calde del conflitto. Per questo sono necessari piani di sviluppo e programmi di assistenza che gettino le basi per migliorare le condizioni dei bambini e combattano le cause che portano al reclutamento.
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