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Toto non parla quasi per niente. Questo fa molto arrabbiare Lilli. Lei lo scuote e gli dice: - Ma insomma, è così facile! Ripeti con me: mamma, papà, Lilli! Toto dice con una buffa vocina:- Memepepeli... Toto è molto piccolo per la sua età. Quando era appena nato era addirittura il più piccolo dei topolini neonati. Poi è cresciuto. Ma sembra ancora un neonato. E questo fa arrabbiare Lilli, perché il fratellino della sua amica Melissa il tasso, invece, dice già un sacco di parole. E lui è anche molto più piccolo di Toto. Allora a Lilli viene una gran voglia di arrabbiarsi. Guarda severamente Toto. Lui le sorride e tende il musetto per farsi fare una coccola. È difficile arrabbiarsi con Toto, a lui piacciono tanto le coccole! E poi, spesso, Toto fa delle strane smorfie. Stringe gli occhietti screpolati come quelli di una lucertolina, le orecchie gli diventano molli molli e cadono, tira fuori la lingua, sbava un po'.
Quando fa così, Lilli lo trova molto maleducato. Ma se i suoi amici Ivo la volpe, Piero il ghiro, Carlo la talpa e Melissa il tasso fanno un girotondo attorno a Toto, prendendolo in giro, Lilli diventa furiosa. Lilli è molto preoccupata. Gli amici di Lilli infatti cantano  una canzone cattiva che Lilli odia:   - Toto pasticcione, Toto patatone. Allora Lilli grida che  sono loro sono dei patatoni!  Poi ritorna in fretta a casa con Toto che ride,  perché a lui quella  canzone piace un un sacco. Qualche volta Toto non capisce proprio niente! A casa, Leo e Tina, il fratello e la sorella maggiore, non si occupano molto di Toto. Escono spesso in bicicletta con i loro amici oppure si chiudono in camera dicendo che devono fare i compiti. Anche a Lilli piacerebbe andare fuori a giocare a nascondino con i suoi amici oppure mettersi in un angolino tranquilla a leggere un libro. Ma a lei piace anche stare con il suo fratellino. Vorrebbe tanto che lui facesse dei progressi. Qualche volta mamma e papà topo fanno indispettire Lilli. Se Toto mangia sporcando dappertutto, mamma topa sospira e lo pulisce senza dire niente. Se Toto fa la pipì sul tappeto, papà topo sospira e gli cambia le mutandine senza dire niente. Un giorno Lilli perde la pazienza e grida: - Non ne posso più di questo fratellino! Gli lasciate fare sempre tutto! Perché non lo sgridate mai? Perché non gli insegnate niente? Non può restare un neonato per tutta la vita! Mamma topa prende Lilli tra le braccia, la coccola e le dice: - Lo sai che Toto non sarà mai proprio uguale agli altri.
Te l'ho già spiegato. Prima di nascere, Toto ha avuto una specie di malattia. Si chiama trisomia. Non è colpa sua. E poi, è ancora tanto piccolo! Lilli piange un po'. Poi tira su col naso e dice: - Non è tanto piccolo come dici tu! lo sono sicura che se abbiamo molta pazienza, possiamo insegnare a Toto a parlare, a essere pulito, a vestirsi, ad apparecchiare la tavola e anche a cantare! Ma forse bisognerà essere un po' più severi. Gli lasciamo sempre fare quello che vuole perché è cosi gentile! Mamma  sospira e dice: - Hai ragione, Lilli. Domani andremo a cercare qualcuno che ci aiuti a far crescere Toto. Da quel giorno, la vita di Toto inizia a cambiare. Alcune mattine, il papà lo porta dalla signora Gazza che gli insegna a parlare. Gli fa fare degli esercizi con la bocca, con la lingua, gli fa ascoltare dei suoni e Toto li ripete. E Toto fa dei progressi. Non parla ancora bene come il fratellino di Melissa il tasso, ma non dice più "memepepeli". Pronuncia quasi perfettamente: - Mamma, papà, Lilli. E questo lo fa sentire molto contento. Alcuni pomeriggi, mamma topa porta Toto dal signor Scoiattolo che gli insegna a fare ginnastica. Toto impara a battere i piedi, ad alzare le zampe, a raddrizzare le orecchie. Toto non cammina ancora bene come il fratellino di Melissa il tasso, ma non è più molliccio come una lumaca. E questo lo fa sentire molto contento. Certe sere, però, è stanco. Si addormenta senza mangiare oppure piange, pesta i piedi e dà delle zampate a tutti invece dei soliti baci. Allora Lilli si sente scoraggiata. E continua a preoccuparsi, ad arrabbiarsi e a essere triste a causa di Toto.
Una sera, Toto è cosi stanco che fa tutto storto. Sembra che lo faccia apposta. Rovescia la minestra, tira fuori la lingua, lascia cadere le orecchie, fa la pipì sul tappeto e parla come un bimbo piccolo: - Memepepeli! Papà topo grida, mamma topa piange. Tina e Leo vanno a chiudersi nelle loro camere. Allora Lilli non ne può più e scappa nel bosco. È notte. I rami formano della grandi ombre per terra. Lilli, però, non ha paura. È troppo triste e arrabbiata. Lilli si siede sul muschio ai piedi di un albero. Ad un tratto, sente un fruscio d'ali. È il signor Gufo che si è posato su un ceppo, proprio di fronte a lei. Il signor Gufo le dice con dolcezza: - Hai tante preoccupazioni, vero Lilli? Lo so, lo so, è a causa del tuo fratellino. Tu ti occupi molto di lui, e fai bene. Ma tu non puoi fare tutto per lui. Devi sapere che tanto tempo fa ho conosciuto due topolini di campagna che avevano costruito la loro casa in un giorno di vento forte. Per questo motivo la loro casa era un po' storta. Ogni tanto dovevano aggiungere un paletto per aiutarla a stare in piedi. Le finestre erano un po' di traverso. Ma loro avevano appeso ai vetri delle graziose tendine ricamate e non si notava quasi per niente. I due topolini sapevano bene che la loro casa sarebbe stata sempre un po' storta. Ma a loro piaceva così perché era la casa che avevano costruito insieme.
E non era colpa della casa se era stata costruita in un giorno di vento  forte! Il tuo fratellino é come questa casa.  In lui c'è qualche  cosa che è un po' storta e che non sarà mai dritta. Potete aiutarlo a crescere e a  fare dei progressi, ma dovete amarlo così com' é. E Lilli risponde a bassa voce: - Lo so. Lilli  è felice. Ha un papà, una mamma, un fratello e una sorella più grandi, e un fratellino, Toto, che è un po' ... come dire? che è un po' storto, ma che ogni giorno fa dei progressi. Qualche volta, per ridere, gli amici di Lilli che fanno ancora il girotondo attorno a Toto cantando: - Toto pasticcione Toto patatone. E Toto risponde ridendo: - Chi lo dice lo è mille volte più di me! Perché adesso Toto parla quasi bene. E presto andrà alla scuola dei topini. La diversità di Toto, come ben sa mamma topa, è dovuta alla trisomia, una "specie di malattia" che può colpire, ancora prima che nascano, tutti gli esseri viventi, anche l'uomo.
 La forma più grave di trisomia è la sindrome di Down. I bambini che ne soffrono presentano difficoltà di movimento, di comportamento e di linguaggio. Per questo la famiglia, la scuola e gli amici li aiutano, con l'intervento di vari specialisti, a migliorare la loro vita di ogni giorno e a inserirsi nella società.
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