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Nel cortile di una fattoria
viveva un tempo, fra tante galline bianche, una gallina nera. Era
una gallina come tutte le altre, ma le uova che deponeva avevano
forme mai viste. Mai che le riuscisse di fare un uovo
normale, uguale agli altri!

Le galline
bianche la prendevano in giro: «Bisognerà far costruire dei
portauovo su misura!» La capoccia del pollaio prese da parte la
gallina nera e, gonfiando il petto, le disse: «Sei la vergogna del
pollaio! Una pasticciona come te non si era mai vista prima, nel mio
cortile. Faresti meglio a nasconderti!» Un bel mattino il
coniglio di Pasqua si presentò nel cortile per scegliere, come ogni
anno, le uova da decorare e regalare. Tutte le galline si fecero
avanti, eccitate e orgogliose, e la capoccia gli fece notare che
uova così grosse e perfette si potevano trovare solo da lei. La
gallina nera, però, rimase nascosta in un angolino, avvilita.

Il coniglio di Pasqua
aveva il cestino ormai pieno, quando sentì un singhiozzo. Aprì pian
piano la porta del pollaio. Era la gallina nera che piangeva. E, fra
la paglia, il coniglio scorse le uova più originali che avesse mai
visto nella sua lunga carriera! Il coniglio consolò la gallina nera:
«Non piangere! Regalerò le tue uova al re. Di sicuro non ne ha mai
ricevute di simili. Resterà a bocca aperta. È talmente noioso avere
per pranzo e per cena uova sempre identiche!» Fuori di sé dalla
gioia, la gallina nera sistemò nel cestino del coniglio le sue uova
più belle. Ma un pensiero la rendeva inquieta: e se le sue uova non
fossero piaciute al re? Tornato a casa, il coniglio di Pasqua le
decorò con disegni all'ultima moda. Che faticaccia! Anche per uno
esperto come lui non fu uno scherzo dipingere uova con una forma
così insolita.

E aveva un sacco di
lavoro da sbrigare, l'indomani era Pasqua e tutti aspettavano le sue
uova colorate, non soltanto il re! Il giorno seguente il coniglio
uscì di buon mattino a nascondere le uova. Girò tutto il paese in
lungo e in largo e naturalmente non si fece scorgere da nessuno,
nemmeno dal re. Quella mattina il re non aveva nessuna voglia di
mettersi a cercare le uova di Pasqua. Sarebbe rimasto volentieri a
letto. «Che noia! Ogni anno la stessa storia...» pensò. Ma poiché
era un re saggio e buono, fece comunque il proprio dovere. Frugò in
ogni angolo del castello: dietro le tende, sotto il tavolo, sopra il
tavolo... si buttò perfino a terra per guardare sotto le sedie, in
una posizione - a dire il vero - poco adatta alla dignità di un re,
ma... inutilmente!. Il coniglio di Pasqua non l'aveva mai fatto
faticare tanto. Si era forse dimenticato di lui, quest'anno? Stanco,
il re strascicò i piedi fino al trono e... che sorpresa! Uova simili
il re non ne aveva mai trovate.

Era contento
come... come una Pasqua! Finalmente qualcosa di diverso dal solito!
«Voglio proprio conoscerlo, questo simpatico coniglio di Pasqua!» si
disse. Il coniglio salì in carrozza con il re e i due
ripartirono subito alla volta della fattoria. di Pasqua, che gli
raccontò della gallina nera. Il coniglio salì in carrozza con il re
e i due ripartirono subito alla volta della fattoria. Il re fece
attaccare la carrozza e si precipitò dal coniglio di Pasqua, che gli
raccontò della gallina nera. Il re fece attaccare la carrozza e si
precipitò dal coniglio.

Le galline erano
emozionatissime. Chissà che cosa era venuto a cercare, nel loro
cortile, il re in persona. Che trambusto, quando il re comparve
sulla porta del pollaio! Il re domandò: «Chi di voi è
capace di deporre uova così belle?» E mostrò le uova di tutte le
forme che aveva portato con sé in un cestino. Come al solito, la
capoccia si fece avanti: «Qui sono io che comando, e uova come
quelle so farle soltanto io!» La gallina nera se ne stava nascosta
in un angolino e, alla vista del re, si era tanto emozionata che
aveva deposto un uovo a forma di cuore! Il coniglio di Pasqua la
riconobbe subito: «Ecco la! È laggiù!» Felice il re raccolse il
bellissimo uovo e accarezzò affettuosamente la gallina nera. " Vieni
a vivere nel mio castello" le disse. " Mi piacerebbe tanto avere
ogni giorno a pranzo, un uovo diverso!".

E fu così che la
gallina nera lasciò la fattoria. La gallina nera si trovò a
meraviglia al castello. Di qualunque forma le riuscissero, il re era
sempre entusiasta delle sue uova.
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