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E' il musicista forse più rappresentativo del Novecento, l'artista
che ha saputo offrire una sintesi unica ed irripetibile fra le
musiche di estrazione popolare e quelle di tradizione più nobile,
fondendole in una miscela di immenso fascino. Un ritratto del genere
non può che fare riferimento al nome di George Gershwin, il sublime
compositore celebre anche per i suoi complessi di inferiorità. Lui
che utilizzava musiche plebee come il jazz o la canzone, percepita
come un incolmabile gap con la tradizione europea, in una sorta di
continua rincorsa all'accettazione della sua arte da parte dei
"veri" compositori. Adorando Maurice Ravel con tutta l'anima si
narra che un giorno andò dal Maestro per chiedere lezioni ma si
sentì rispondere: "Perchè vuol diventare un mediocre Ravel, quando è
un bravo Gershwin?". Nato a New York il 26 settembre 1898 si avvia
allo studio del pianoforte e segue fin da subito lezioni di svariati
musicisti. Talento innato e precocissimo, gran assimilatore, scrive
le prime canzoni nel 1915 mentre l'anno dopo è già la volta di uno
dei suoi folgoranti capolavori "When you want'em you cant' got'em".

Intanto si fa conoscere come accompagnatore della cantante Louise
Dresser. Nel 1918 pubblica "Half past eight" e nel 1919 "La Lucille".
Il successo gli arride anche in Europa con la "Rapsodia in blue",
geniale sintesi di diversi stili, e nel 1934 con l'ormai storico
standard "I got rythm". Il suo arrivo a Parigi, nel marzo del 1928,
per le rappresentazioni del suo "Concerto in fa", una delle sue
composizioni scritte per cercare di accreditarsi presso il pubblico
colto, lo vedono trionfante di gloria soprattutto dopo la
presentazione del celebre poema sinfonico "An American in Paris",
che strega letteralmente l'uditorio. La fama acquisita in Europa lo
porta a conoscere i compositori contemporanei più celebri come
Stravinsky, Milhaud, Prokofiev, Poulenc, tutte personalità che
stavano stravolgendo il linguaggio musicale, pur senza appartenere
all'avanguardia in senso stretto ed estremistico (in Europa, ad
esempio, già circolava da tempo la Dodecafonia e la musica atonale).
Forte della fama acquisita, riceve una scrittura nel 1930 nientemeno
che da parte del Metropolitan, che gli commissiona un'opera. Dopo un
lungo travaglio durato la bellezza di cinque anni vede finalmente la
luce "Porgy and Bess", un altro capolavoro assoluto, il mattone
fondamentale di un teatro tipicamente e genuinamente americano,
finalmente svincolato dai modelli europei (malgrado il debito nei
confronti di esso sia, come sempre in Gershwin, ineludibile).

Nel 1931 si trasferisce a Beverly Hills dove può seguire più
agevolmente la sua produzione di colonne sonore per il cinema. Nel
1932 un soggiorno all'Avana gli ispira la splendida "Overture
Cubana" dove il compositore attinge a piene mani dalla musica
popolare delle Antille. Di salute cagionevole e di spirito mite e
sensibile, George Gershwin si spegne il 17 agosto 1937 a soli 39
anni a Beverly Hills.
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