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La vita
dell'Uomo si allunga dicono i giornali, ma non altrettanto accade
per quella degli animali domestici. E intanto l'Uomo continua a fare
di tutto perché la propria esistenza duri sempre di più, senza
curarsi di quella dei suoi amici a quattro zampe. E' stato sempre
così, fin dai tempi più lontani, quando la scienza era ancora ai
primi passi e per realizzare il suo sogno l'Uomo aveva a propria
disposizione soltanto l'intelligenza. A dire il vero,e stando ad una
favola molto antica si dovrebbe parlare soltanto di furbizia. Quando
il Signore creò l'Uomo, fu creato anche il somaro,il cane e la
scimmia e furono attribuiti loro trent'anni di vita per ognuno, in
modo che si potessero fare compagnia. Poi spiegò all'Uomo cosa
avrebbe fatto nei trent'anni ed egli accettò di buon grado.

Venne la
volta del somaro ed il Signore gli disse: " Tu dovrai portare i pesi
dell'uomo,prendere le sue bastonate,accontentarti di mangiare
paglia; la biada dovrai lasciarla al cavallo e quando sarai morto
con la tua pelle ci faranno tamburi." Ed io dovrei fare trent'anni
di questa vita?" domandò l'asino. "E quanti anni vuoi vivere?"
domandò il Signore." Me ne bastano dieci." " Ed il resto?" "Dalli
all'uomo". Così l'uomo si prese vent'anni di vita dall'asino.

Venne la
volta del cane. Gli disse il Signore: " Tu dovrai fare la guardia
alla casa dell'uomo, lo aiuterai nella caccia, ti accontenterai di
mangiare le ossa, dormirai nel pagliaio e quando non sarai più buono
a nulla sarai abbandonato." "Anche a me bastano dieci anni di questa
vita." disse il cane e cedette gli altri suoi vent'anni all'uomo che
li prese contento.

Venne la
volta della scimmia ed il Signore le disse: " Vivrai nei boschi,
dormirai sugli alberi perché quasi tutti gli altri animali avranno
voglia di divorarti; gli uomini se ti prenderanno ti terranno in
gabbia per trastullo." "Basta basta." disse la scimmia. "Dieci anni
mi avanzano: farò come gli altri e non se ne parli più." L'uomo era
contento di aver avuto la sorte di vivere novant'anni, ma
invecchiando si accorse che affare aveva fatto: a trent'anni, presa
moglie, per mettere su casa e mantenere i figli, vide che doveva
fare la vita del somaro. A cinquanta gli erano cresciuti i figli e
cominciò la vita del cane; nessuno gli dava ascolto,tutti lo
cercavano solo per avere favori e quattrini e poi lo lasciavano in
disparte con i suoi guai.

La moglie
pensava ai corredi e ai matrimoni per le figlie, i figli pensavano a
sé stessi e quel poco che lui aveva accumulato se ne andò tutto in
fumo. Ma non era finita perché a settant'anni cominciò la vita della
scimmia; malfermo sulle gambe,seduto su una sedia era lo zimbello
dei nipoti che gli tiravano la barba, lo prendevano in giro e gli
portavano via le ciabatte. Se gli chiedevano un parere era solo per
farci una risata, e non gli restò che pensare a quanto erano stati
saggi il somaro, il cane e la scimmia.
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