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Questa leggenda risale ai tempi in
cui i Barbari invasero la Gallia devastandola. Il mondo gallo-romano
stava crollando ed i contadini fuggivano all'incalzare delle orde di
Attila e di Genserico. Fra i contadini in fuga c'erano anche San
Crispino e San Crispiniano. La notte di Natale, tremanti di freddo e
di fame, essi bussarono alla porta di una misera casupola di Crespy
en Valois. Comparve una donna in lacrime, con voce rotta dai
singhiozzi narrò che pochi giorni prima, suo marito era stato ucciso
dai Vandali. Ora le rimaneva solo un bambino di due anni che
piangeva in una culla. "Ha fame. Ci hanno portato via tutto e
abbiamo tanto freddo; per l'ultima fiammata ho bruciato persino gli
zoccoletti del mio piccino."

I due santi, commossi, andarono ad
abbattere un albero nel bosco vicino e svelti svelti intagliarono
due rozzi sandaletti che posarono davanti al focolare spento. Poi si
inginocchiarono in preghiera. Ed ecco che miracolosamente i trucioli
che avevano gettato nel camino si misero a danzare e a brillare. Non
erano più trucioli di legno, ma pepite d'oro. E così Crispino e
Crispiniano furono proclamati patroni dei calzolai. Gli zoccoli di
legno da allora vennero considerati un simbolo natalizio; ogni anno,
colmi di dolci o semplicemente decorati a vivaci colori, ornano le
case o si regalano.
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