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«Se non ti piace come è il mondo, cambialo. Hai il dovere di cambiarlo. Devi solo fare un passo alla volta».
Marian Wright Edelman
Una notte, quando ero in seconda elementare, vidi qualcosa che mi diede davvero fastidio. Si trattava un gruppo di senzatetto che dormivano fuori al freddo, senza un posto in cui andare per trovare un po' di calore e di riparo. Mi dispiaceva per loro e volevo aiutarli. Così decisi di fondare un club.
Lo scopo era quello di raccogliere denaro per aiutare i senzatetto. Lo chiamai il "Club delle pietre". Quando iniziammo, eravamo solo quattro membri, che crebbero rapidamente fino a diventare venti. Non era difficile trovare persone che volessero iscriversi al club, dovevo soltanto chiedere a qualcuno se voleva diventare membro. In realtà molti venivano da me e chiedevano di entrare! Trascorrevamo tutto il tempo della ricreazione a dipingere sassi con animali, fiori, figure persino nomi di squadre famose. Ci mettevamo al lavoro su qualunque soggetto volessimo dipingere. Poi andavamo in giro per la scuola in cerca d'insegnanti disposti ad acquistare i nostri sassi per usarli come fermacarte.
Vendevamo i sassi per cinque centesimi, dieci centesimi o persino venti centesimi l'uno. Dipingemmo un grosso sasso tutto a puntini che vendemmo per cinque dollari! Per Natale avevamo raccolto trentatré dollari, e decidemmo di dare il denaro a un ricovero per senzatetto che si trova nella zona. Mia madre si offrì di accompagnare me e i miei amici al ricovero per consegnare il denaro. Avvicinandoci, notammo che c'erano intere famiglie sedute sul marciapiedi innevato. Entrando nell'edificio, non riuscivo a togliermi dalla testa l'immagine che avevo visto. Continuavo a pensare ai bambini piccoli, e a tutti gli uomini e le donne che non avevano un posto in cui dormire. Ci avvicinammo alla signora del banco della ricezione e le consegnammo il denaro che avevamo guadagnato. Lei sembrò davvero grata per la donazione e ci invitò a visitare il ricovero. Non avevo mai visto prima un vero rifugio per senzatetto e desideravo farlo. Mentre facevamo il nostro giro, quello che mi colpì furono le fila e fila di tavoli sistemati per aiutare a nutrire gli affamati. Dovevano esserci circa un centinaio di tavoli.
Nella cucina gli aiutanti stavano preparando quelle che mi parvero infinite file di biscotti di panpepato. Ero stupefatta all'idea che per ogni biscotto di panpepato il rifugio si aspettava una persona che avesse bisogno di una cena e di un riparo per la notte.
Mentre lasciavamo il rifugio, vidi un uomo seduto sul terreno coperto di neve. Indossava un cappotto sporco, verde scuro, e pantaloni neri coperti di fango. Teneva al suo fianco un albero di Natale ricoperto da ghirlande rosse. Mi sentivo molto triste per lui, perché non aveva altro posto per mettere il suo albero di Natale, se non la strada dove viveva. Capii allora che anche chi non ha una casa o soldi per i regali desidera festeggiare il Natale.
Il giorno dopo c'era una foto di quell'uomo sul giornale. Sapevo che l'avrei tenuta con me per sempre. Sperai che quell'immagine facesse capire anche ad altri di quanto aiuto hanno bisogno i senzatetto, e che dovremmo ricordarci di loro tutto l'anno, non solo a Natale.Pochi giorni dopo un giornalista e un fotografo vennero a scuola e fotografarono i membri del Club delle pietre. La foto e l'articolo furono pubblicati sul giornale il giorno seguente. Tutti noi ci sentimmo fieri di aver fatto qualcosa che portava l'attenzione sui bisogni dei senzatetto della nostra città. A scuola si decise che avevamo fatto qualcosa di veramente meritevole, così fu avviato un programma di aiuto per i senzatetto e le persone in difficoltà, in cui i bambini possono dare il loro contributo.
 Dei semplici sassi, un po' di colori e pochi ragazzini che avevano a cuore il problema mi hanno fatto capire che non si è mai troppo giovani  e che non serve molto  per fare la differenza.
Vanessa Clayton, 14 anni

 

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