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Codice SIAE: 853880 A
IL FOSSO
SENZA VERGOGNA
ovvero
DOVE VA A FINIRE LA
NOSTRA CIVILTA’
Due atti teatrali
di
Franco Zaffanella
Personaggi:
La lattina
La bottiglia di vetro
La bottiglia di plastica
Il giornale
La scaldina ( Piccolo contenitore
usato in passato per riscaldare il letto con le braci)
La famiglia Tarabascani
L'airone
I bambini che giocano
La banda del paese
***

Un testo che sottolinea con assoluta
chiarezza l'ignoranza di molte persone che continuano
indifferentemente
a gettare rifiuti ovunque, tanto più
non osservare quelle disposizioni riguardanti la separazione degli
stessi e il conseguente riciclaggio.
La necessità che questo avvenga è per
tutti una priorità che ci deve impegnare al fine di ottenere quei
risultati
che vengono da anni auspicati. I
personaggi qui rappresentati non sono altro che rifiuti gettati in
un fosso
che "parlano" della loro
disavventura.
PRIMO ATTO

( La scena è in semibuio )
NARRATORE - E’ la primavera del 2000
e un nuovo giorno sta per nascere nel paese di Naibba.
Dolcemente la luce inizia ad
illuminare ogni cosa: le case,le strade, gli alberi, i campi.
La chiesa del piccolo borgo svetta
maestosa su tutto, la campana batte le sette e piano piano ovunque
tutto si anima.
Un operaio si avvia al lavoro nella
vicina fabbrica, salutando la figlia che corre a prendere l’autobus
per la scuola.
Un contadino rumorosamente passa col
trattore trainando un grosso rimorchio.
Il fornaio apre il suo negozio da
dove esce un buon profumo che invade tutto il vicinato.
Ognuno sa cosa fare, ognuno sa dove
andare, ma qualcuno,nel piccolo fosso che fiancheggia la strada
comunale, non lo sa.
Sono immobili, bruciati dal sole e
dalla pioggia, ognuno,con una storia diversa.
( La scena viene illuminata, nel
fossato c’è la bottiglia di plastica, la bottiglia di vetro, il
giornale, la lattina).

LATTINA - ( Stiracchiandosi la pelle
) Ehi! sveglia! Sta nascendo un nuovo giorno! . . . Dai che c’è il
sole!
BOTTIGLIA PLASTICA - Ma smettila!
Possibile che tutte le mattine devi urlarci nelle orecchie!
BOTTIGLIA DI VETRO - E’ vero,
continua ad urlare come se dovessimo andare chissà dove.
LATTINA - Ma non vedete che mi sto
sciupando tutta!
GIORNALE - ( Ironicamente ) Povera
lattina, si sta sciupando tutta, e noi cosa credi che stiamo qua a
fare?
LATTINA - Parli bene tu che sei qua
da solo cinque giorni, ma io sono undici mesi che sono in questo
fosso!
BOTTIGLIA DI VETRO - Ahh, ahh, hhhaa,
(ride) undici mesi! Ma cosa vuoi che siano undici mesi, io sono qua
da diciotto anni!
TUTTI - Diciotto anni!!
BOTTIGLIA DI VETRO - Certo, e da
cinque sono interrato qua e non riesco più a muovermi.
BOTTIGLIA DI PLASTICA - Beh, anche
noi siamo bloccati.

BOTTIGLIA DI VETRO - No voi potete
ancora muovervi,quando le piogge riempiono il fosso, l’acqua vi può
portare lontano da qui.
LATTINA - Che bello, allora qualcuno
potrebbe vederci.
GIORNALE - Ma sei proprio fissata!
Tutti ci vedono! Ma non fanno niente, in fondo sono stati gli uomini
a gettarci qua.
BOTTIGLIA DI VETRO – Si, ma gli
uomini non sono tutti uguali, forse Lattina ha ragione.
LATTINA - Tu Giornale non lo sai che
noi possiamo tutti essere riciclati e non rimanere qua a marcire e
ad inquinare la terra.
GIORNALE - E lo dici a me che sono
già stato riciclato.

LATTINA - Tu sei già stato riciclato?
Ma che fortuna, nessuno di noi finora è stato riciclato.
BOTTIGLIA DI PLASTICA - E prima
cos’eri?
GIORNALE - Ero nato come una rivista
scientifica, poi come vedi sono diventato un giornale sportivo, e
quell’ignorante che mi ha
preso poi mi ha buttato qua.
LATTINA - Anch’io voglio essere
riciclata! Perchè quel bambino mi ha gettato qua? Ah se potessi
averlo tra le mani!
BOTTIGLIA DI PLASTICA - Che discorsi,
purtroppo siamo noi che finiamo sempre nelle loro mani.
GIORNALE - E poi la colpa non è di
quel bambino, ma è dei suoi genitori che non gli hanno insegnato che
molti rifiuti, come noi,
oggi possono essere riciclati.
LATTINA – Giornale, va bene che tu la
sai lunga, ma a me non piace affatto essere chiamata rifiuto.
BOTTIGLIA DI VETRO - Hai ragione
Lattina, non siamo rifiuti, noi possiamo rinascere!

GIORNALE - Anch’io vorrei rinascere
un’altra volta credetemi, però ho le mie preoccupazioni.
BOTTIGLIA DI PLASTICA - Ma quali
preoccupazioni, visto che già una volta hai fatto questa bella
esperienza.
GIORNALE - Il problema è che potrei
diventare . . .
LATTINA - Diventare cosa?
GIORNALE - Potrei diventare, carta
igienica! ( Tutti scoppiano a ridere )
LATTINA - Ahhh ahhh ahhh, (ride)
carta igienica.
BOTTIGLIA DI VETRO - Ahh ahh, (ride)
allora è meglio che tu sia finito in questo fosso.
BOTTIGLIA DI PLASTICA - Ti ha evitato
una fine non certo profumata. ( Tutti ridono di nuovo )
GIORNALE - C’è poco da ridere, potrei
anche diventare le pagine di un libro famoso, oppure un quaderno
scolastico.
LATTINA - Però gli uomini sono
veramente stupidi, senza accorgersene buttano via soldi ed energia,
non capiscono che attraverso il riciclaggio si possono trarre grossi
vantaggi sia economici sia per l’ambiente.

GIORNALE - Pensa che ricavare la
carta nuova dalla carta vecchia richiede il 40% di energia in meno
rispetto ai procedimenti tradizionali e riduce il conseguente
inquinamento del 95%!
BOTTIGLIA DI PLASTICA - Basta! Mi
state annoiando con questi discorsi, lasciatemi dormire in pace!
LATTINA - Tu pensi solo a dormire, ma
lo sai che con la tua plastica si possono produrre oggetti utili a
costi molto contenuti, ad
esempio con lana e filato ottenuti da cinque
bottiglie riciclate si realizza un maglione ecologico.
BOTTIGLIA DI PLASTICA - Però, non mi
dispiacerebbe diventare un bel maglione.
LATTINA - Ah, io ho un sogno, vorrei
tanto diventare un Microchips.
BOTTIGLIA DI VETRO - E pensate che
l’energia risparmiata a riciclare una bottiglia come me è in grado
di far accendere una lampadina da 100 watt per 4 ore. ( Inizia a
farsi buio )
GIORNALE - E la carta? Sapete che
ogni 70 Kg di carta riciclata si salva dall’abbattimento un albero.
LATTINA - Io, se fossi riciclata con
l’energia che si risparmierebbe si riuscirebbe a far funzionare una
televisione per 3 ore, ma sapete che riciclare l’alluminio consente
di ridurre l’inquinamento dell’aria del 75%!
BOTTIGLIA DI PLASTICA - Basta! Per
favore adesso basta! Mi fate venire il mal di tappo! Ah come stavo
bene in quel negozio di alimentari, la si che si sentivano discorsi
interessanti.

LATTINA - Immagino come erano
interessanti. ( Ironicamente ) Mi dia due etti di mortadella, un kg
di pane e due yogurt, a me signora dia due litri di latte, tre etti
di prosciutto, oh come lo vuole signora cotto o crudo, e il latte lo
vuole scremato, o parzialmente scremato . . . ( Interrompendo
Lattina )
BOTTIGLIA DI VETRO - Silenzio!! Si
sta fermando qualcuno!
LATTINA - Finalmente! Speriamo che ci
portino via!
GIORNALE - Peccato che si stia
facendo buio.
( E in scena arriva una macchina con
sopra la famiglia Tarabascani interpretata da 4 personaggi ), uno di
loro scende si guarda intorno e
e nell’oscurità getta nel fosso un
oggetto: la "Scaldina").

LATTINA - Ehi! Siamo qua non ci
vedi?!
BOTTIGLIA DI VETRO - Aiuto!
Liberateci!
GIORNALE - Ehi!

BOTTIGLIA DI PLASTICA - Mi sa che
quello invece di raccoglierci ci manda qualcuno a farci compagnia.
LATTINA - Ma sei proprio un
piantagrane eh!
GIORNALE - Attenti! Stanno buttando
qualcosa!
BOTTIGLIA DI VETRO - Ma cos’è?
LATTINA - Si è arrivato qualcosa, ma
c’è troppo buio, non vedo cos’è. Maledetti, approfittano del buio
per buttare via le cose.
( La famiglia Tarabascani riparte con
la sua macchina)
BOTTIGLIA DI PLASTICA - Cosa vi avevo
detto, e adesso lasciatemi dormire in pace, e tu Giornale cerca di
girarti, almeno domani ho qualcos’altro da leggere.
BOTTIGLIA DI VETRO - E dormi! Ma
questa è peggio di un ghiro.
GIORNALE - Si e poi pretende che mi
giri, ma per chi mi ha preso? Per un contorsionista!
LATTINA - Ma questa cosa che è
arrivata perchè non parla?
GIORNALE - Avrà preso una botta in
testa.
BOTTIGLIA DI VETRO - Vedremo domani
cos’è.

LATTINA - Si domani domani , intanto
un altro giorno se ne è andato e noi siamo ancora qua, speriamo . .
.
( Interrotta da Bottiglia di plastica
)
BOTTIGLIA DI PLASTICA - Silenziooo!!
NARRATORE - Nel piccolo fosso che
fiancheggia la strada comunale del paese di Naibba torna il
silenzio.
Il buio della notte fonde ogni cosa,
e tutto sembra sparire, tutto diventa nero, mentre nelle case degli
uomini si accendono
le luci, e tutto diventa chiaro e
bianco.
FINE PRIMO ATTO
SECONDO ATTO
( La scena è in semibuio )
NARRATORE - Arriva un nuovo giorno a
Naibba, è domenica e la luce rischiara un paese deserto e
malinconico.
Nel piccolo fosso Lattina come al
solito crea già fermento anche a causa della nuova arrivata.
( La scena si è illuminata )
LATTINA - Amici! Sveglia! Oggi è
domenica!

BOTTIGLIA DI PLASTICA - Cosa c’è? Ma
almeno oggi vorrei stare a dormire, hai capito!?
LATTINA - Ma non vedi? Guarda cos’
hanno buttato ieri sera.
BOTTIGLIA DI PLASTICA - Lo vedo, e
allora?
GIORNALE - ( Stirandosi la pelle ) Ma
cos’è?
BOTTIGLIA DI VETRO - In diciotto anni
ne ho visti di tutti i colori ma una cosa così non lo ho mai vista,
mi sembra un contenitore.
LATTINA - Lo vedo anch’io, ma a cosa
poteva servire? Io non ho mai visto un recipiente di ferro fatto
così.
GIORNALE - L’unica cosa che possiamo
fare è chiederglielo.
BOTTIGLIA DI PLASTICA - Ma lasciatela
in pace non vedete che sta dormendo.
BOTTIGLIA DI VETRO - Senti Bottiglia
di plastica perchè non te ne vai a fare un giro sei diventata
insopportabile!
LATTINA - Brava Bottiglia di vetro,
hai fatto bene a dirgli così.
BOTTIGLIA DI PLASTICA - Magari
potessi andarmene da qua, sono stanca di sentire tutti i giorni le
stesse stupidaggini.
GIORNALE - Lo facciamo solo per
l’interesse comune.
LATTINA - Si, e adesso sveglio questa
cosa. Ehi! Ehi mi senti!!
BOTTIGLIA DI VETRO - Mi sembra anche
dura d’orecchi.
LATTINA - Ehiii!!!

SCALDINA - Ohh! Cusa gh’è? (Ohh! Cosa
c’è?)
LATTINA - Buongiorno.
SCALDINA - Par te al sarà an bel de,
ma par me no! (Per te sarà un bel giorno, ma per me no! )
GIORNALE - Ma perchè parli in
dialetto?
SCALDINA - Parchè me su vècia belu, e
u sempar parlà in dialet. (Perchè io sono vecchia bello, e ho sempre
parlato in dialetto).
LATTINA - Ma come ti chiami?

SCALDINA - Scaldina, chestu l’è al me
nom. ( Scaldina. questo è il mio nome ).
LATTINA - Io sono Lattina, lui è
Giornale, quella è Bottiglia di Plastica
BOTTIGLIA DI VETRO - E io sono
Bottiglia di vetro.
GIORNALE - Ma cosa facevi prima che
ti buttassero qua?
SCALDINA - Cusa favi? Ma a scaldàvi i
lèt no! Im meteva in dal pret, dopo söta li querti, e le favi al me
duver.
(Cosa facevo? Ma scaldavo i letti no!
Mi mettevano nel "prete",dopo sotto le coperte, e li facevo il mio
dovere).
LATTINA - Ma come?
SCALDINA - Ma come! Ma come!
BOTTIGLIA DI PLASTICA - Scaldina,
adesso sei a posto, vedrai che lavaggio del cervello!
LATTINA - Ma finiscila mucchio di
plastica!
SCALDINA - Che dentar im meteva li
brasi chi tuleva dla stuva a legna, dopu im meteva dentar in an
bagai da legn, "al pret" e scaldavi al lèt, parchè na volta a gn'nera
mia di riscaldament.

(Qui dentro mi mettevano le braci che
prendevano dalla stufa a legna,
dopo mi mettevano dentro ad un coso
di legno, " il prete", e scaldavo il letto, perchè una volta non
c’era il riscaldamento).
GIORNALE - Ma allora ne hai di anni.
SCALDINA - Me su dal trentacinc,
i ma druvà fina al stantöt, pu i ma mes in giardin con dentar di
fiur, sevi da belesa, i diševa lor.
( Io sono del trentacinque, mi hanno
usata fino al settantotto, poi mi hanno messo in giardino con dentro
dei fiori, ero di bellezza, dicevano loro).
LATTINA - Ma allora perchè ti hanno
buttato?
SCALDINA - I ma butà parchè . . ( Mi
hanno buttata perchè . . . )
GIORNALE - Perchè?
SCALDINA – Parchè a gu an bus in dal
cul! ( Perché ho un buco nel sedere!! )
BOTTIGLIA DI PLASTICA - Ma non
potevano metterti nel ricovero del ferro?

SCALDINA - Vè! Va che me am pias mia
tant andà al ricovero, va ben! La in meša a töti i vec.
(Vè! Guarda che a me non piace tanto
andare al ricovero,va bene! La in mezzo a tutti i vecchi).
LATTINA - Ma Scaldina cosa hai
capito, almeno la potresti essere riciclata, e diventare, che ne so,
un bel martello, oppure un pezzo di automobile . . .
SCALDINA - Mah, me su sul che na
volta i butava via gninte, e i m’avres giustà, ade inveci . . .
(Mah, io so solo che una volta non
buttavano via niente,e mi avrebbero aggiustato, adesso invece).
GIORNALE - Si ma i tempi sono
cambiati, adesso c’è il cunsumismo.
SCALDINA - Bèla roba al consumismo,
varda che induva som, dentar in an fos cal gh’a gnanca an pö ad
vargogna.

(Bella cosa il consumismo, guarda qua
dove siamo, dentro in questo fosso che non ha neanche un po di
vergogna).
BOTTIGLIA DI PLASTICA - Ma ti
abituerai cara scaldina a questo fosso, perchè sarà la tua tomba.
SCALDINA - Quela at ta cunà vè! Me
pos esar ancora utile, basta ch’im giösta al bus ca gh’o in sal cul!
(Quella che ti ha fatto nascere vè!
Io posso essere ancora utile, basta che mi aggiustano il buco che ho
nel sedere).
LATTINA - Non ascoltarla, Bottiglia
di plastica ha preso tanto di quel sole che non sa più quel che
dice.
BOTTIGLIA DI PLASTICA - No io so quel
che dico; Questa sarà la nostra tomba!
BOTTIGLIA DI VETRO – Zitti sento che
arriva qualcuno.
GIORNALE – Chi può essere? Si c’è
qualcuno.
BOTTIGLIA DI PLASTICA – Mi sa che
cominciate ad avere qualche allucinazione.

LATTINA – No arriva davvero qualcuno.
SCALDINA – Sarà la famiglia
Tarabascani che viene a buttare via qualcos’altro.
LATTINA – No sono dei bambini.
( A questo punto entrano in scena
diversi bambini che iniziano a giocare con la palla, qualcuno di
loro ha lattine e sacchetti di patatine).
BOTTIGLIA DI VETRO – Bambini! Venite
a prenderci! Raccoglieteci siamo qua!
LATTINA – Qui nel fosso!
GIORNALE – Non siamo rifiuti!
SCALDINA – A vulom vivar! (Vogliamo
vivere!)
BOTTIGLIA DI PLASTICA – E’ inutile
che gridiate quelli pènsano solo a giocare, a bere e a mangiare.
LATTINA – Se invece di fare il
piantagrane ti mettessi ha gridare anche tu forse ci sentirebbero!

( I bambini ad intervalli iniziano a
buttare nel fosso quello che hanno finito di consumare )
GIORNALE – E’ vero forse ci
potrebbero aiutare, i bambini sono più sensibili a queste cose.
BOTTIGLIA DI PLASTICA – Ecco guarda
come sono sensibili, ci stanno buttando altre cose per farci
compagnia.
LATTINA – In fondo non è colpa loro,
se i grandi queste cose non le insegnano come possono i bambini
impararle.
SCALDINA – Paroli Santi. ( Parole
Sante ). ( I bambini finiscono di giocare e se ne vanno)
GIORNALE – Anche loro se ne sono
andati, è un vero peccato.
BOTTIGLIA DI VETRO – Però se non
sbaglio oggi dovrebbe essere la festa del paese e da qui dovrebbe
passare la banda.
LATTINA – La banda?
BOTTIGLIA DI PALSTICA– Era ora! Così
almeno cambiamo un po la musica, perché in questo fosso è sempre la
stessa solfa.
GIORNALE – Si ma cosa ce ne facciamo
della banda?
SCALDINA – Ah farom an baltin.
(Faremo un balletto)
LATTINA – Non metterti anche tu, qua
abbiamo già Bottiglia di plastica che fa la spiritosa.
BOTTIGLIA DI VETRO – Potrebbe essere
una possibilità in più.Tanta gente che passa a piedi sulla strada,
più probabilità avremo di essere visti.
GIORNALE – Speriamo, tanto non ci
costa niente.
BOTTIGLIA DI PLASTICA – Sperate,
sperate, magari ce ne andiamo tutti a cavallo delle note della
musica, eh che ne dite?
LATTINA – Vai al diavolo bottiglia di
plastica.
( Piano piano in sottofondo si sente
la musica della banda che sta arrivando )
BOTTIGLIA DI VETRO – Ecco stanno
arrivando sentite?
LATTINA – Si arrivano, si sente la
musica.
GIORNALE – Cerchiamo di farci vedere
più possibile.
( La banda entra in scena e fa
diversi giri sul palco, poi se ne vanno).
BOTTIGLIA DI VETRO – Che delusione,
speravo proprio che qualcuno ci vedesse.
LATTINA – Si loro pensano alle loro
feste e a noi non ci pensa nessuno.
BOTTIGLIA DI PLASTICA – Ve l’ho già
detto questa sarà la nostra tomba.
( A questo punto ai bordi del fosso
compare improvvisamente un airone )

AIRONE - Non è vero! Questa non sarà
la vostra tomba!
SCALDINA - Mamma cara ma chi’èla cla
bröta bestia le!
( Mamma cara ma chi è quella brutta
bestia li! )
LATTINA - Ma è un uccello, è il
nostro amico Airone.
BOTTIGLIA DI VETRO - Come mai da
queste parti Airone? Non c’è acqua da molto tempo in questo fosso, e
qui non c’è niente da pescare..
GIORNALE - E perchè hai detto che
questa non sarà la nostra tomba?

AIRONE - Sono venuto apposta per voi,
ho buone notizie da darvi.
TUTTI - Davvero?!
AIRONE - Ho sentito dire che alcuni
uomini hanno deciso di raccogliere tutti i rifiuti che ci sono nei
fossi intorno al paese di Naibba.
GIORNALE – Davvero? Evviva! Questa si
che è una bella notizia!
LATTINA - Ce ne andremo finalmente da
qua!
BOTTIGLIA DI VETRO - Ma quando lo
faranno?
AIRONE - Domenica prossima.
BOTTIGLIA DI VETRO - Che meraviglia!
Dopo 18 anni uscirò da questo fosso,l’avevo detto che gli uomini non
sono tutti uguali!
SCALDINA - Ma alura im vegn a tö anca
me? ( Ma allora vengono a prendere anche me?)
LATTINA - Ma certo, tutti ce ne
andremo.
BOTTIGLIA DI VETRO - Grazie Airone,
tu sei più fortunato non corri di questi rischi, sei un animale
protetto.

AIRONE - Si sono protetto, ma i fossi
dove vado a pescare sono sempre più inquinati.
LATTINA - Sono sempre loro, gli
uomini!
SCALDINA - Su capì ben alura, cun na
man it caresa e cun cl’atra it bastuna.
(Se ho capito bene allora, con una
mano ti accarezzano e con l’altra ti bastonano).
AIRONE - Brava, proprio così.
LATTINA - Per fortuna le cose stanno
cambiando.
BOTTIGLIA DI VETRO - Veramente sono
diversi anni che dicono che le cose stanno cambiando.
( Si sta facendo buio )
AIRONE - Scusate ma adesso devo
andare si sta facendo buio, ciao a tutti, anzi addio!
LATTINA - E’ vero non ci vedremo più,
addio Airone.
BOTTIGLIA DI VETRO - Ciao Airone,
buona notte.
GIORNALE - E grazie della bella
notizia!
BOTTIGLIA DI PLASTICA - Chissà se per
te è una bella notizia Giornale, se poi vai a finire dentro un
water,
ahhh ahhh ahhha (ride) . . .
GIORNALE - Tu sei sempre la solita,
pensi di essere spiritosa!
BOTTIGLIA DI VETRO - Meno male che
presto ci porteranno via così non sentiremo più le tue sciocchezze.
AIRONE - Addio amici! E con tutto il
cuore spero di non vedervi più.

( Ed esce di scena mentre tutti lo
salutano. La luce continua ad abbassarsi nel fosso improvvisamente
si fermano di parlare )
BOTTIGLIA DI PLASTICA - Hei ma che vi
ha preso!? State già dormendo?
LATTINA - E’ che . . . fra qualche
giorno ci separeranno. . . e non ci vedremo più. ( Malinconicamente
)
BOTTIGLIA DI PLASTICA - Ma come, mi
tormentate tutti i giorni con la storia del riciclaggio, ed ora che
si avvera questo sogno tu
Lattina fai la sentimentale, ma
questa è bella, io finalmente non sentirò più le vostre lagne! E
quando sarò fuori di qua la . .
( Interrotta da tutti gli altri )
TUTTI GLI ALTRI - Zitta!!
Buio

NARRATORE - Quella settimana sembrava
non finire mai, ognuno cercava di disporsi in modo da esser visto e
raccolto.
Finalmente la domenica arrivò e tutti
furono presi, separati, e mandati al riciclaggio che tanto avevano
sognato.
(Ritorna la luce in scena sgombra da
tutti i personaggi, che possono essere rappresentati nei modi
desiderati.
Poi quando il narratore riprende a
parlare, ritornano in scena nell’ordine di chiamata e nella nuova
veste).
NARRATORE - Lattina fu fortunata
diventò proprio un microchip, mentre bottiglia di vetro si ritrovò
in una nuova bottiglia di vetro, ma più leggera e affusolata.
Giornale si riciclò in una carta
stradale, Scaldina divenne una lucida fiammante vanga, mentre
Bottiglia di plastica,
sfortuna sua diventò uno scopino da
water. In ogni caso ognuno ritornò ad essere utile agli uomini, gli
stessi che tempo prima li avevano "condannati" a morire e inquinare
l’ambiente.

Il piccolo fosso che fiancheggia la
strada comunale del paese di Naibba ora è finalmente libero da ogni
rifiuto.
Una nuova coscienza apre finalmente
gli occhi degli uomini, e sopratutto, i "polmoni" della natura.
FINE
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