









 |

|

La bambina di piume era così
morbida e leggera che tutti la prendevano in braccio e la
stringevano forte. Soprattutto gli altri bambini, che la trattavano
come un pupazzo. - Sei così soffice, -le dicevano. - Sei tanto
dolce. - Si, ma non sono un cuscino, - diceva lei, e cercava di
liberarsi e scappare via. Solo che essendo cosi leggera tutti
riuscivano a tenerla prigioniera tra le loro braccia, anche le altre
bambine, che la strapazzavano volentieri.

- Sei meglio di una bambola
perché sei vera, -le dicevano strizzandola forte. E lei si sentiva
soffocare e si arrabbiava molto, ma non poteva farci proprio niente.
Un giorno un vento fortissimo la strappò dalle braccia di una
bambina che le stava cantando la ninnananna come si fa con le
bambole, anche se erano le quattro del
pomeriggio
e lei non aveva per niente sonno e non era per niente una bambola.-
Ehi, dove vai? -le gridò la bambina, seccata perché il suo
giocattolo era volato via.
- Non so, - rispose la bambina di piume.

Ed era la verità. Il vento
soffiava, e la bambina di piume andava. La sua mamma la vide dalla
finestra e le gridò: - Vieni giù subito! - Ma lei non poteva
scendere, era troppo leggera. E forse nemmeno voleva. La sua mamma
cercò di acchiapparla con una rete per le farfalle, ma lei era
troppo in alto e troppo lontano. Allora cercò di catturarla con una
rete da pescatori, ma lanciò troppo piano e la rete le cadde addosso
e si aggrovigliò tutta. Niente da fare. - Vado via, mamma, ciao! -
gridò la bambina di piume mentre spariva all' orizzonte. Volò in
alto, sopra e sotto le nuvole, spinta dal vento. Il mondo era
strano, piccolo e piatto, visto dall' alto, ma anche grande e
immenso, perché non si capiva se finiva o se andava sempre avanti.
Venne la sera, e la bambina di piume si sentì un po' stanca.

Approfittò di un momento
che il vento era distratto e riuscì a scendere un po' nel cielo e ad
aggrapparsi alla cima di un albero. Si rannicchiò fra i rami (non
poteva cadere, era troppo leggera, solo le cose pesanti cadono, le
altre semmai fluttuano) e si addormentò. La mattina si svegliò molto
riposata, si arrampicò fino alla cima dell' albero e gridò: - Vento,
vento, vieni a prendermi, io sono pronta!

- E ripartì a bordo di un
nuovo sbuffo. Girò tutto il mondo, senza mai stancarsi, leggera e
libera come devono essere le bambine di piume. E tutte le volte che
passava sopra la sua mamma le faceva ciao con la mano, e la mamma la
salutava, un po' triste, perché la sua bambina era andata via, ma
anche felice, perché aveva capito che essendo una bambina di piume
poteva star bene solo così.
|
Fai
felice Il Paese e scrivi
un tuo commento se ti piace questo sito o questa pagina
Questo sito é
autofinanziato...fai crescere con il tuo sponsor il Paese.
|