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Come il tatuaggio, il piercing è una pratica molto antica. In molte società aveva una valenza sociale, era un segno distintivo di appartenenza a una tribù o a una categoria particolare: sacerdoti, nobili, ecc. Lo si poteva anche avere in occasione di un rito iniziatico di passaggio dall'infanzia all' età adulta. La moda del piercing fu introdotta dagli hippy negli anni '60. Questa pratica esprimeva il loro sogno di un ritorno alla vita primitiva, che doveva essere più bella e più autentica, ed era come un segno di riconoscimento tra loro. Negli anni '80 questa pratica fu ripresa dal movimento dei punk. Bucarsi il corpo con gli aghi era un modo di manifestare il loro violento rifiuto della società, esibendo un aspetto aggressivo e provocatorio. Il piercing si può fare su molte parti del corpo.
Sul viso: lobo d'orecchio, arcata sopracciglia re, labbra, lingua, narice, e anche il setto nasale, ombelico. Su alcune parti del corpo, come la schiena e le braccia, i rischi di rigetto sono più alti. Il piercing vicino agli occhi o sui denti sono pericolosi. In tutti i casi questa pratica non è priva di rischi.Se veramente si desidera un piercing, la prima precauzione è quella di scegliere un professionista che osservi un'igiene rigorosa, altrimenti si corrono seri rischi di trasmissione di malattie gravi, e anche gravissime (e patite C, AIDS). È doloroso? Sì, e questo fa parte del gioco. Doloroso quando viene fatta la perforazione e quando questa si cicatrizza. La cicatrizzazione è lunga! Chi si sottopone al piercing deve rispettare un certo numero di regole. Il tempo di cicatrizzazione varia a seconda dei piercing: da 6 a 8 settimane per il lobo del l'orecchio, l'arcata sopraccigliare e le labbra; 8 settimane per la lingua; da 6 a 9 mesi per l'ombelico. Durante questo periodo bisogna disinfettare regolarmente la ferita, non esporla al sole, evitare i bagni di mare e la sabbia. E tenere il gioiello fino alla completa cicatrizzazione.
Attenzione alle allergie! Quando la ferita è completamente cicatrizzata, allora si può togliere il gioiello e sostituirlo con un altro. Però è meglio evitare di fare circolare lo stesso gioiello nei diversi punti forati (non mettere sul naso quello che si era messo all'ombelico), e di fare scambi con altre persone, se non si vogliono aumentare i rischi di infezione! Infine è preferibile usare gioielli di metalli preziosi o anallergici per non incorrere in reazioni allergiche. I rischi di infezione. Ci sono quattro rischi di reazioni della pelle dopo un piercing: - Il granuloma, che è un bubbone carnoso che si forma intorno al foro. - La superinfezione (o rigetto). - Il fibroma, che è un tumore benigno che si forma sotto la ferita. Attenzione, è più frequente di quanto si creda. - Le irritazioni della pelle, che generano un forte prurito.
In caso di reazione c'è un'unica soluzione: rinunciare al piercing. I casi di infezione (fibroma, ecc.) richiedono un intervento chirurgico. A volte bisogna «ripulire» tutta la zona intorno alla ferita, perciò la cicatrice è assicurata! Prima di prendere in considerazione un piercing, bisogna tener presente che questi rischi sono reali. Non sono pochi i neofiti del piercing che arrivano al pronto soccorso o negli ambulatori medici a causa di qualche complicazione. Nella nostra società, se si eccettuano i buchi nei lobi degli orecchi, il piercing non ha nessuna tradizione ancestrale, cioè ereditata dai nostri avi. È semplicemente un'effrazione volontaria del corpo, una specie di aggressione che merita una riflessione più attenta. Innanzitutto certi piercing sono veramente scomodi e fastidiosi, anche quando si ha l'abitudine a cose del genere. Il piercing sulla lingua, per esempio, sbatte o vibra contro i denti ogni volta che si pronuncia una consonante. Oggi gli adepti del piercing, maschi e femmine, considerano questa pratica come un tratto estetico e originale. Ma, come gli hippy e i punk di ieri, amano soprattutto quel sentimento di appartenenza che lo accompagna.
In pratica il mondo si divide in due gruppi: ci sono quelli che hanno il piercing e gli altri. I primi hanno l'impressione di fare parte di una stessa famiglia. E poi in fondo, come per il tatuaggio, c'è sempre una sorta di desiderio di manipolare e anche di mutilare il proprio corpo, per vedere com'è, per provocare, per dimostrare a se stessi e agli altri che si è liberi di fare quello che si vuole. Resta da vedere se si ha veramente bisogno di un piercing per stare bene con se stessi. Una cosa è certa: la vostra pelle non ne sente alcun bisogno! Avete voglia di vedere come stareste con un piercing? Non c'è bisogno che vi buchiate la pelle. Né il vostro ombelico, né il naso, né la lingua lo reclamano! Pensate piuttosto ai falsi piercing calamitati o autoadesivi. Vi consentiranno di pensarci su prima di decidere... e anche di fare un bello scherzo alla mamma o alla nonna!
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