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Importato dall'America da Cristoforo
Colombo, il tabacco è una pianta della famiglia delle solanacee
(come la patata, il pomodoro e la petunia), coltivata per le sue
foglie. Inizialmente, il tabacco veniva fiutato, poi masticato e
infine fumato in una pipa. Le sigarette sono apparse solo nel XIX
secolo. La sigaretta contiene parecchie sostanze tossiche: arsenico,
ammoniaca, acetone e anche nicotina, catrame e monossido di
carbonio, che sono ancora più pericolose. Il monossido di carbonio è
un gas particolarmente tossico che prende il posto dell'ossigeno
nell'organismo. Perciò fa molto male al cuore e ai polmoni e provoca
malattie cardiovascolari. Quanto al catrame, esso può provocare il
cancro sia negli organi attraversati dal fumo (bocca, esofago,
polmoni), sia in altri organi non direttamente interessati come la
vescica e, per le donne, il collo dell'utero.

La nicotina è la sostanza più nociva:
non contenta di accelerare il ritmo cardiaco, di restringere i vasi
sanguigni e quindi di provocare malattie cardiovascolari e
ipertensione, essa crea dipendenza e assuefazione. Privarsene
diventa sempre più difficile, da 3 sigarette al giorno si passa a 10
e poi a 20 senza nemmeno rendersene conto! La dipendenza dal tabacco
Un fumatore privato della sua dose di nicotina diventa irritabile,
nervoso, ha difficoltà di concentrazione: quasi una crisi di
astinenza. Dal punto di vista psicologico, il fumatore ha bisogno di
quel particolare piacere, di quel momento di relax che gli dà la
sigaretta. Per le ragazze il tabacco è particolarmente tossico. Può
rendere le mestruazioni più dolorose e irregolari, diminuire la
fecondità e può provocare tumori all'utero. L'associazione
tabacco-pillola contraccettiva è fortemente sconsigliata, perché
favorisce la formazione di coaguli di sangue e moltiplica i rischi
di incidenti cardiovascolari. Durante la gravidanza il fumo espone a
gravi rischi il bambino, che può nascere prematuro, quindi più
piccolo e più fragile, e soffrire di insufficienza respiratoria. Nel
mondo, il tabacco uccide una persona ogni 10 secondi. In Italia ci
sono 97.710 (71.000 maschi e 26.000 femmine) morti all'anno per
malattie provocate dal tabacco, prima tra tutte il cancro ai
polmoni. In media si comincia a fumare intorno ai 14 anni (le
ragazze prima dei maschi). A 19 anni la metà dei giovani fuma.

Spesso si fuma la prima sigaretta a
una festa o all'uscita dalla scuola. Lo si fa per vedere com'è, per
curiosità... e non è detto che ci si provi un gran gusto! Poi viene
la seconda, e la si fuma per fare come gli altri, per sentirsi parte
del gruppo. È piacevole una sigaretta con gli amici a una festa, al
caffè o durante la ricreazione! Anche se, da piccole, l'odore del
tabacco vi dava fastidio, oggi non osate dissociarvi. Vi sentite
grandi, adulte. Fumare vi dà un contegno, vi fa sentire più
disinvolte con gli altri. Allora, di sigaretta in sigaretta, ci si
abitua. Non cominciate! Ma ben presto la trappola scatta. Lo dicono
le statistiche: la metà di quelli che provano una sigaretta
diventano fumatori regolari entro un anno. Perciò, non lasciatevi
trascinare dai compagni: non avete bisogno della sigaretta per
diventare adulte, né per farvi rispettare.Troppo tardi? Avete già
cominciato? Nulla è perduto, non è mai troppo tardi per smettere.
Per riuscirci, la prima cosa è prendere la decisione. Per questo,
bisogna prepararsi. Scegliete una data favorevole (non quando
preparate un esame!). Trovate una compagna che voglia smettere anche
lei: in due ci si fa coraggio. In Italia, la legge vieta di fumare
nei locali pubblici, negli edifici scolastici, sui mezzi di
trasporto collettivi, nelle stazioni, negli ospedali, ecc.

I ristoratori sono tenuti a
predisporre dei settori, opportunamente aerati, riservati ai
fumatori. Perché? Perché un fumatore, anche se non offre neanche una
sigaretta, fa fumare le persone che gli stanno intorno esponendole
al fumo passivo. Il fumatore passivo assorbe non solo il fumo ma
anche una parte delle sostanze tossiche. Vivere accanto a un
fumatore equivale a fumare in proprio parecchie sigarette al giorno.
Il minimo della cortesia, se siete fumatrici, è chiedere il permesso
di fumare ai vostri vicini, anche se siete a casa vostra. Fumare
sigarette sottili o «light» fa meno male? Falso. Se ne fumano di più
per avere la stessa dose. Non dite mai - «Da domani smetto». Perché
non oggi, allora? La cosa migliore è fissare una data e rispettarla
sul serio. A forza di rimandare, la vostra decisione va... in fumo!
- «Controllo perfettamente la situazione». Oggi, forse, ma domani?
La sigaretta è come una droga, e non ci vuole niente a diventare
dipendente. - «Ho smesso, però mi concedo una sigaretta». Tanto vale
dire che siete disposte a ricominciare. Ripensate alla fatica che
avete fatto per smettere. Sarebbe proprio stupido aver fatto tutto
per niente!

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