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LA MONGOLFIERA

rielaborazione da Mario Lodi
Coordinatrice Prof.ssa Tiziana Cavedoni

Personaggi
Narratore
Maestro (adulto), Cosetta, Umberto, Marzia, Carolina, Claudia, Angelica, Alberto, Mariella, Angela R, Angela F, Bidella (adulto), Papà di Carolina (adulto), Papà di Angela R. (adulto), Loredana, Stefania, Giambattista, Fabrizio, Mamma di Mariella (adulto), Rossella, Vanni, Sergio, Riccardo, Luisa, Ennia, Turisti a Venezia (adulti e bambini), Lia, Federica, Il contadino romano (adulto), Francesco (adulto), Ministro della P.I. (adulto), Andrea (adulto), Il pastorello sardo, Il suonatore (adulto), L'egiziano, Professor Giuseppe (adulto), Alberto (adulto), Angelica (adulto), Mamma di Cosetta (adulto), Serpente (una battuta).


(Il narratore entra lateralmente e parla rivolto al pubblico.)

NARRATORE: C'era una volta -si fa per dire- un gruppo di bambini e bambine che erano venuti al mondo nello stesso paese, chi un po' prima chi un po' dopo, mentre la Terra stava compiendo lo stesso giro attorno al Sole. Per questo motivo li misero insieme nella stessa classe e li affidarono ad un maestro che proprio quell'anno, lasciati i suoi alunni di quinta, ricominciava da capo in prima classe il suo lavoro che consiste nell'insegnare a leggere, scrivere, calcolare, ragionare, capire, inventare il mondo e diventare amici.
La mattina del 5 febbraio 1977 Cosetta si accorge che un foglio appeso al muro si alza e sventola come una bandiera.

(Ambiente classe.)

COSETTA: Maestro, mi sembra che sia l'aria calda che muove questo foglio...e se ci fosse una grande stufa e noi ci mettessimo le ali...
MAESTRO: Sapete,bambini, ci sono stati degli uomini che hanno avuto l'idea di vincere la forza di gravità usando l'aria calda che sale: i fratelli Montgolfier nel 1793.
BAMBINI: Ma allora possiamo provarci anche noi!
MAESTRO: Nel cortile della scuola c'era una vecchia stufa: anni fa abbiamo costruito una mongolfiera ed è salita fracassandosi contro il soffitto del portico.
UMBERTO: Ma allora riproviamoci: io posso preparare dei progetti, anche se ho paura che i nostri genitori non saranno molto d'accordo. E poi ci manca un laboratorio adatto.
MARZIA: Io però posso portare tanta stoffa leggera.
CAROLINA: Io posso portare delle stecche e delle corde robuste.
BAMBINI: Allora costruiamo la mongolfiera e facciamo il giro del mondo.
MAESTRO: Il contadino Tano potrà darci informazioni su come si vive lungo il Nilo visto che è stato in Egitto!

CLAUDIA: Mio papà è stato in Somalia!
ANGELICA E ALBERTO: Noi siamo stati nello Zaire.
MARIELLA: La mia mamma sa tutto sulla grotta di Fracassi e poi il professor Barbieri dell'Università di Firenze è esperto di tutta la geografia e può dirci tante cose.
MAESTRO: Io sono stato in Sicilia! Ci sono anche i libri della biblioteca che possono darci tante belle idee.

NARRATORE: Il nostro progetto è impegnativo: dobbiamo conoscere le carte geografiche, sapere che cosa sono i meridiani e i paralleli, conoscere i venti che soffiano sul nostro pianeta, conoscere le scale di rappresentazione ed anche...diverse lingue per parlare con la gente. Il giorno della partenza ogni bambino porterà qualche cosa di suo e così avremo a disposizione tante cose che ci accompagneranno durante il viaggio.

MAESTRO: Ora, bambini, dobbiamo fare il piano del viaggio per scegliere i luoghi che visiteremo ed un elenco dettagliato di ciò di cui avremo bisogno per il nostro viaggio.
ANGELA: Bene allora al lavoro!

NARRATORE: Tutti i bambini erano molto indaffarati: questo progetto del volo in mongolfiera li interessava a tal punto che lo sognavano di notte. Infatti ...

(Camera di Cosetta -quinte piccole-)

COSETTA: (va a letto) Oh, che sonno! Questo progetto della mongolfiera mi ha proprio stancato...ora mi ci vuole proprio un bella dormita...(inizia il sogno) Mamma mia sono in ritardo per la scuola...ma dove sono i miei compagni...
BIDELLA: Li ho visti andare verso il campo.

NARRATORE: È proprio vero: tutta la classe è nel campo: ci sono anche dei genitori che aiutano nella costruzione della mongolfiera: stanno applicando un grande telone di plastica ad un telaio di legno.

PAPÀ DI CAROLINA: Deve essere ben teso...
PAPÀ DI ANGELA: Altrimenti fa la pancia.

NARRATORE: Più in là il maestro, dei bambini ed altri genitori stanno montando il cestone.


MARZIA: Dobbiamo sistemare anche la legna e il padellone.
LOREDANA: Il fabbro ed io abbiamo finito i portelloni per aprire e chiudere l'aria calda.
STEFANIA: Benissimo, così se vogliamo salire li apriremo, se vogliamo scendere li chiuderemo.
GIAMBATTISTA, MARIELLA, FABRIZIO: Noi stiamo annodando le corde e i pioli per fare una scaletta.
MAMMA DI MARIELLA: Questo canotto vi può servire per ammorbidire gli atterraggi.

NARRATORE: I bambini si organizzano: Enna chiede alla mamma di ospitare per la notte Mariella e Fabrizio; Loredana e Marzia dormiranno da Giambattista; Marzia accoglierà Angela R.e Angela F.

MAESTRO: Bene, bambini, domani mattina qui tutti presto per partire. Buona notte.

NARRATORE: Nel cuore della notte il maestro riceve una telefonata.

ROSSELLA: Maestro, vieni di corsa.
MAESTRO: Dove devo venire...è ancora notte fonda...
UMBERTO: Maestro, ci troviamo in una cabina telefonica: la mongolfiera è legata alla torre…vieni, Maestro, sarà bello!
MAESTRO: Ora mi vesto in fretta...aspettatemi...

NARRATORE: Tutti arrivano nella piazza e...vedono una grande ombra nel cielo blu pieno di stelle: la mongolfiera è là e ci sono già dei bambini nel cestone.

(Teatro dei burattini)

VANNI: Io sciolgo il nodo e tu Angela R. apri il padellone del fuoco. Guardate: la mongolfiera decolla dolcemente verso le stelle!
MAESTRO: Bambini, siete tutti matti...aspettate...
CAROLINA: Com'è piccolo il paese...le case sono piccine...
ANGELA R.: Basta calore?
BAMBINI: Nooo! Vogliamo salire più in alto...
MARZIA: Che meraviglia, ci farei una poesia: stiamo volando come uccelli...liberi nell'aria...ma i miei genitori non ci sono più... il vento ci sta spingendo lontano...chissà dove andremo a finire!
MARIELLA: Prendo la mia carta geografica...ma è ancora notte e non si vede niente...dobbiamo aspettare il sorgere del sole.
MAESTRO: A chi è venuta l'idea di partire con la mongolfiera?
SERGIO: A tutti perché i nostri genitori non volevano lasciarci andare...credevano che scherzassimo.

NARRATORE: In quel momento Giambattista grida...

GIAMBATTISTA: Guardate...una stella che lampeggia e va.

NARRATORE: Tutti la guardiamo: viene verso di noi, diventa sempre più grossa e ci passa sopra come un sibilo forte come quello di un missile.

MARIELLA: Anche noi stiamo volando!

NARRATORE: La notte trascorre e i bambini dormono mentre la mongolfiera vola silenziosa nel cielo che si rischiara; quando sono tutti svegli la comitiva decide per un atterraggio: c'è bisogno di lavarsi, di mangiare qualcosa e di fare qualche provvista. In un momento di riposo il maestro accende la radio.

RADIO:Diciotto bambini della Scuola Elementare di Vho di Piadena con il loro maestro sono fuggiti in mongolfiera. Un metronotte ha visto staccare il pallone dal campanile e pensava che si trattasse di un aerostato militare... i genitori sono alcuni arrabbiati, altri tristi, altri contenti per il coraggio dimostrato dai loro figli. Non si sa dove siano diretti...pare verso est e probabilmente ora si trovano nella laguna di Venezia. Il Direttore della scuola ha avvisato i Carabinieri che li stanno cercando.


UMBERTO: Se si avvicina un elicottero dei Carabinieri gli tiro un sasso con la fionda.
COSETTA: Se voliamo alti non ci vedono.
MARIELLA: Laggiù c'è un ponte ed un fiume: è Bassano. Guardate, stiamo andando verso la laguna di Venezia.
VANNI: Io timono le vele per atterrare in Piazza San Marco.
RICCARDO: Ti aiuto io.
TURISTI: La mongolfiera porta tanti bambini...sono quelli della radio...ma che coraggio (applauso).

NARRATORE: Appena scesi dalla mongolfiera i bambini di Vho decidono di fare il circo. Tutti li guardano e battono le mani.

(Attori in prima persona)

LUISA: Eccomi qua con i miei pantaloni eleganti preferiti (indossa un paio di pantaloni da pigiama rossi a pallini bianchi, ma le stanno molto grandi)
MARZIA: Abbiamo solo 50 lire...volete offrirci qualcosa per proseguire il viaggio?
UMBERTO: Ecco a voi il mago della palla.

NARRATORE: Tutti sono molto contenti dello spettacolo e buttano nella berretta di Marzia assegni, monete e biglietti da mille. Finito lo spettacolo, la gente se ne va ed Ennia dà ad ogni bambino 200 lire per il gelato...anche al maestro e a Lia.
(Teatro dei burattini)
Si avvicinano anche dei turisti che vorrebbero fare un giro in mongolfiera: Ennia sa che hanno guadagnato poco così pensa di...

TURISTI: Ci fareste provare la mongolfiera?
ENNIA: Certamente, però il viaggio è a pagamento anticipato!

NARRATORE: Luisa, Sergio, Giambattista e Angela R. Si offrono di accompagnare i turisti, mentre gli altri bambini rispondono alle domande della gente. Anche dei gondolieri vogliono provare a volare e i bambini propongono un volo in cambio di un giro in gondola. Affare fatto! I giorni di permanenza a Venezia sono molto interessanti: i bambini di Vho vedono la laguna, i Mori di Piazza San Marco, le prigioni dei piombi...però è tempo di partire e il maestro...


MAESTRO: A rivederci a tutti...proseguiamo il nostro viaggio!
LIA: Dove?
MAESTRO: In qualche parte del mondo! Guardate: i gabbiani ci stanno accompagnando fuori dalla laguna...ecco ora loro ritornano indietro!

NARRATORE: La mongolfiera prosegue in cielo silenziosa, fa una breve sosta ad Ancona per dirigersi poi alla grotta di Frasassi.

MAMMA DI MARIELLA: Bambini, non toccate nulla, state uniti ed ascoltate la guida che vi dirà tante cose interessati.
ANGELA R.: Che freddo per me che sono sempre vicina al padellone...mi ci vorrebbe un golfino.
VANNI: Una goccia...sta per cadere...una stalattite!

NARRATORE: In effetti la goccia cade proprio sulla punta di una stalagmite.

CAROLINA: Ragazzi, una cascata!
ANGELA F.: Un castello!
FEDERICA: Una laghetto, sembra il lago dei cigni del mio sogno.
ANGELA F.: Queste stalattiti sembrano torri di una città medievale.
MARZIA: La terra è piena di meraviglie...se solo potessimo vederle tutte!

NARRATORE: Dopo la visita i bambini escono dalla grotta: la luce del sole li acceca, ma sono molto contenti di ciò che hanno visto. Il maestro li raduna.

MAESTRO: Bambini, la prossima tappa sarà Roma.
VANNI: Quando partiamo?
MARIELLA: È lontano da dove ci troviamo, sarebbe bene partire subito.


NARRATORE: I bambini fanno delle provviste, accendono il fuoco, salutano la mamma di Mariella e riprendono il loro viaggio. La legna secca brucia molto bene, il fuoco è vigoroso e in poco tempo la mongolfiera è in alto nel cielo. Da una parte c'è il mare, dall'altra gli Appennini. Vanni prende il vento con le vele, Giambattista gira il timone.

MARZIA: Per andare a Roma dobbiamo scavalcare quelle montagne, gli Appennini, vero maestro?

NARRATORE: La notte è senza luna, i bambini volano nelle tenebre Umberto decide di accendere il fanale; vengono organizzati i turni al padellone, alle vele e al timone. Passa il tempo e, finalmente, giunge l'alba.

LUISA: Un fiume!
ANGELA R.: Sarà mica il Po?
LUISA: Impossibile, perché tutta la notte siamo andati a sud, al contrario della stella polare.

NARRATORE: I bambini decidono di atterrare e incontrano un contadino, cui chiedono il nome del fiume.

IL CONTADINO: Er Tevere, ma voi da dove venite?
FABRIZIO: Da Vho e dobbiamo arrivare a Roma.
IL CONTADINO: Vi mancano circa 20 chilometri, seguite il fiume perché passa proprio per Roma. Però adesso venite con me, che vi do qualcosa da mangiare.

NARRATORE: I bambini lo seguono sotto il porticato e mangiano parlando tra loro della città che andranno a visitare. Quindi, salutato il contadino, ripartono.

MAESTRO: Dobbiamo andare verso Piazza San Pietro, dove ci aspetta la nostra guida Francesco.
NARRATORE: La mongolfiera atterra in Piazza San Pietro...Francesco va incontro agli amici e sale sulla mongolfiera perché illustrerà la sua città dall'alto.

MARZIA: Ci sono fiori e cose belle a Roma?
FRANCESCO: Come vedete Roma è una città bellissima...però devo confessavi che non tutti i quartieri sono così...purtroppo certe cose le vedete solo dove abita la gente ricca.
LUISA: A Roma ci sono animali?
FRANCESCO: Una grande quantità di gatti: a Piazza Argentina (durante il fascismo era il ghetto degli ebrei) ne ho contati almeno 40 o 50. I gatti sono i padroni delle rovine: il Colosseo, i Fori Imperiali sono il regno di gatti.
COSETTA: Allora non ci saranno topi a Roma!
FRANCESCO: Ce ne sono invece tanti: l'istituto dove lavoro, Consiglio Nazionale delle Ricerche, si occupa di come derattizzare la città e non è un problema da poco...perché i gatti non hanno il coraggio di mangiare i topi che, nel corso di questi anni, sono diventati forti, grandi, resistenti ai veleni.
SERGIO: Ci sono cani?
FRANCESCO: Ci sono cani ma...tutti costretti a vivere in appartamento.
ANGELA F.: Guardate una carrozza trainata da cavalli! Dentro un parco!
FRANCESCO: A Roma c'è qualche parco: Villa Borghese, Villa Ada dove vivono persino degli scoiattoli. Guardate: la stazione Termini, via Tiburtina, piazza Esedra, il Colosseo, San Pietro e lo stadio.
ANGELA R.: E il Vaticano?
FRANCESCO: È un piccolo stato con le sue leggi, le sue monete, i suoi soldati. Vedete quelle mura? Sono le mura leonine che lo circondano tutto. Un tempo lo Stato del Vaticano arrivava fino a Fano.

NARRATORE: La mongolfiera vola bassa sulla città: se i bambini fanno silenzio si sentono i rumori della città. Durante il volo tutti fanno domande a Francesco.

CAROLINA: A Roma c'è anche il Ministro della Scuola.
SERGIO: Hai visto la rivoluzione degli studenti?
FRANCESCO: Sì, l'ho vista ma non era una rivoluzione. Nel 1968 e 69 ci sono state molte manifestazioni e lotte degli studenti con la polizia, me lo ricordo bene perché lavoravo vicino all'università. Sapete, Roma è una grande città ed è anche molto complessa, così ci sono le cose belle e quelle brutte come in tutte le grandi città.

NARRATORE: La permanenza a Roma è arricchita dal discorso del Papa alle dodici, dal pic nic a Villa Borghese ed anche da una partita dell'Inter contro la Lazio, durante la quale succede di tutto perché la mongolfiera è sospesa sopra lo stadio ed il portiere della Lazio guarda in su sorpreso, così un calciatore dell'Inter fa gol. La gente è infuriata e allora

VANNI: Qui si fa brutta; Angela apri tutto il padellone e scappiamo!


NARRATORE: La mongolfiera si alza e dopo mezz'ora di volo si trova sopra il palazzo del Ministro della Scuola.

MINISTRO: Andate a scuola, fannulloni. Che cosa imparate lassù?
CAROLINA, MARZIA, GIAMBATTISTA: Noi quassù impariamo più che a stare a scuola perché qua non ci sono muri che ci tengono prigionieri! Qua impariamo la storia, la geografia, le scienze...impariamo anche la cucinare, a lavare, ad aiutarci.

NARRATORE: Il ministro arrabbiato corre via e si pente di non aver avuto lui l'idea di fare la scuola sulla mongolfiera!
I bambini di Vho salutano Roma e prendono quota. Il vento soffia molto forte...

ENNIA: Sembra di essere in altalena!
FEDERICA: Le previsioni del tempo dicono che il vento soffia in direzione sud-ovest, alla velocità di 70 chilometri l'ora.
VANNI: Prendiamo il vento.
CAROLINA: Sarebbe bello...ma dove andremo a finire?
MARIELLA e ROSSELLA: In Sardegna!
MAESTRO: In Sardegna ho degli amici!

NARRATORE: E così iniziò il lungo volo verso l'isola. Ad un certo punto...

ANGELA: Sergio, mi sembra di vedere un'isola laggiù!
ROSSELLA: Guardiamo la carta!

NARRATORE: Il vento è proprio forte e la mongolfiera dondola davvero molto. Carolina e Loredana si stringono la mano perché hanno paura. I bambini pensano che con quel vento l'atterraggio sarà difficoltoso: infatti rifilano il mare, le rocce sporgenti e finalmente atterrano su una spiaggia. Giambattista, Sergio e il maestro incontrano un bambino.

LOREDANA: Ma tu non vai a scuola?
PASTORELLO SARDO: No, perché altrimenti mio papà deve pagare un altro uomo che gli sorvegli le pecore.
GIAMBATTISTA: Come ti chiami?
PASTORELLO: Salvatore!
MAESTRO: Ci sai indicare dove si trova un telefono, per favore?
PASTORELLO: A quattro chilometri da qui c'è è un paese a lì anche il telefono.
SERGIO: Ciao e buon lavoro! Peccato però che non possa andare a scuola.
PASTORELLO: Ciao.

NARRATORE: A sera arriva Andrea con un pulmino.

ANDREA: Bene, bambini, ben arrivati, ora vi accompagnerò ad Aggius: là vedrete delle donne fare il pane che si chiama carta da musica perché è molto sottile e qui viene mangiato con il salame di asino.
CAROLINA: Chissà che bontà!
ANDREA: Ora vi porterò a vedere un bosco...

NARRATORE: I bambini trasaliscono perché le piante sembrano tutte rovinate.

ANDREA: Ma no bambini, le piante stanno benissimo: la corteccia di queste querce è sughero e qui vicino c'è una fabbrica dove producono i tappi in sughero; vi porterò più tardi in fabbrica perché ora ci aspetta una festa dove vi presenterò una persona.

NARRATORE: I bambini incuriositi seguono Andrea: festeggiano il patrono del paese e la gente mangia e danza. C'è un vecchio suonatore di fisarmonica che chiama i bambini vicini a sé.


(Attori in prima persona. Danza sarda)

SUONATORE: Tanto tempo fa, quando l'Italia non era ancora unita, qui non c'erano i padroni della terra: l'erba era di tutti e di nessuno, ognuno poteva portare pecore e capre a pascolare dove voleva, ognuno poteva prendere frutta e legna liberamente nel bosco, La nostra terra era del re di Piemonte che fece una legge che diceva: chi chiuderà un pezzo di terra ne diventerà il padrone. Allora i più forti svelti chiusero la loro terra e ci furono tante lotte. Da quel momento la Sardegna fu divida in proprietà terriere e i proprietari dovettero pagare le tasse. I pastori rimasti senza terra devono ancora oggi pagare l'affitto ai padroni per pascolare le loro bestie e chi fa pascolare di nascosto viene duramente punito.
ANGELA R.: In Sardegna ci sono tante foreste.
SUONATORE: Quando ero giovane ce n'erano molte di più.
VANNI: Perché le avete tagliate?
SUONATORE: Non noi, ma voi avete tagliato i nostri alberi per costruire le ferrovie.
LAURA: Perché voi sardi andate via dalla vostra terra?
SUONATORE: La nostra terra è bella e ci piace, ma non c'è lavoro per tutti. Le industrie sono solo da voi e allora noi dobbiamo e migrare e lavorare sul continente.
SERGIO: È vero che in Sardegna c'è la Costa Smeralda?
SUONATORE: Certo, l'ha comprata un riccone, l'Aga Khan, e ci ha fatto costruire bellissimi alberghi e ristoranti. Noi poveri non possiamo andarci perché non abbiamo i soldi.
ANDREA: Bambini, voglio portarvi a visitare un paese importante: quello dove è nato Antonio Gramsci.
UMBERTO: È quello che ha scritto "L'albero del riccio"
ROSSELLA: Anche le "Lettere dal carcere"

NARRATORE: Prima di lasciare la Sardegna i bambini si recano a Ghilarza, il paese di Gramsci: la sua casa è ora un museo che contiene le sue lettere, giornali ed altri scritti. Dopo questa visita il maestro ed i bambini salutano e ringraziano Andrea.
(Teatro dei burattini)
Un forte vento soffia verso sud-est e Federica suggerisce di approfittarne. Dopo qualche ora avvistano l'Etna.


LUISA, MARZIA ed ENNIA: Noi scendiamo ad esplorare il cratere.
LUISA: Quanto è profondo il cratere!
ENNIA: Fa anche molto caldo!
MARZIA: Io mi arrampico più in alto, arriverò fino in cima...la neve!! Ma guarda quella grande macchia verde punteggiata di arancio.

NARRATORE: I bambini godono di uno spettacolo incredibile: alle pendici del vulcano vedono un aranceto. Dopo aver raccolto dei frutti, decidono, su suggerimento del maestro, di ripartire; sorvolano Catania e poi scende la notte. All'alba...

COSETTA: Il deserto! Scendiamo!

NARRATORE: I bambini atterrano con la loro mongolfiera...

MAESTRO: Attenti, bambini, la sabbia scotta e qui fa molto caldo, riparatevi dal sole con le vostre magliette, io, intanto, mi guarda in giro per cercare un'oasi...eccola!

NARRATORE: I bambini si dirigono verso l'oasi: lì possono rinfrescarsi, bere e mangiare della frutta.

MARZIA: Guardate. I cammelli!

NARRATORE: Infatti da una duna sbucano tre cammelli con due uomini vestiti di bianco. Si fermano all'oasi e stanno vicino ai bambini, intendendosi con loro a gesti.

MAESTRO: Quando vi sarete riposati andremo verso il Nilo.


NARRATORE: La mongolfiera si alza e in poche ore, grazie ad un vento favorevole, avvistano il grande fiume. Vicino alla riva c'è un villaggio.

SERGIO: Un coccodrillo!
ANGELA: Apriamo svelti il padellone per alzarci! Atterreremo proprio vicino al villaggio, lì i coccodrilli non ci vanno.

NARRATORE: Superata la paura del coccodrillo, i bambini e il maestro di Vho devono fare i conti con un nuovo problema: hanno pochi soldi e devono assolutamente comprare del cibo. Allora decidono di lavorare e pescare. Quindi si dividono i compiti: c'è chi si prepara per la pesca e chi per il lavoro presso un contadino che deve raccogliere le arachidi.

EGIZIANO: Vedete come lavoriamo qui: per arare la terra usiamo l'aratro di legno tirato da buoi e cammelli, utilizziamo la ruota con i vasi per tirare su l'acqua dai pozzi; ci sono artigiani che fanno i tappeti a mano con vecchi telai, quelli che modellano la terra e fanno ceramiche, altri che fanno sacchi e stuoie intrecciando della corteccia pestata di palma.


NARRATORE: L'amico egiziano accompagna il gruppo alla grande piramide di Cheope e la loro visitare la tomba del faraone e vedere le pitture sui muri che rappresentano scene di vita degli antichi egiziani. A sera comincia a soffiare un grande vento e così il maestro decide di ripartire per arrivare in tempo all'appuntamento con l'amico Giuseppe che li aspetta nel cuore dell'Africa.

MAESTRO: Bambini, prepariamoci ad atterrare: quando saremo giù io controllerò la mongolfiera, visto che abbiamo viaggiato con un forte vento, mentre voi andrete a fare provviste: non siamo ancora arrivati a destinazione, ma abbiamo proprio bisogno di questa sosta.

NARRATORE: Giambattista e Umberto fanno legna nel sottobosco, Vanni sott'acqua pesca delle orate, Marzia modella un castello...

MARZIA: Che bello qui, restiamoci per sempre!
MAESTRO: Ricordatevi che abbiamo appuntamento con Giuseppe quindi...partiamo!

NARRATORE: I bambini e il loro maestro lasciano qual bel posto ma ad un tratto...

ANGELA R.: Un serpente!! È là vicino alla legna!!
GIAMBATTISTA: Io lo uccido!
LUISA: Fermati, che male ti ha fatto?
GIAMBATTISTA: Può essere velenoso!
LUISA: Se ti attacca uccidilo, ma se sta buono lo lasci vivere, scendiamo e lo liberiamo nella sua foresta.
 
NARRATORE: I bambini sono tutti tesi e osservano Marzia che manovra il padellone guardando attentamente i gesti del maestro. La mongolfiera atterra e...

LUISA: Dai, vieni fuori, torna nella tua foresta dove hai sempre vissuto, scaldati al sole e non al fuoco del padellone.
SERPENTE: Ho capito le vostre buone intenzioni e ora me ne vado.
GIAMBATTISTA: Io ti ucciderei solo perché mi hai fatto morire di paura.
MAESTRO: Ora possiamo andare al nostro appuntamento.

NARRATORE: Dopo questa esperienza i bambini arrivano all'aeroporto di Kindu e incontrano il professor Giuseppe Barbieri, docente di geografia all'Università di Firenze.

LUISA: Venga professore, partiamo.
PROFESSORE: Su quella baracca?
CAROLINA: Ha fatto il giro dell'Africa senza rompersi, perché dovrebbe tradirci adesso?
LOREDANA: Salga, coraggio.
COSETTA: È sicura!
FABRIZIO: Che fifone!
LUISA: Angela, apri il padellone per favore.
PROFESSORE: Che succede? Che cosa è il padellone?
UMBERTO: Non si preoccupi...partiamo!
STEFANIA: Andiamo al villaggio di Angelica e Alberto...ci vuole la carta per localizzarlo. Professore...l'abbiamo rapita!
PROFESSORE: Mi piace essere prigioniero dei bambini.

NARRATORE: La foresta è immensa, una coperta verde che copre la terra e nasconde i villaggi. Ogni tanto la coperta ha uno strappo e Sergio vi scruta dentro col binocolo per scoprire il villaggio che cerchiamo.
 
FEDERICA: Professore guardi, là c'è del fumo...forse c'è un villaggio.
PROFESSORE: Non è proprio un villaggio...è un mercato: scendiamo pure.
GIAMBATTISTA: Ci sono dei bianchi con dei neri.
FEDERICA: Guardate ci sono Angelica ed Alberto.
ANGELICA: Oggi facciamo scuola al mercato per insegnare i prodotti della terra, la misure di peso ecc.

NARRATORE: I bambini di Vho girano per le bancarelle osservando attentamente i prodotti locali. Marzia e Angela e altre bambine vanno vicino ad un sarto e lo osservano lavorare: con una stoffa colorata e pochi punti confeziona abiti bellissimi.

SARTO: Ora vi preparo due pagne...eccole...indossatele.
MAESTRO: Guarda Giuseppe quanto sono eleganti.
CAROLINA: Siamo belle?
MAESTRO: Bellissime!
ROSSELLA: Sulla carta c'è anche un fiume che dovrebbe passare qui vicino.
PROFESSORE: Certamente, è il fiume Congo. Se ci prepariamo, possiamo arrivare là in un'oretta.

NARRATORE: La comitiva decide di muoversi e realmente il paesaggio che vedono è incantevole: il sole sta per tramontare e il fiume sembra una striscia d'oro in lontananza.

ALBERTO: Ora vi accompagno a visitare la nostra scuola.
COSETTA: Che cosa insegnate qui?
ANGELICA: I loro programmi sono fatti sui modelli dei nostri europei; i ragazzi sono molto pronti e vivaci, anche se non hanno molti mezzi didattici; sono bravi a disegnare, a costruire oggetti, hanno un'abilità incredibile.
ALBERTO: Nello Zaire la scuola non è obbligatoria: i genitori che possono pagare il materiale scolastico mandano i loro figli a scuola: le famiglie sono molto numerose, spesso hanno otto o nove figli e non riescono a mandare tutti a scuola.
ANGELICA: Vi propongo di sorvolare il fiume Congo perché ci sono cose interessanti da vedere.


NARRATORE: La mongolfiera si alza e subito i bambini notano dei campi allagati.

ALBERTO: Lì abita una comunità di cinesi che insegnano a coltivare il riso d'acqua: hanno formato delle comunità di persone che ricevono delle parti di terreno, hanno disboscato, hanno fatto uno sbarramento per avere l'acqua per le irrigazioni. È stato un grande successo.
GIAMBATTISTA: Ma perché riso d'acqua?
ALBERTO: Perché il riso d'acqua da tre raccolti all'anno, mentre quello di montagna solo uno. Ora si sta cercando di diffondere questa esperienza altrove in modo che la gente abbia da mangiare: qui mangiano una volta al giorno e molto poco.
UMBERTO: Perché quella montagna è scavata?
ANGELICA: Perché là c'è una miniera di diamanti: da lì ogni settimana i padroni mandano a Londra 240 chili di diamanti, però pagano talmente poco gli operai che alcuni sono morti di fame. Per questo c'è stato uno sciopero, per ottenere una paga migliore, da poter almeno vivere.
PROFESSORE: Sentite anche quanta musica c'è in questi luoghi? Qui la gente sente molto la musica e nelle tribù danzano spesso per diversi motivi.

(Danza tribale)


ANGELICA: Sentite la radio ha interrotto le trasmissioni per c'è la guerra.
GIAMBATTISTA: Dove?
CAROLINA: Qui vicino...mamma mia che pasticcio!
ALBERTO: Angelica dobbiamo andare...vi andate via subito perché qui le cose si mettono male.

NARRATORE: Lontano i bambini sentono il rumore di bombe che scoppiano: sono molto dispiaciuti di lasciare in fretta e furia questa terra così bella, ricca e calda ma gli scontri armati sono troppo pericolosi.

PROFESSORE: Dovete sapere che lo Zaire ha una storia tormentata: prima si chiamava Congo e il suo capo Lumumba, che voleva liberare la terra dai colonialisti, fu ucciso.
ROSSELLA: Maestro, perché sei così pensieroso?
MAESTRO: Penso ad Angelica e Alberto e al loro grande coraggio.
LUISA: Noi bambini non siamo capaci di combattere.
MARZIA: Perché anche i grandi non trovano il modo di risolvere i problemi senza usare la violenza?
LOREDANA: Come Gandhi in India!


NARRATORE: Il cielo si è fatto nero, abbuiato e le nuvole brontolano con i tuoni. Una raffica di vento butta al mongolfiera dentro quell'inferno.

PROFESSORE: Ragazzi siamo in un bel pasticcio: l'uragano ci ha rapito e ci sta portando chissà dove.
LUISA: Atterreremo in Somalia?
PROFESSORE: Ormai è impossibile, l'uragano è troppo forte...
ANGELA: Il fuoco si è spento! Non c'è più legna!
COSETTA: Aiuto, il vento mi ha scaraventato fuori dalla mongolfiera...

(Camera di Cosetta , attori in prima persona.)

MAMMA DI COSETTA: Che cosa succede? Perché ti tieni dura alla sponda del letto?
COSETTA: (intontita)Perché l'uragano...soffiava un forte vento...c'erano tuoni e fulmini...

(Buio in sala per preparare la conclusione: Maestro al centro e bambini attorno.)

MAESTRO: Quasi due anni lavorammo intorno a questo progetto e quello che abbiamo scritto e che avete visto è solo una minima parte di quello che avremmo voluto scrivere e vivere. Ma questo non è male, anche nella vita c'è sempre una riduzione dei nostri desideri, perché è un viaggio che a un certo punto finisce.
Alla fine dell'anno ci accorgemmo che quel viaggio noi l'avevamo fatto davvero nella perfetta sintesi tra realtà della conoscenza e la fantasia. E ci fu anche la soddisfazione di aver portato a termine un lavoro così arduo, lungo e difficile in cui tutti avevano dato un fondamentale contributo.


FINE

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