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lo non dico il mio nome perché ormai non mi ricordo più, se tu mi chiami io non mi volto e anche mia madre, mia zia, mia sorella, le maestre, nessuno mi chiama più così, perché il mio soprannome è Jo, a me piace di più, è più corto, tutti mi chiamano così e allora è questo il mio nome: Jo. A Santo Domingo io ho nove anni, in Italia quasi dieci. Là noi abitiamo in nove in una casa, nella casa ci sono cinque stanze, cucina, bagno, tre camere, ma noi siamo sempre fuori perché non è freddo. Di bambini ci siamo solo io e mia sorella, però i miei zii non sono tanto grandi, hanno solo quattordici, quindici, sedici anni. In Italia la casa è più grande e abitiamo solo io, mia sorella e mia nonna, ma io preferisco Santo Domingo, perché quando piove non vai a scuola e anche quando è il tuo compleanno non ci vai, perché devi fare festa. Invece qui vai sempre a scuola e se tua mamma non porta la torta non sembra neanche il giorno del mio compleanno e il compleanno adesso è domenica.
Una differenza con l'Italia è questa: a Santo Domingo la gente si picchia di più, i piu grandi picchiano i più piccoli e anche i grandi tra loro, però sei anche più allegro, ti sfoghi, perché qui siete più tristi anche se nessuno ti picchia. Un'altra differenza è questa: a Santo Domingo le femmine amano di più e amano prima, quando sono più piccole, anche a quattro o cinque anni, i maschi se ne accorgono e cosi tutti amano più in fretta, anche da bambini. Là io amavo quattro bambine e l'ho detto a tutte e quattro, ma una alla volta, senza che le altre sanno niente, e tutte e quattro, anche loro, mi amano, tutte e quattro, si, quattro bambine innamorate!
Poi due mi hanno scoperto, scoprono che io amo tutte e due, perché sono amiche, io non lo sapevo, loro si parlano, mentre io sono via, e dopo si tirano i capelli, si picchiano, ma io non ero triste, non so perché, ma io ero molto felice, veramente! A me piace quando due bambine bisticciano per me, sono gelose, soffrono: vuol dire che mi amano veramente, non per finta! Però dopo mi hanno lasciato tutte e due, nessuna voleva più stare con me, sono troppo arrabbiate, così io rimango con le altre due bambine innamorate, ma ho paura che mi scoprono anche loro, allora ho dovuto scegliere: lascio una prima che l'altra lascia me e ne tengo solo una, la più bella, di undici anni, ma adesso è tanti mesi che non la vedo, non so se è ancora con me. Per me le cose più importanti della bellezza sono: uno, i capelli, due, gli occhi, tre, la pelle, quattro, la bocca e la lingua per i baci. A Santo Domingo io andavo di notte a casa sua e la baciavo, perché a Santo Domingo si può, i bambini possono uscire di casa anche quando è buio, perché ci sono poche macchine, non c'è tanto pericolo, anche di notte escono, dalle otto a mezzanotte, però quando tornavo a casa certe volte mi picchiavano perché era troppo tardi.
Se a Santo Domingo un ricco va in un bar con un prete e un povero, per esempio, se il prete e il ricco rubano l'oro e i soldi, rubano per esempio collane e anelli e poi bracciali e altri soldi, tutti i soldi, la colpa non è del ricco o del prete che rubano, la colpa è sempre del povero, perché il povero non ha niente da mangiare, mentre il ricco ha tutto e il prete non può rubare, perché è cattolico e allora non può rubare, un prete. Ma un povero può rubare, perché a lui manca tutto! Se il povero non dice che ha rubato girano il suo braccio, girano e girano finché lui ahhhiahh! allora lui dice che ha rubato! Per me questo non è giusto! In Italia invece non girano il braccio perché non ci sono poveri e allora non possono girare, perché in Italia il povero non è tanto povero, non è poverissimo, se girano il suo braccio il povero ha sempre un po' di soldi in banca e lui, i suoi soldi, li dà tutti a un avvocato, fa il processo ed è libero, non muore, non va in prigione, perché la colpa non è sua, è del ricco e del prete che hanno rubato, però lui spende tutti i suoi soldi e dopo è ancora povero come prima e anche così non è giusto.
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