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Kuan Yin,
il cui nome significa 'Colei che sente i lamenti del mondo: è
adorata da secoli come la dea della gentilezza, della pietà e
della grazia. È conosciuta anche come 'la Signora che porta i
bambini' perché concede figli a chi non ne ha, inoltre porta la
pace sul campo di battaglia. Si dice che, se qualcuno è in
pericolo e la invoca, Kuan Yin correrà in aiuto; se qualcuno è
malato e la invoca, lei lo guarirà. Questa storia narra come Kuan
Yin, che era la figlia di un re, divenne una dea.

Un
tempo vivevano un re e una regina che avevano due figlie. Essi
amavano
le bambine, ma un padre
senza figli maschi, in Cina, era un uomo
maledetto; un re senza
eredi maschi era considerato indegno del suo potere. Per questo i
due pregavano gli dei perché concedessero loro un altro figlio. E
il figlio arrivò: la Terra tremò e il gradevole profumo dei fiori
di loto riempì l'aria. Le nuvole acquistarono i colori dell'
arcobaleno e il popolo si rese conto che era nato un essere
prodigioso.Tutti ne erano felici, tranne il re e la regina, perché
il loro terzo figlio era una femmina! Maio Shan era aggraziata e
gentile come le sue sorelle maggiori, ma non vi era dubbio che
fosse diversa da loro. Maio Shan si rifiutava di indossare ricchi
indumenti di seta. "Vestirò semplici abiti di cotone come la gente
comune" insisteva. E nemmeno accettava di mangiare cibi raffinati:
"Una ciotola di riso, per favore!" chiedeva con un sorriso. Maio
Shan aveva due passioni: pregare per i poveri e gli ammalati e
nutrire gli animali randagi e sofferenti. Il re e la regina
scuotevano la testa: i due non riuscivano a capire la loro figlia,
ma tollerarono il suo comportamento fino a quando, ormai adulta,
la ragazza rifiutò di sposarsi. "Ho bisogno di un genero che
diventi re" ripeteva con disappunto suo padre.

"Tu
sposerai l'uomo che io sceglierò!" "Per favore, padre, fate
sposare le mie sorelle. Permettetemi di dedicare la mia vita solo
alla preghiera!" lo supplicava Maio Shan. Un giorno la regina
abbracciò la figlia e disse: "Tu sei una principessa,
Maio Shan,
non sei più una bambina. Tuo padre è il re e tu devi
rispettare le sue
scelte."Maio Shan sospirò. "Se mi sposerò," disse "mio marito
dovrà essere in grado di aiutare i poveri e gli ammalati." Il re
diede un pugno sul tavolo. "Un guaritore? Come potrebbe un
guaritore difendere il palazzo? Che ne sa un guaritore delle
difficoltà di un regno?""Padre, le mie sorelle avranno dei buoni
mariti. Vi prego, fate che io possa vivere in un convento e
dedicarmi solo alla preghiera!" lo scongiurò Maio Shan. "Sarei la
figlia più felice del mondo se potessi trascorrere il resto della
mia vita a pregare per il bene delle persone. " La regina capì che
la figlia non avrebbe mai cambiato idea. Ella fece pressioni sul
re suo marito perché la inviasse al convento che sorgeva sulle
montagne. Il re divenne rosso in volto per la rabbia, ma chiamò la
badessa del convento e le disse: "Date a mia figlia i compiti più
difficili ed umilianti. Ella tornerà in sé, vedendo quanto è
difficile la vita dentro al convento. " La badessa notò la
gentilezza negli occhi di Maio Shan e capì che la ragazza era
sincera, ma obbedì agli ordini del re. Maio Shan dovette lavare i
pavimenti e portare la legna, ma la fanciulla non si scoraggiava:
lei stessa aveva tanto pregato per avere una vita semplice. La
giovane non si lamentava nemmeno quando le sue mani si riempivano
di sangue nel trasportare pesanti secchi d'acqua dal fiume , né si
lagnava quando la sua schiena doleva nel trasportare la legna fino
alla stufa della cucina. Il re, quando venne a sapere che la
figlia era assolutamente felice della sua vita all'interno del
convento, divenne una furia.
Egli camminò avanti ed
indietro per ore nella stanza del trono, pensando
intensamente, e alla fine
chiamò il comandante del suo esercito."Bruciate il convento!"
ordinò. I soldati circondarono l'edificio, incendiarono le punte
delle loro frecce e le lanciarono contro il convento, che in pochi
minuti fu avvolto dalle fiamme. Quando Maio Shan si rese conto che
era stato suo padre a volere la distruzione del convento, inorridì
e corse alla statua di Buddha. Lì si inginocchiò e pregò: "Grande
Spirito dell' Universo, ascolta le mie preghiere. Sono la figlia
di un re, proprio come tu lo sei. Ho lasciato la vita di corte per
dedicarmi alla preghiera proprio come tu hai fatto. Aiutami a
salvare le mie consorelle!" Nubi oscure si formarono
improvvisamente sopra il convento e versarono fiumi di pioggia. In
pochi minuti il fuoco fu spento e le consorelle uscirono tutte
illese. Rendendosi conto che forze divine si erano opposte al suo
esercito, il comandante ordinò la ritirata. La notizia fece
infuriare ancor più il re, che scagliò la sua spada contro la
parete. "Catturate la donna che mi ha causato tanti problemi fin
dalla nascita!" ordinò.

"Catturatela e giustiziatela immediatamente!" I soldati del re non
avevano altra scelta. Essi tornarono al convento, circondarono la
ragazza e la portarono alla prigione reale. Una volta ancora la
regina madre la pregò di accettare l'uomo scelto dal padre e una
volta ancora Maio Shan rifiutò. Ora, Hsi Wang Mu, la Regina Madre
dell'Occidente, guardò verso la Terra e ascoltò gli ordini del re.
Ella sospirò di tristezza e chiamò lo Spirito delle Esecuzioni
perché proteggesse Maio Shan. "Usa tutti i mezzi soprannaturali
per salvarla! " ordinò.
Maio Shan, che non aveva
nessuna paura: era pronta a morire. Il boia alzò la sua spada
scintillante sulla testa della fanciulla, ma una luce bianca
circondò all'improvviso la ragazza. La spada perse la sua lama,
che cadde a terra. Il boia aveva ancora l' elsa che, però, sl
squagliò come burro nelle sue mani. Gli ordini del re, tuttavia,
dovevano essere eseguiti e il boia afferrò la cintura che aveva in
vita e strangolò Maio Shan.
Mentre la fanciulla
esalava il suo ultimo respiro, un' enorme tigre saltò in mezzo ai
soldati e gettò a terra il boia. La tigre scivolò poi sotto il
corpo di Maio Shan, la sollevò e la portò via con sé. Appena
furono nella foresta la tigre sdraiò la fanciulla su un letto di
Piume e le introdusse gentilmente in bocca il soffio
dell'immortalità. Quando la fanciulla si risvegliò dal sonno dei
morti si ritrovò nel Regno degli Dei; qui trascorse molto tempo a
guardare la Terra, assistendo i poveri e gli ammalati, tanto che
le fu dato il nome di Kuan Yin che significa 'Colei che sente i
lamenti del mondo' . Un giorno la fanciulla udì i lamenti del
padre. Il vecchio corpo raggrinzito del re era ricoperto da piaghe
rosso sangue che bruciavano giorno e notte. Nessun guaritore
riusciva a trovare una cura per il vecchio re, o almeno ad
alleviargli il dolore. Quel giorno stesso un monaco apparve a
palazzo, dicendo di avere una cura per la misteriosa malattia che
tormentava il re. Mentre il monaco gli si avvicinava il re disse
ad alta voce: "Che cosa potrà mai fare un monaco per me? Come osi
avvicinarti a me, il re, con false promesse?"
Il monaco
fece un inchino, abbassò lo sguardo e disse : "Voi vi sentirete
meglio, se farete come vi dico. Procuratevi un occhio e un braccio
di una persona il cui cuore sia pieno di amore puro. Egli dovrà
donarvi l'occhio e il braccio senza volere niente in cambio, solo
per il bene vostro. Mettete l'occhio e il braccio in questo
unguento e guarirete dalla vostra malattia. " "E' ridicolo!" gridò
il re. "Giustiziate questo traditore. Non c'è nessuno sulla Terra
il cui cuore sia pieno di amore puro!" "Vi sbagliate, Signore"
disse il monaco, mentre i soldati reali lo stavano trascinando
via. "C'è una donna che non conosce cattivi sentimenti.
Ella risponderà
alle vostre preghiere, se la invocherete!" "Fermatevi!" ordinò il
re. "Come si chiama questa donna?" "Kuan Yin" rispose il monaco. "Kuan
Yin! Aiutatemi! Sto soffrendo tantissimo! Aiutatemi!" "Mio padre è
stato crudele e ingiusto" pensò Kuan Yin tra sé, ma il suo cuore
era pieno di amore puro e non poteva rifiutarsi. In pochi secondi
apparve ai piedi del letto del re in un raggio di luce che
rischiarava
la stanza.

"Non
può essere!" esclamò la regina, riconoscendo immediatamente la
figlia."Svelta!
Datemi un occhio e un braccio!" ordinò il re, non
guardando nemmeno la dea.
"Naturalmente!" rispose Kuan Yin. Tra lo stupore dei presenti la
dea si tolse un occhio e un braccio, cadendo poi a terra svenuta.
Il re si cosparse il corpo di balsamo e sospirò di sollievo. Per
la prima volta dopo lunghi mesi non aveva dolore e per la prima
volta dopo lunghi mesi si sentiva in pace. Poi notò la moglie
china sulla dea. "Figlia mia! Può essere che questa dea sia
Maio Shan?" si chiese poi, mentre raggiungeva la moglie.
Kuan Yin sorrise e mise la propria mano sulla spalla del padre.
"Sì, padre. Sono venuta per guarirvi." La Terra tremò e nubi
color dell' arcobaleno si raccolsero sopra il palazzo. Il delicato
profumo dei fiori di loto riempiva l'aria e tanti petali colorati
caddero sulla Terra. Il re e la regina videro la figlia innalzarsi
eterea sul letto del padre. Il suo spirito aveva mille occhi e
mille braccia. Kuan Yin diede un bacio alla madre e uno al padre,
poi s'innalzò al cielo spandendo la sua luce sulla Terra. Il re e
la regina piansero abbracciati, quasi non riuscendo a credere che
la figlia fosse diventata la grande dea della gentilezza e della
guarigione, Kuan Yin. Da quel giorno condivisero tutte le
ricchezze con il loro popolo. E nessuno soffrì più per la fame e
per le malattie.
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