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Nella foresta profonda, c’era un villaggio dove viveva una vedova
con una sola figlia e questa figlia andò a cercare radici,perché non
aveva mai abbastanza da mangiare.

Mentre cercava e coglieva, ad un
tratto cominciò a piovere forte e lei andò a ripararsi nel cavo di
un albero di baobab che coi suoi rami sfiorava il cielo.
Nel suo tronco, però abitava un diavolo con unghie e zanne,
che non volle più lasciarla andare; la ragazza gli piaceva, era
dolce e grassoccia…buona da mangiare. Così il diavolo ne fece un
boccone solo e risputò fuori le ossa, belle pulite. La sera la
vedova chiamò la figlia, ma quella non veniva, così la madre andò a
cercarla portandosi dietro una zucca piena d’olio con uno stoppino
acceso che faceva lume. Guardò fra i bambù, ma la figlia non c’era.
Guardò in riva allo stagno e la ragazza non si vedeva. Guardò sotto
i rami del baobab, ed ecco le ossa di sua figlia che piangevano e la
chiamavano. La vedova le raccolse, le chiuse in una cesta e si mise
in cammino; da qualche parte nella foresta c’era una città dove
aggiustavano gli uomini e lei voleva trovarla.

Andò sempre dritto ed ad un certo
punto incontrò il Serpente che le chiese: "Cosa c’è nella cesta
donna?" "Ci sono le ossa di mia figlia" "E dove le porti?" "Nella
città dove aggiustano gli uomini" "Allora ricordati che quando il
sentiero si divide in due devi andare a sinistra e scordare la
destra." La donna così fece
ed ad un certo punto incontrò la Rana : "Cosa
porti nella cesta, donna?" "Le ossa di mia figlia" "E dove vai di
bello?" "Nella città dove aggiustano gli uomini". "Allora non
scordare che quando il sentiero si dividerà in due sotto i tuoi
piedi, dovrai andare a destra e scordare la sinistra." La donna
obbedì, ed eccola finalmente
nella città dove aggiustano gli
uomini.Subito la gente di laggiù le chiese: "Perché sei venuta qui?"
"Il diavolo del baobab ha mangiato mia figlia, nella cesta ci sono
le sua ossa." "Non dire altro, lasciale a noi e intanto porta al
pascolo le nostre bestie. Bada, però che non mangino erba, ma solo
frutta che cresce su quegli alberi." La donna si arrampicò sui rami
più alti per cogliere i frutti migliori e li diede agli animali; lei
invece si accontentò di quelli acerbi. Così quando tornarono in
città il bue più grosso, muggì. "Che la figlia sia ben aggiustata,
perché la madre è buona e fidata".Infatti
la figlia fu aggiustata come si deve, tanto che appariva molto più
bella di prima. Quando le due se ne tornarono a casa, la loro
vicina, che aveva una figlia brutta e storta, cominciò a tormentarle
perché le dicessero come e dove la ragazza era riuscita a diventare
così bella, e loro alla fine le raccontarono tutto. "Dunque è così
che si fa!" esclamò la vicina e cacciò sua figlia nel mortaio, dove
la pestò finché non rimasero che le ossa. Poi le mise in una cesta e
andò. Incontrò il Serpente, incontrò la Rana e grazie a loro arrivò
nella città dove aggiustano gli uomini. Là le dissero di portare le
bestie al pascolo, e lei le nutrì
di frutta acerba, tenendo per sé
quella matura.

Poi, quando ebbe mangiato sino
a non poterne più, riportò in città gli animali, mentre il grosso
bue muggiva: "Che la figlia sia mal aggiustata, perché ha per madre
una gran sciagurata." E infatti, le restituirono la figlia ancora
più brutta e storta di prima, tanto che la madre si vergognava a
camminarle vicino, e quando furono nella foresta la lasciò indietro,
in modo che si perdesse e non trovasse più la strada del
villaggio.Corri, corri la donna arrivò a casa, si chiuse dentro e
tirò la coperta sulla testa, fingendo di dormire. Ma la figlia ci
mise poco a ritrovare la strada e, bussò alla porta finché le aprì.
La madre dovette tenersela così com’era.

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