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Quando un gruppo di amici, misto o no, è particolarmente compatto e affiatato, diventa una «compagnia». La compagnia è caratterizzata da certi codici: si parla lo stesso linguaggio, si hanno gli stessi gusti musicali, ci si veste allo stesso modo. Nel vostro gruppo di amici l'intesa è perfetta. Avete un sacco di cose in comune: gusti, attività, progetti. Vi piace ritrovarvi ogni giorno, o anche più volte al giorno, e non solo durante la settimana ma anche il sabato e la domenica. Cinema o shopping, caffè o pista di pattinaggio, scuola o tempo libero, a voi piace fare tutto insieme! E non vi basta mai... I vostri genitori conoscono bene questo gruppo di inseparabili che loro chiamano «l'allegra brigata». Sono sempre le stesse facce che si vedono per casa. E anche se non li invitate spesso, parlate di loro continuamente. Tutta la famiglia conosce i loro nomi, le loro voci (merito del telefono), i loro caratteri, i loro progetti futuri.
Vostra madre ogni tanto vi chiede notizie di Francesca che ha un po' di problemi con i genitori, o di Valentina, che è quella che l'ha colpita di più (ovvio, è l'allegrona della compagnia). Un gruppo di amici è una cosa viva, e come tutte le cose vive è soggetto a cambiamenti. C'è il «nocciolo duro» della compagnia, gli amici che sono le colonne del gruppo, sempre presenti, sempre affiatati. E poi ci sono quelli che vedete meno spesso, che vanno e vengono, ma che sono comunque fedeli. Ci sono quelli a cui si dice addio perché vanno a vivere in un'altra città o in un altro quartiere (momento difficile, specie se si tratta di una delle colonne) e quelli che arrivano, i nuovi che immettono nella compagnia un po' d'aria fresca, altre abitudini, altri modi di dire, altre idee. Con tutti i membri della compagnia voi state bene, vi sentite spontanee e rilassate. Non avete bisogno di fare grandi discorsi o di bluffare per mostrare la vostra personalità. Non servono tante parole, ci si capisce al volo. Anche per questo nella compagnia regna un perenne buon umore. Quante volte vi è capitato di essere di pessimo umore a casa e di sentirvi già meno aggressiva alla sola idea di uscire con la compagnia? Quando ritrovate i vostri amici, miracolo, il sole torna a splendere.
Avere un gruppo di amici è un ottimo modo per affermare la propria personalità. Da sole sareste sicuramente più fragili, più sensibili alle critiche altrui. Da quando vi siete sentite accettate e assimilate nel gruppo, la vostra fiducia in voi stesse è cresciuta vertiginosa vi può anche cascare il mondo addosso... Quando si è in buona compagnia, lo sguardo degli altri, anche se malevolo, non ci smonta tanto facilmente. Come dice il poeta: «Non ti curar di lor, ma guarda e passa!» La compagnia è un po' come un'altra famiglia, una famiglia che vi siete scelte, che vi consente di prendere le distanze dai vostri genitori, anche se l'affetto per loro è sempre lo stesso. Con gli amici state bene, con loro condividete tutto, dai pensieri neri alle risate più pazze. La compagnia si forma perché i componenti hanno delle somiglianze e dei punti in comune. Il rischio, però, è di sentirsi obbligati a fare e a dire tutti le stesse cose, a imitare gli altri per paura di essere esclusi.
Ogni individuo ha la sua personalità e la sua storia: sarebbe un peccato eliminare le differenze e cadere nel conformismo e nell'uniformità. Se si diventa troppo dipendenti dalla compagnia, si può rischiare di venire meno alle proprie convinzioni per evitare di scontrarsi con gli altri, e si può finire con l'adeguarsi ai comportamenti altrui. La cosa non è grave se si tratta di andare a vedere un film che non si ha voglia di vedere, ma lo diventa se si è indotte a comportamenti contrari ai propri principi. L' atteggiamento più giusto è questo: sentirsi libere di fare le cose che vi piacciono e che vi sembra giusto fare, anche se non rispondono ai criteri della compagnia. Se la cosa non è possibile, pena l'esclusione dal gruppo, vuoi dire che quella compagnia non fa più per voi, forse è ora di cambiaria. Solo a queste condizioni gli anni della «compagnia» diventano un periodo fantastico della vita, che verrà ricordato per sempre. Un momento critico della compagnia è quando si deve prendere una decisione.
Alla domanda: «Cosa facciamo domani?» nessuno si sente obbligato a rispondere. Allora si decide di sentirsi all'ultimo momento. Ma siccome quando si è in tanti è difficile mettersi d'accordo per telefono, finisce che non si conclude niente. Perciò datevi una mossa e partite in contropiede. Organizzate un picnic in cui ciascuno porta qualcosa o una gita in un posto che nessuno conosce. Proponete un bel tuffo in piscina. Informatevi in anticipo sui film in programmazione. Tutti vi saranno grati per il vostro spirito di iniziativa.
 
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