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Quando
avevo sei anni, pensavo che non sarei mai più potuto essere
felice. Mio papà era appena morto.

Era
stato a lungo ammalato e non poteva mai giocare con me. Quando
venne la Festa del Papà, a scuola ci fecero preparare dei
cartoncini d'auguri. lo feci il mio per un angelo. Nessuno
sembrava capire quanto fossi triste dentro di me, non avere un
papà e non avere nessuno a cui regalare il cartoncino d'auguri.
Poi accadde la cosa più meravigliosa del mondo. La mamma conobbe
Michael.

La
sera di Capodanno sedemmo insieme e dicemmo ad alta voce le cose
per cui ringraziavamo l'anno vecchio e ciò che speravamo per
l'anno nuovo. Dissi a Michael che il mio desiderio era che lui mi
facesse da papà. I suoi occhi si riempirono di lacrime e rispose
di sì ma solo se avesse potuto essere un vero padre per me,
non solo qualcuno con cui fare delle cose divertenti. Dissi di sì.
Naturalmente anche mamma pensava che tutto ciò fosse meraviglioso.
Voglio ringraziare Michael per essere il mio papà, per esserci
sempre, per me e per aver portato via gran parte della tristezza.

Voglio ringraziare Michael per aver convinto mamma ad accettare la
mia lucertola, per allenarmi a baseball e per essere presente a
tutte le mie partite di calcio. Ma soprattutto voglio ringraziarlo
per avermi insegnato che i genitori possono venire a noi in molti
modi diversi, e che una persona che non ti ha fatto nascere può
essere un genitore uguale o migliore di uno che l'ha fatto. Quest'anno
so a chi dare il mio cartoncino:

Auguri,
papà!
Taylor Martini, 8 anni
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