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Quell'anno nel giorno della festa per il suo compleanno, la piccola Luna non si sentiva felice come le altre volte. Era cambiato qualcosa, e qualcosa stava diventando più grande, come se un animale malvagio fosse entrato nella sua casa. Insomma, la mamma non era più la stessa, era diventata strana e nè il papà nè Micha, il fratello maggiore di Luna, nè il piccolo Pun sembravano averlo notato. Ma Luna sapeva che nella scuola dei piccoli astri c'era chi la pensava come lei.Non più tardi del giorno prima, infatti, Mondo il suo più fedele amico le aveva detto: " Certo che la tua mamma è proprio strana: non viene mai a prenderti!" E Luna aveva fatto ritorno a casa un pò più in fretta del solito, stringendo più forte la mano del piccolo Pun.

 Appena arrivata Luna aveva cercato Micha e gli aveva chiesto:" Che cos'ha la mamma? Non è più come una volta" Ma Micha non aveva staccato gli occhi dallo schermo del computer. Le aveva detto soltanto: " Vuoi un pò di succo di frutta?".In quel momento nella mente di Luna si affollavano alcune parole che la facevano soffrire: " Mamma strana, mamma diversa, mamma assente, mamma cambiata, mamma barcollante, mamma caduta". E perchè nessuno diceva niente? Dalla sua astronave azzurra, Luna osservava a una a una tutte le stelle della sua famiglia: fra i Nettuno, c'era lo zio Giorgio che non stava molto bene, un po' come accadeva alla mamma. Fra i cugini Pegaso, la nonna sembrava non essere del tutto a posto. La piccola Luna pensò al nonno, il suo caro nonnino Sole. Sole era morto l'anno passato e prima che accadesse era cambiato, proprio come la sua mamma...Mentre volteggiava nel cielo, Luna rifletteva, si interrogava, si preoccupava. " Che cos'hanno tutti quanti? Sono ammalati? Può essere che soffrano tutti della stessa malattia? E io allora sono forse uguale a loro? Ho preso da loro?". A furia di porsi domande, Luna cominciò ad avere paura. Puntò verso Giove, superò tre stelle ed atterrò a casa di sua cugina Alba. " Buongiorno, piccola Luna, le disse la zia Marzia accogliendola con gioia. Quanto sei cresciuta! Se continui così, presto diventerai bella come la tua mamma!" " Ah no! Come la mamma no!" gridò Luna fuggendo, senza neppure salutare Alba. Spaventata riprese la sua corsa e procedette diritta fino a che arrivò dalla nonnina Sole.

Quindi si gettò fra le braccia della nonna. " Nonnina rispondimi, la mia mamma è ammalata?" La nonna Sole strinse a sè la piccola Luna, asciugò le lacrime della nipotina, e quando Luna potè guardarla negli occhi le disse dolcemente:" Sì la tua mamma è ammalata, così come lo era tuo nonno e come oggi lo sono lo zio Giorgio e anche la nonna dei cugini Pegaso. " Sono tutti quanti ammalati!" esclamò Luna. " Ma allora la mamma morirà? E pure io, forse? E papà, e Micha e il piccolo Pun? E tu?" " Io no, non per questo, almeno" rispose la nonna Sole che da molto tempo sapeva della malattia nella famiglia di suo marito. "La tua mamma ha una malattia genetica ereditaria" disse esitante. " Una malattia che tu e i tuoi fratelli potreste aver ereditato. La tua mamma ha un gene malato e uno sano. Ognuno dei suoi figli ha quindi una probabilità su due di essere in salute. Il nonno Sole aveva questa malattia, ed ecco che sua figlia, la tua mamma l'ha ereditata." Di nuovo certe parole, parole complicate, riempirono la testa della piccola Luna: " genetica, ereditaria, rischio, gene....." Fece una corsa controvento poi ritornò in gran fretta. " Continua, nonnina Sole, voglio sapere cosa significa genetico?". " in una stessa famiglia, la malattia può essere trasmessa a un bambino che sta per nascere attraverso i geni, che determinano i caratteri ereditari. Così grazie ad alcuni geni, tu hai la carnagione olivastra come il tuo papà e gli occhi azzurri come la tua mamma.

" Ecco perchè si parla di malattia genetica. " La malattia della tua mamma è grave, Luna." La nonna Sole riprese fiato e aggiunse in tono sommesso:" Un giorno ne morirà, ma sarà probabilmente fra molto tempo". " E io...." osò appena mormorare Luna " mi ammalerò anch'io?" " Tu? Proprio non lo so!" rispose la nonna Sole. A quel punto Luna si arrabbiò. " e io allora non voglio più bene alla mamma! Lei è cattiva, ha dentro di sè delle cose brutte. Lei non è più la mia mamma!".Con queste parole, Luna si congedò dalla nonna. " In alto, in basso, sono malata o non lo sono?" ripeteva tra sè dondolandosi tristemente in cielo. Quando rientrò si precipitò nella sua camera senza neppure dare un bacio ai suoi genitori. Ma il papà l'aveva vista passare, aveva notato la sua aria abbattuta e il pallore del suo viso. " Cosa c'è che non va piccola Luna?" le chiese, bussando alla porta della sua cameretta. " Lasciami stare, non voglio vedervi più, non voglio vedere più la mamma!" rispose singhiozzando. Ma il papà era molto paziente e rimase vicino alla sua bambina. Allora lei iniziò a raccontare tutto quello che aveva saputo, che aveva capito, dando sfogo alla sua preoccupazione e alla sua rabbia. " innazitutto, mia piccola Luna" cominciò il papà in tono deciso " forse tu non ti ammalerai, e se mai accadesse, non l'avremmo deciso noi, nè tua madre, nè io. Questa malattia esiste da moltissimo tempo nella famiglia della mamma. Da dove venga è un mistero: si trasmette di generazione in generazione. Nessuno l'ha voluta tantomeno tua madre." " Avvicinati e guarda. Vedi, la luna questa sera è per metà nascosta. Ebbene, anche tu hai due facce: per metà ti ha fatta la mamma e per metà ti ho fatta io"." dentro la tua mamma c'è una parte malata che, forse è stata trasmessa a te e ai tuoi fratelli; ma anche molte cose che in te vanno bene ti sono state donate dalla mamma. Non dimenticarlo mai, piccola Luna. " più tardi se lo desideri, potrai sapere se hai oppure no questa malattia consultando un medico, uno specialista di genetica.

Micha non lo vuole sapere, ma tu forse sì. Quanto al piccolo Pun è ancora un pò presto per spiegargli tutto questo. Ora, Luna noi dobbiamo aiutare la mamma, mostrandoci con lei ancora più affettuosi di prima!" luna capì bene quello che il papà le aveva detto. Tuttavia in quel momento lei non poteva proprio voler bene alla mamma nè a nessun altro. Come un viaggiatore esausto, si addormentò senza aver cenato, sperando di dimenticare tutto quello che aveva appena scoperto. appena fu sveglia, si precipitò alla finestra della sua cameretta. " Buongiorno Luna" esclamò rivolta a stessa. " Sai Micha e Pun e io siamo bambini a rischio. Un giorno se lo vorrò, potrò sapere e... A quel punto entrò la mamma. " E' davvero bella" pensò la piccola Luna che non osava avvicinarsi. " Buongiorno mia piccola Luna, vieni qui. Ho voglia di stringerti" le disse allegra. Luna si gettò fra le braccia della mamma, che quella volta non cadde, tutto ad un tratto provò un immenso amore per lei, anche se non riusciva più ad abbracciarla come un tempo, anche se era diventata maldestra e un pò strana...Quella mamma malata era, comunque sempre la sua mamma. " vai subito a prepararti Luna" le ordinò il papà a colazione. " Ti porto sul pianeta verde, il pianeta dei ricercatori." Per strada il papà le spiegò:" Il pianeta verde si chiama pianeta Speranza perchè alcuni uomini e donne trascorrono lì le loro giornate cercando il modo di guarire le malattie genetiche come quella che ha la mamma. In alcuni casi hanno fatto grandi progressi.

Giunta in mezzo ai ricercatori, la piccola Luna rimase molto impressionata. In camice bianco o in tuta, lavoravano senza alzare la testa, fra migliaia di microscopi, di piccole fiale e di elaboratori supersofisticati che macinavano numeri astronomici.... Così poco prima di andarsene, Luna non potè trattenersi ed esclamò:" E tutto questo lavoro è per noi!". Giorno dopo giorno, Luna cominciò ad accettare la malattia che aveva preso di mira la sua famiglia, toccando a caso ora l'uno, ora l'altro dei suoi cari. Era come tirarsi dietro un grosso sacco che pesa sulla schiena e anche sul cuore. C'erano giornate in cui il sacco era troppo pesante. Allora Luna aveva paura e avrebbe voluto essere sola. Ma in quei momenti il papà, la nonna Sole o la maestra, che era stata messa al corrente, la prendevano per mano, le parlavano e condividevano il suo fardello. Certi altri giorni, Luna si dimenticava della malattia e allora l'unica sua preoccupazione era giocare con Mondo, Alba, Micha, Pun e tutti gli amici del paese degli astri....

Ma soprattutto aveva capito, pur non essendo capace di esprimerlo, che anche se un giorno avesse contratto la malattia, nella sua vita c'era comunque molto di più di questo. Era una bambina che amava, conosceva, scopriva e rideva. Era una bambina amata. Luna, a bordo della sua astronave, si sentiva libera perchè conosceva la verità. Perchè aveva appena compiuto un grande, grandissimo viaggio....

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