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La
punizione è la conseguenza a cui si va incontro quando si
trasgredisce una regola stabilita o un ordine. Se non si osserva un
ordine, se si infrange un regolamento o se si viola una legge, è
giusto che si venga puniti. In termini burocratici la punizione si
chiama sanzione: se ad esempio avete trasgredito al regolamento
scolastico, il preside vi infliggerà una sanzione disciplinare. In
tutti i campi esistono regole. C'è la legge dello stato, ci sono le
convenzioni internazionali, ma anche il regolamento della scuola, la
disciplina familiare, il codice della strada, le regole di un
gioco...

Tutte le
regole, se sono ben fatte, prevedono delle sanzioni per punire chi
le infrange, perché se non si punisce chi viola la legge, si rende
inutile la legge stessa: se la si può violare o aggirare come si
vuole, non ha piu senso né ragione di essere. Essere puniti non è
mai piacevole. Quando si riceve una punizione, all'inizio ci si
crede vittime di un'ingiustizia assurda. Anche se si ha la lucidità
di ammettere di avere sbagliato, si borbotta ugualmente e si pensa
che la punizione sia sproporzionata rispetto alla colpa. Quando si
punisce qualcuno non si fa perché lo si disprezza. AI contrario,
perché si pensa che meriti un'attenzione speciale. La punizione è
una prova di rispetto. Vi sembra un paradosso? Eppure infliggere una
punizione vuol dire riconoscere che il colpevole è responsabile
delle sue azioni e che, come ogni persona responsabile, ha diritto
alla giustizia. Vuol dire dimostrargli che non si è indifferenti ai
suoi comportamenti, che le sue azioni hanno importanza. Così
facendo, lo si invita a essere migliore, per il bene degli altri e
per il suo stesso bene. Che cosa direste di un insegnante che lascia
fare qualsiasi cosa ai suoi alunni senza mai punirli? Direste
giustamente che non si interessa a loro, che non gli importa niente
di quello che può succedergli o di come diventeranno.

E se i
vostri genitori chiudessero gli occhi su tutto quello che fate,
finireste per avere l'impressione che... chiudano gli occhi su di
voi! Direste che non vi vedono, che per loro siete trasparenti e che
non gli importa niente di voi! Perciò, quando vi infliggono una
sonora punizione, prendetela almeno come la prova che tengono alla
vostra persona! Il problema della punizione è che deve essere equa.
Non è facile per chi punisce proporzionare la punizione alla gravità
della colpa. Non è detto che due amiche che commettono una
sciocchezza insieme vengano punite allo stesso modo dai loro
rispettivi genitori. Analogamente, le sanzioni penali (quelle che la
legge infligge a chi ha commesso un reato) non sono le stesse in
tutti i paesi. La giustizia non è mai perfetta, perché dipende
sempre da un giudizio umano. E soprattutto va ricordato che ogni
atto è unico, commesso in circostanze ben precise, e che bisogna
riflettere a lungo prima di stabilire una sanzione. È giusto punire
allo stesso modo la persona che ruba perché non ha niente da
mangiare e quella che ruba un CD in un supermercato, anche se il
valore dell'oggetto è lo stesso? A seconda delle circostanze
certamente no.

Del resto
è per questo motivo che la legge non prevede la stessa sanzione da
applicare automaticamente in tutti i casi, ma una pena variabile da
un minimo a un massimo: tocca al giudice trovare la giusta misura.
Se sapete che un esame sarà annullato se venite sorprese a copiare,
questa prospettiva può bastare a scoraggiarvi dal farlo. Questo si
chiama «effetto deterrente», che in parole povere sarebbe la paura
del castigo. La minaccia di una sanzione è fatta apposta per aiutare
chi non ha il coraggio di essere «naturalmente» onesto a rispettare
le regole. Qualche volta la paura della punizione non è sufficiente
a prevenire l'infrazione... In questo caso la punizione arriva, e
serve a far passare a chi ha sbagliato la voglia di ricominciare.
Per quanto paradossale possa sembrare, va detto che la punizione
aiuta chi la riceve a capire che ha sbagliato e che avrebbe potuto
comportarsi meglio.

Gli
consente anche di farsi perdonare e di perdonarsi. Insomma gli
permette una nuova partenza, un'altra occasione per dimostrare di
essere una persona onesta. Quando la punizione vi sembra ingiusta: -
Prendete tempo e riflettete bene su come vi comportereste voi se il
colpevole fosse un altro. - Se continuate a essere convinte che la
punizione sia ingiusta, la cosa migliore è andare a parlare con chi
vi ha punito. - Se è troppo difficile, potete chiedere aiuto e far
intervenire una sorella o un fratello tra voi e i genitori, un'amica
o la rappresentante di classe tra voi e un professore. - Non
dimenticate che ci sono dei condoni di pena per i casi di buona
condotta! Anche se per un mese non potete uscire di sera, con un po'
di negoziazioni diplomatiche potreste anche farvi abbreviare la
pena!
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