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C'era un paese nel quale il Presidente e i Ministri mettevano le tasse su tutto: dopo le auto, la benzina, le case, la gente dovette pagarne una per andare al cinema, in villeggiatura, per giocare a carte, a bocce, a flipper. Dopo averne imposta una persino a chi prendeva il gelato, il Presidente e i Ministri non riuscivano più a trovare qualcosa da tassare.  Senonchè ad un Ministro venne un'idea :" E se tassassimo i colori?" disse. " Tutta la gente li usa; per i più belli, naturalmente, pagherà di più." Così fu tassato ogni colore: quello delle facciate delle case, delle auto, degli abiti, persino dei palloncini colorati.

Si arrivò addirittura a tassare il verde delle foglie che i contadini avevano nei campi, e i colori dei quadri. Il blu, il bianco e il rosso delle auto, considerati più eleganti pagavano di più, così il distinto grigio-ferro degli abiti da sera, il bianco, signorile dei vestiti estivi, insomma più uno usava colori belli e ricercati, più doveva pagare. Per fare una concessione a chi aveva pochi soldi, si decise che almeno un colore non fosse tassato. Naturalmente fu scelto il meno elegante, il marrone, ma quel marrone particolare, diciamo sporco, insomma il colore della cacca. Siccome a quel paese erano in molti ad avere pochi soldi, tanta gente, per risparmiare la tassa sui colori, cominciò a dipingere color cacca delle case, ad indossare abiti color cacca, a prenotare utilitarie color cacca, e persino i pittori presero a dipingere solo nature morte con soggetti di quel particolare marrone, e quali fossero quei soggetti si può immaginare. Insomma, in breve tempo, tutta la città fu color cacca, e la gente ad avere sempre quel colore davanti agli occhi si avviliva e si arrabbiava. La rabbia inoltre cresceva perché i ricchi continuarono ad usare  i colori che preferivano, e spesso senza neppure pagare la tassa, perché certa gente, si sa, trova mille modi per evadere il fisco. Alla fine la popolazione non ne potè più. Ci furono assemblee, comizi, manifestazioni di protesta.

Ma la tassa sui colori non fu tolta. Esasperata, la gente decise allora di fare uno scandalo internazionale: " Lo deve sapere tutto il mondo che siamo un paese color cacca!". E, per dispetto pretese che con un referendum si votasse la proposta che anche la bandiera del paese diventasse di quel colore. Il referendum fu ampliamente vinto. Solo allora il Presidente ed i Ministri, piuttosto che far issare una bandiera color cacca, decisero di abolire la tassa sui colori.

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