



















 |

|
La timidezza è il senso di disagio e
di impaccio che si prova nel rapporto con gli altri, la mancanza di
disinvoltura, l'incapacità di parlare in pubblico. Una ragazza
timida si sente goffa, ha paura che gli sguardi convergano su di
lei, non osa farsi avanti: non ha il coraggio di rispondere alla
domanda del professore, di ballare a una festa, di telefonare a
qualcuno che conosce appena, né
di rivolgere per prima la parola a un ragazzo. Ci sono ragazze
paralizzate dalla timidezza fin dall'infanzia. Da bambine si
nascondevano dietro le gonne della mamma, scappavano in camera non
appena vedevano un visitatore sconosciuto e diventavano
improvvisamente mute se si chiedeva loro di recitare una poesia in
pubblico.

Ma molte diventano timide nel momento
dell'adolescenza, perché di colpo perdono ogni sicurezza e hanno
paura del giudizio degli altri. La timidezza produce ogni sorta di
manifestazioni fisiche. La timida comincia a tremare, a balbettare,
a sudare, ha le mani bagnate, la gola secca e parla con un filo di
voce. Spesso arrossisce o diventa livida. Una persona timida è
particolarmente svantaggiata agli esami, soprattutto all'orale.
Anche se conosce bene l'argomento, non riesce a raccogliere le idee
e a esprimersi con chiarezza, è incerta, si ferma, ricomincia, perde
il filo e non sa valorizzare le sue conoscenze. Perché i timidi
cambiano colore? Per effetto dell'emozione la pressione del sangue
aumenta e produce una dilatazione dei vasi sanguigni del viso. Il
sangue affluisce sotto la pelle e colora le guance. Ma si può anche
diventare pallidissime, perché i vasi sanguigni si contraggono e
portano meno sangue al viso. Pallore e rossore dipendono dal
temperamento di ciascuna, ma entrambi sono imbarazzanti quando non
si vuole far capire che si è timide! Tutti siamo timidi, o piuttosto
intimiditi, in situazioni in cui è in gioco qualcosa di importante.
Quando ci si presenta a un esame, a un colloquio di lavoro, è
normale essere emozionate. Ma se siete esageratamente timide, tanto
da non riuscire a parlare quando siete con gli amici, da sentirvi
svenire quando il professore vi chiama alla lavagna, o se siete
addirittura incapaci di farvi delle amiche, forse sarebbe il caso di
pensare a farvi aiutare da uno psicologo. Non bisogna permettere che
la timidezza diventi cronica, perché potrebbe impedirvi di vivere
del tutto la vita. Tanto più che è un ostacolo che si può superare.

Fateci caso: quando vi appassionate a
un argomento o a un progetto, subito dimenticate di essere timide,
vi infervorate e vi trovate a dire e a fare cose di cui non vi
sareste mai credute capaci .Tra gli artisti e gli uomini politici si
contano non pochi timidi che hanno saputo vincere la propria
timidezza, che hanno imparato a parlare in pubblico, a reggere lo
sguardo degli altri e anche a sbagliare. Spesso la timidezza è segno
di perfezionismo: si vorrebbe fare le cose troppo bene e si ha paura
di non riuscirci. A volte basta ridimensionare le cose, vederle
nelle giuste proporzioni per sentirsi meno intimidite: il professore
che vi interroga non vi vuole male, e se anche non sapete
rispondere, non è una tragedia. Nessuno vi chiede di essere
perfette. Di solito, quando si ascolta qualcuno, ci si mette in uno
stato di disponibilità, si sospende la critica. Voi stesse ascoltate
senza pregiudizi, anche se l'interlocutore non parla come un libro
stampato. Quando parlate voi, avete diritto alla stessa benevolenza.
E anche voi avete il diritto di sbagliare! Per nascondere la
timidezza durante un esame orale:

- Sedetevi e mettetevi a vostro agio,
senza restare sul bordo della sedia come se foste sedute sui carboni
ardenti. E non vi ustionate se appoggiate la schiena alla
spalliera.- Posate eventuali fogli sul tavolo: se li tenete voi, vi
tremeranno in mano. - Evitate anche di tenere in mano la penna,
perché potreste agitarla nervosamente. - Non vi dondolate sulla
sedia e fate in modo che le gambe siano immobili: il movimento si
trasmetterebbe a tutto il corpo. - Raschiatevi la gola per non avere
una voce strozzata.- Cercate di avere una bottiglia d'acqua a
portata di mano per bagnarvi la gola e per darvi un tono da
conferenziere professionista.- Prendete lezioni di dizione, fate
teatro, yoga, training autogeno.- Fate le baby-sitter. Stando con i
bambini si impara a parlare con sicurezza e autorevolezza.

In famiglia, rispondete al telefono,
aprite la porta ai visitatori, rivolgete la parola allo zio burbero
di cui avete un po' paura. . In classe, alzate la mano almeno una
volta al giorno, rivolgete la parola alla ragazza che vi
intimidisce, alla fine della lezione andate a parlare con il
professore di una materia che vi appassiona. Fate corsi di dizione,
di teatro, di yoga, di rilassamento. Pensate al baby-sitting.
Occuparsi di bambini insegna a parlare con autorità e sicurezza!
|
Fai
felice Il Paese e scrivi
un tuo commento se ti piace questo sito o questa pagina
Questo sito é
autofinanziato...fai crescere con il tuo sponsor il Paese.
|