Che trambusto
nella casa del Destino! Lì dentro Messer Gioco e Messer Lavoro
stanno litigando tra strepiti ed urla che si sprecano. Dopo anni
di amicizia difficile ma vera, sono arrivati ora ai ferri corti!!!
Tanto che decidono di separarsi. "

Dividiamoci le
sorti degli uomini e con questo dividiamo i nostri destini!" " Ok,
ma il come lo decido io" dice Messer Lavoro. " No, lo decido io!"
risponde l'altro. Finché riescono ad intendersi: " Senti, fino ad
oggi ogni persona ha lavorato e giocato giusto?" dice Messer
Gioco. " Sì, alcuni lavorano giocando, altri fanno prima una cosa
poi l'altra" risponde l'altro.

" Bene, d'ora in
poi chi lavora non gioca e chi gioca non lavora ok?" " Ok..dividiamoci
i destini ai dadi" disse Messer Gioco. E, purtroppo, Messer Lavoro
fu d'accordo e i due si giocarono ai dadi i destini della gente,
dividendo il mondo in giocatori e lavoratori.Che tristezza, ora,
fuori dalla casa del Destino!

Tristezza di un
mondo dove gioco e lavoro non vanno più insieme, dove la gente si
ritrova divisa e sembra non ribellarsi a questa divisione..
Tristezza, soprattutto di un mondo dove alcuni bambini si
ritrovano di punto in bianco a lavorare! Come Michele e Saverio,
in un cantiere di muratori che sta costruendo una casa da gioco
per adulti... Nessuno sembra stupito, solo loro due guardano le
carriole, il cemento, la sabbia e si chiedono stralunati cosa ci
fanno lì...in mezzo a tanti adulti indifferenti ed indaffarati. In
tutta questa tristezza, almeno una buona cosa era successa: era
successo che, come si sa può capitare, la ciambella non era
riuscita col buco. Mi spiego meglio: i nostri due messeri, durante
la loro divisione scellerata, si erano dimenticati una persona!
Era lo scrittore che abitava nella Casa sul Lago. Era un uomo
fortunato, che mentre lavorava si divertiva molto. Ma ora non si
sta divertendo per nulla...é seduto zitto e fermo davanti alla
macchina da scrivere. No: si sta alzando...

Esce, é per
strada..sta guardando Michele e Saverio che lavorano! E, senza
parlare, si mette ad aiutarli. " Ah, grazie, anche tu sei un
lavoratore?" gli chiese senza fiato Saverio. " Boh" risponde
confuso lo scrittore " In realtà non lo so!". E i tre lavorano di
gran lena. " Beh" dice lo scrittore, asciugandosi il sudore "
concediamoci una sosta". E indica il bar dove alcune persone si
divertono a giocare a flipper. I due ragazzini si guardano
sorpresi. " Non capisco" risponde Michele. " Noi dobbiamo
lavorare". " Va bene, ma per pochi minuti potete anche fare una
sosta e giocare, che ne so a flipper!" dice tranquillo lo
scrittore. " No guarda" gli fa Michele serio " noi dobbiamo
lavorare, gli altri giocano, noi lavoriamo soltanto". Lo scrittore
ha un sussulto " Santo Cielo! Ma qui deve essere successo qualcosa
di grave. Bambini che lavorano, gente che deve solo divertirsi...qui
c'é lo zampino di qualcuno!"

" Gioco e lavoro
devono essere impazziti" aggiunge. " Sentite, vogliamo andarli a
trovare per capire cosa sta succedendo?". " Va bene!" rispondono
insieme i due bambini. Così i tre si misero alla ricerca della
casa. Era sera quando la trovarono. Che differenza da questa
mattina! Non si sente più rumore. Le luci sono però accese: "
Coraggio, entriamo" dice lo scrittore. In una grande stanza
trovarono Messer Gioco e Messer Lavoro, di spalle, con aria molto
annoiata. " Buonasera Signori" dice lo scrittore. " Salve a voi,
brava gente" risponde Messer Lavoro. Serio, lo scrittore dice
loro: " Sentite, questa volta l'avete combinata grossa!" Fuori sta
succedendo il finimondo. Questi due bambini sono costretti a
lavorare...!". Michele e Saverio, per mano, con aria tutt'altro
che annoiata, annuiscono. " Lo sappiamo, lo sappiamo..." dice a
bassa voce Messer Gioco. " Non volevamo più stare assieme io e
lui" ed indica Messer Lavoro, che sta scuotendo la testa. "
Abbiamo sbagliato" sussurrano insieme.

E prima che lo
scrittore possa dire loro qualcosa, già si sono stretti la mano. "
In fondo noi due, seppur così diversi" dice Messer Lavoro " non
possiamo proprio dividerci". " Già" gli fa eco il suo scherzoso
compare. " A noi due separarci non conviene...anzi non deve
proprio succedere". E da allora Gioco e Lavoro si rispettarono a
vicenda, quando addirittura non si vogliono il bene delle amicizie
difficili, ma che non finiscono mai.