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Il bambino deve essere protetto contro ogni forma di negligenza, di crudeltà e di sfruttamento. Egli non deve essere oggetto di mercato, sotto qualsiasi forma. Il bambino non deve essere ammesso al lavoro se non ha raggiunto un'età minima adeguata; in nessun caso deve essere costretto o autorizzato ad accettare un'occupazione o un impiego che nuoccia alla sua salute e alla sua istruzione o che ostacoli il suo sviluppo fisico, mentale o morale.

Il litigio

Che trambusto nella casa del Destino! Lì dentro Messer Gioco e Messer Lavoro stanno litigando tra strepiti ed urla che si sprecano. Dopo anni di amicizia difficile ma vera, sono arrivati ora ai ferri corti!!! Tanto che decidono di separarsi. "

 Dividiamoci le sorti degli uomini e con questo dividiamo i nostri destini!" " Ok, ma il come lo decido io" dice Messer Lavoro. " No, lo decido io!" risponde l'altro. Finché riescono ad intendersi: " Senti, fino ad oggi ogni persona ha lavorato e giocato giusto?" dice Messer Gioco. " Sì, alcuni lavorano giocando, altri fanno prima una cosa poi l'altra" risponde l'altro.

 " Bene, d'ora in poi chi lavora non gioca e chi gioca non lavora ok?" " Ok..dividiamoci i destini ai dadi" disse Messer Gioco. E, purtroppo, Messer Lavoro fu d'accordo e i due si giocarono ai dadi i destini della gente, dividendo il mondo in giocatori e lavoratori.Che tristezza, ora, fuori dalla casa del Destino!

 Tristezza di un mondo dove gioco e lavoro non vanno più insieme, dove la gente si ritrova divisa e sembra non ribellarsi a questa divisione..  Tristezza, soprattutto di un mondo dove alcuni bambini si ritrovano di punto in bianco a lavorare! Come Michele e Saverio, in un cantiere di muratori che sta costruendo una casa da gioco per adulti... Nessuno sembra stupito, solo loro due guardano le carriole, il cemento, la sabbia e si chiedono stralunati cosa ci fanno lì...in mezzo a tanti adulti indifferenti ed indaffarati. In tutta questa tristezza, almeno una buona cosa era successa: era successo che, come si sa può capitare, la ciambella non era riuscita col buco. Mi spiego meglio: i nostri due messeri, durante la loro divisione scellerata, si erano dimenticati una persona! Era lo scrittore che abitava nella Casa sul Lago. Era un uomo fortunato, che mentre lavorava si divertiva molto. Ma ora non si sta divertendo per nulla...é seduto zitto e fermo davanti alla macchina da scrivere. No: si sta alzando...

Esce, é per strada..sta guardando Michele e Saverio che lavorano! E, senza parlare, si mette ad aiutarli. " Ah, grazie, anche tu sei un lavoratore?" gli chiese senza fiato Saverio. " Boh" risponde confuso lo scrittore " In realtà non lo so!". E i tre lavorano di gran lena. " Beh" dice lo scrittore, asciugandosi il sudore " concediamoci una sosta". E indica il bar dove alcune persone si divertono a giocare a flipper. I due ragazzini si guardano sorpresi. " Non capisco" risponde Michele. " Noi dobbiamo lavorare". " Va bene, ma per pochi minuti potete anche fare una sosta e giocare, che ne so a flipper!" dice tranquillo lo scrittore. " No guarda" gli fa Michele serio " noi dobbiamo lavorare, gli altri giocano, noi lavoriamo soltanto". Lo scrittore ha un sussulto " Santo Cielo! Ma qui deve essere successo qualcosa di grave. Bambini che lavorano, gente che deve solo divertirsi...qui c'é lo zampino di qualcuno!"

" Gioco e lavoro devono essere impazziti" aggiunge. " Sentite, vogliamo andarli a trovare per capire cosa sta succedendo?". " Va bene!" rispondono insieme i due bambini. Così i tre si misero alla ricerca della casa. Era sera quando la trovarono. Che differenza da questa mattina! Non si sente più rumore. Le luci sono però accese: " Coraggio, entriamo" dice lo scrittore. In una grande stanza trovarono Messer Gioco e Messer Lavoro, di spalle, con aria molto annoiata. " Buonasera Signori" dice lo scrittore. " Salve a voi, brava gente" risponde Messer Lavoro. Serio, lo scrittore dice loro: " Sentite, questa volta l'avete combinata grossa!" Fuori sta succedendo il finimondo. Questi due bambini sono costretti a lavorare...!". Michele e Saverio, per mano, con aria tutt'altro che annoiata, annuiscono. " Lo sappiamo, lo sappiamo..." dice a bassa voce Messer Gioco. " Non volevamo più stare assieme io e lui" ed indica Messer Lavoro, che sta scuotendo la testa. " Abbiamo sbagliato" sussurrano insieme.

 E prima che lo scrittore possa dire loro qualcosa, già si sono stretti la mano. " In fondo noi due, seppur così diversi" dice Messer Lavoro " non possiamo proprio dividerci". " Già" gli fa eco il suo scherzoso compare. " A noi due separarci non conviene...anzi non deve proprio succedere". E da allora Gioco e Lavoro si rispettarono a vicenda, quando addirittura non si vogliono il bene delle amicizie difficili, ma che non finiscono mai.

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