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Mentre crescevo, io nata nel 1907, lontana, ma sempre presente nelle ansie e nelle difficoltà, infuriava la Grande Guerra. Le notizie erano sempre aggiornate. Arrivavano la mattina dai paesi vicini i garzoni e le donne a giornata e "è mortotizio, è nato caio, au dittu che...", e andavano e venivano a cavallo con i numerosi cugini, e arrivava anche il giornale... del giorno prima. C'erano poi a darle, immediate e pronte, le campane dei campanili dei quattro paesi sui colli intorno. Suona a festa, suona a morto, suona a martello. Giunto il 1918, dalle campane, bambina undicenne, appresi "in diretta" la fine della prima guerra mondiale. L'autunno era già inoltrato, ma ero ancora al casale. Vi ero rimasta confinata al riparo dalla "febbre spagnola", la terribile epidemia che, quasi a corollario della lunga guerra, stava riempiendo i cimiteri d'Italia e d'Europa. A Roma e ovunque le scuole non erano state riaperte.
Da più giorni le campane, per non aumentare il senso di panico e di angoscia, non suonavano né a morto né a gloria. Mi rivedo sulla terrazzetta ballatoio, al termine della scala d'ingresso in mattoni, che dominava la distesa dei campi, sbarrata in fondo dal monte su cui si erge il paese e il Castello di Nerola. Guardavo distratta, quand'ecco uno strano, improvviso volo di uccelli in fuga intorno al campanile e un inatteso vibrare di un primo rintocco. E poi, giù a distesa, a festa, un inno che non finisce mai nel coro concorde di tutti e quattro i campanili impazziti. La pace! Sui fili del telegrafo la notizia era esplosa, e ora le campane la lanciavano ai quattro venti nel sole del mattino di novembre. Via dalle rastrelliere, i fucili sparano a salve tutti i loro colpi; accorrono tutti dai campi; saltano i tappi delle bottiglie più buone; si apre la cannula della botte migliore. La pace, la vittoria. Era il 4 novembre del 1918. Diversa nella cornice e nella imponenza, ma non dissimile nei sentimenti immediati, dovevo poi vedere Roma impazzita, fuori dall'incubo, il4 giugno del 1944. Allora l'infanzia, ricordata qui, e l'adolescenza, sarebbero state lontane.
 
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