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La Befana volava a cavallo della scopa. Vola  e vola, ad un certo punto vide una vecchina proprio uguale a lei, a cavallo di una scopa. " Chi sei?" chiese la Befana, e quella rispose: " Sono la Befana," " Eh, no!" La Befana sono io!" disse la Befana. " Non vedi che ho la scopa, il naso lungo, eccetera?" "Anch'io ce li ho!" disse l'altra. "Non vedi che volo?" " Volo anche io!" " Non vedi che ho il sacco pieno di doni?" La Befana era confusa, perché era sicura di essere lei la Befana: ma anche l'altra sembrava che lo fosse.

 

 

Forse c'erano due Befane nel mondo, e lei non l'aveva mai saputo. Ma se era così, non ci sarebbe stata troppa confusione, per i doni ai bambini? " Senti," disse allora. " Facciamo una gara: chi vince sarà la Befana: l'altra andrà sulla terra a fare la vecchina. " D'accordo!" rispose quella. " Che gara facciamo?" " Un volo da qui alla Luna e, ritorno. Pronta? Vai". Le due vecchine partirono, attaccate alle loro scope, con i bianchi capelli agitati dal vento: vola e vola, erano velocissime. Arrivarono insieme alla Luna, le girarono attorno, cominciarono a tornare giù, sempre vicinissime l'una all'altra, punta di naso con punta di naso, punta di manico con punta di manico. Ad un certo punto la Befana, guardando la rivale, vide una cosa strana: sotto i capelli aveva dei bulloni, delle giunture, delle cerniere di metallo. Allora capì: quella era una Befana-robot, inventata da qualche malandrino per qualche scopo dannoso. Allora gridò: " Il traguardo é laggiù: la punta di quella montagna rossastra vedi?"

 

 

E puntò verso il Monte Calamita , tutto magnetico e quando fu a mezzo chilometro, rallentò, mentre l'altra Befana strillava: " Arrivo prima! Arrivo prima!" E infatti arrivò prima: prima ancora di quanto pensava, perché il Monte Calamita la tirò verso di sé ad una tale velocità, che quando ci cadde sopra si sparpagliò in mille pezzi di metallo, che rimasero appiccicati per sempre lassù. E la Befana in carne ed ossa, anche se poca carne e molte ossa, se ne tornò a volare per il mondo con il suo sacco di doni.

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