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Tanto tempo fa, i viandanti
nelle pause del loro peregrinare, ricambiavano l'ospitalità che
veniva loro offerta, raccontavano quello che avevano visto o sentito
durante il lungo viaggio.
La loro capacità era quella di saper arricchire con dettagli
fantasiosi e inventati, le storie che avevano sentito in un altro
lontano villaggio, così che un lupo che aveva attaccato un gregge di
pecore, diventava un mostro mangiatore di persone, una tigre che si
era strofinata su una pianta esotica conferendogli proprietà
fosforescenti, diventava un essere dai poteri magici, o ancora, gli
ultimi superstiti di animali preistorici, diventavano dei draghi
sputa fuoco. E così che nacquero le leggende, e per dargli più
credibilità le legarono a uomini le cui gesta erano già conosciute,
accrescendo il loro mito. Se da un lato questi racconti potevano
aumentare la paura verso l'ignoto di alcune persone, dall'altro
stimolavano la fantasia di altri, che spinti dalla voglia di
avventura, partivano in cerca di nuovi orizzonti. I progressi che
l'uomo ha avuto in tutti i campi scientifici e artistici, sono tutti
dovuti al mistero che, se da un lato incute paura, dall'altro
incuriosisce e attira quelle persone temerarie che con il loro
coraggio hanno contribuito ad accrescere la conoscenza.Sin
dai tempi più antichi gli uomini hanno sentito l'esigenza di
interrogarsi sul modo in cui poteva essersi formatol'universo, sulla
nascita del genere umano e sulle cause dei fenomeni naturali che
accompagnavano, ma spesso anche sconvolgevano, la loro vita. Non
possedendo ancora gli strumenti del pensiero filosofico e
scientifico, essi si affidarono alla fantasia, personificarono e
divinizzarono le forze benigne e maligne da cui si sentivano
circondati e diedero vita a un vasto patrimonio di storie, per loro
sacre e veritiere, che sono giunte a noi attraverso le più svariate
fonti letterarie e artistiche: poemi, inni, rappresentazioni
teatrali, pitture, sculture, bassorilievi. Questi racconti terribili
e meravigliosi, che narrano le origini dell'universo, degli uomini e
degli dèi e hanno per protagonisti esseri soprannaturali, prendono
il nome di miti, dal greco "múthos", che originariamente designava
la «parola» e in particolare la «parola solenne e sacra di un dio».Il
mito pertanto non è un racconto del tutto favoloso e inverosimile,
come potrebbe apparire agli occhi di un uomo moderno, abituato a
vivere in un mondo dominato dalla scienza e dal pensiero razionale,
ma racchiude una sua «verità»,poiché è un modo di conoscenza e di
appropriazione della realtà tipico delle società primitive, antiche
e moderne. Infatti, anche se la mitologia greca (ovvero il complesso
dei miti greci) è la più familiare alla nostra cultura, va precisato
che non solo i Greci, ma tutti i popoli antichi (così come le
popolazioni primitive ancora oggi esistenti in alcune zone della
terra:Africa, Australia, Amazzonia) hanno elaborato e tramandato un
patrimonio di miti che presentano significativi punti di contatto
tra loro. I miti avevano anche la funzione di spiegare l'origine di
un certo rituale, di un tempio, di una festa (sono questi i miti
eziologici, dal greco "aítion" che vuol dire «causa») ed erano
strettamente collegati alle cerimonie religiose.
Anche se risalgono a epoche lontanissime dalla nostra e hanno
perduto ormai l'aura sacrale che li circondava, i miti con le loro
vicende sovrumane, metamorfosi animalesche, epiche battaglie e
agghiaccianti fatti di sangue, continuano a esercitare un fascino al
quale non è facile sottrarsi.

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