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La testa di Turco
A mezzanotte, ecco un tuono, ecco un lampo ed
ecco la Morte Epifania: uno scheletro bianco con tre candele accese
sulla testa, la falce in mano e un lenzuolo addosso. Il Turco rimase
terrorizzato, ma non ebbe nemmeno il tempo di fuggire: la falce
dello scheletro gli tagliò la testa di netto, facendola volar via.

C'è chi dice che la testa concluse il suo volo
conficcandosi nell'architrave di una casa, dove si pietrificò. E
fino a qualche anno fa si poteva vederla in via della Quercia, a
Bari vecchia.
San Nicola contro i Turchi
San Nicola Taumaturgo è il patrono di Bari,
che in passato era assalita in continuazione dalle navi turche. Il
santo, però, la difendeva a suon di miracoli, e una volta che la
situazione sembrava più grave del solito fece scoppiare in mare
aperto una fortissima tempesta che impedì ai Turchi di approdare. In
città, invece, splendeva il sole, tanto che i baresi decisero di
mettere in acqua le barche e di inseguire i pirati, sicuri che il
santo li avrebbe protetti. E così fu: i baresi fecero un'infinità di
prigionieri, ma ad aprir loro la strada c'era sempre una barchetta
con a bordo un vecchio e due giovani bellissimi: era san Nicola che
aveva preso come aiutanti due angeli, e confondeva le navi turche
indicando la rotta sbagliata.

Quando arrivava la notte tra il cinque e il
sei gennaio i baresi si chiudevano in casa, perché sapevano bene che
la Morte Epifania girava per la città con la sua falce, tagliando le
teste di tutti quelli che incontrava. In casa, per fortuna, non
poteva entrare, perché i cittadini si preoccupavano di dipingere una
croce sulla porta. Ma fuori poteva succedere di tutto. Un Turco di
passaggio a Bari senti parlare di questa storia e si mise a ridere.
Secondo lui erano tutte chiacchiere, e l'avrebbe dimostrato. Cosi
decise di andare in giro per tutta la notte, scimitarra in mano,
finché non avesse incontrato la Morte Epifania per sfidarla a
duello.
Due storie, due santi
A Bari c'è una fontana che chiamano di Sant'Antonio,
per via di un miracolo che fece il santo. Nei tempi antichi, quando
in Puglia mancava l'acqua, ci fu una siccità che durò un anno
intero; i baresi furono addirittura costretti a bere l'acqua dei
fossi, e si presero la peste.

Allora pregarono sant'Antonio di aiutarli e
lui fece zampillare una sorgente nella piazza del mercato. Così
tutti poterono bere acqua pulita e la malattia se ne andò. A Bari,
proprio in riva al mare, una volta c'era la chiesa di Sant'Antonio
Abate, piena di tesori preziosi. Naturalmente i Turchi la
assalirono, ma appena entrarono ci fu un terribile maremoto, che
sommerse la chiesa e distrusse tutto quel che c'era dentro. Là si
formò una secca, e i pescatori dicono che, di notte, la campana
della chiesa suona sott'acqua per aiutarli a evitare i pericoli.
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