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La figlia del Saraceno

Dice la leggenda che Palermo, conquistata dai Saraceni, era governata da un re moro che aveva un figlia bellissima, di nome Fiorella. Molti erano innamorati di lei, e più di tutti un barone siciliano che a Fiorella piaceva moltissimo, tanto che se lo sarebbe sposato. Suo padre, però, non avrebbe mai dato sua figlia a un siciliano, e cristiano per di più, così le proibì di vederlo. Ma proprio in quel periodo capitò una cosa davvero strana: per i paesi intorno a Palermo si aggirava un mostro che mangiava carne umana, e il re fece un editto in cui si diceva che chi lo avesse ucciso avrebbe avuto in sposa sua figlia. Così il barone innamorato ebbe la sua occasione e si armò fino ai denti, per andare in cerca della belva misteriosa.
E la trovò, perché una notte vide comparire, con un gran ruggito, un enorme leone alato che portava uno stendardo su cui splendeva la croce. Era il leone dell'evangelista Marco! Il barone non si sentì di ucciderlo e cercò di convincerlo a lasciare la Sicilia e a non perseguitare gli uomini; il leone gli diede retta, aprì le ali e non fu mai più visto. Il re si convinse che l'innamorato di sua figlia era veramente coraggioso, e gliela diede in sposa. E finalmente Siciliani e Mori vissero d'amore e d'accordo.
Gugliehno Lu Malu
Un tempo a Palermo regnava Guglielmo Lu Malu, cosi cattivo che i suoi sudditi non ne potevano più. Tra le altre cose, aveva preso per sé tutte le monete del regno, per stiparle nel suo palazzo. In giro c'erano solo monete di cuoio, che non valevano nulla. Ma Guglielmo non era convinto, temeva che i suoi sudditi avessero qualcosa da parte, così decise di vendere la sua cavalla più bella per una moneta d'oro, tanto per vedere se qualcuno ne possedeva ancora. C'era un giovane principe che si era proprio innamorato di quella cavalla e se la voleva comprare a tutti i costi.
Ma come fare, se monete d'oro non ce n'erano più? Sua madre, dispiaciuta di vederlo cosi triste, alla fine gli disse che un tempo si usava seppellire i morti con una moneta d'oro in bocca, e il giovane era così disperato che andò ad aprire una vecchia tomba e prese la moneta dal cranio vuoto di uno scheletro. Poi corse a comperare la cavalla, ma appena mostrò la moneta d'oro fu arrestato e trascinato davanti a Guglielmo, che lo voleva impiccare. Allora il principe gli raccontò dove aveva preso quel po' d'oro, e Guglielmo Lu Malu lo lasciò andare. Da quel momento in poi, però, perlustrò tutti i cimiteri siciliani in cerca di vecchie monete.
 
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