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Per le popolazioni indù le macchie sulla
luna hanno l'aspetto di una lepre. Spiegano che questo era un
animale coraggioso che si offrì come cena al dio Sakkira e per
premio fu collocato sulla luna. Ma c'è un'altra storia su una
lepre che usò l'immagine di un suo simile sulla luna a proprio
vantaggio. Successe in India, durante un periodo di siccità. C'era
una grande mandria di elefanti disperata per la mancanza d'acqua
in cui bagnarsi. Tutto quello che riuscirono a trovare fu una
pozza di fango, che non era abbastanza grande perché ci si sedesse
neppure uno solo di loro. Così il loro capo Shilimukha si mise a
cercare in giro e trovò una bel lago pieno di acqua pulita,
dall'altra parte della collina. Gli elefanti accaldati e
impolverati, pestando le zampe e barrendo, si abbatterono con gran
fracasso nell'acqua fresca. Così facendo non notarono le lepri che
vivevano sulla sponda del lago, e molte di loro
furono calpestate e uccise.
Le lepri si raccolsero intorno al loro capo
Vijaya e lo interrogarono sul da farsi.

«Questi elefanti assetati non se ne andranno
mai più ora che hanno scoperto il nostro lago» dissero «e se
continueranno cosi, moriremo tutti.» "Lasciate fare a me» disse
Vijaya, anche se non si sentiva poi così coraggioso come voleva
far credere. Si mise a pensare quanto più piccolo fosse di un
elefante. Quella notte salì a grandi balzi sulla cima della
collina e chiamò Shilimukha, l'elefante capo. «Ascoltami, tu che
sei potente» gridò. «lo vengo come ambasciatore del proprietario
di questo lago.» «E chi è?» domandò Shilimukha, per nulla
impressionato. «Puoi vederlo tu stesso nel lago» disse Vijaya,
indicando il riflesso della luna. «Il mio padrone è arrabbiato.
Guarda come trema di collera sulla superficie dell'acqua. Noi
lepri siamo i suoi servitori e guardiani del lago della luna.
Perciò ora tu vedi uno di noi sul suo volto. Non vuole che il suo
lago sia messo sottosopra da un branco di elefanti infangati!»
Shilimukha era terrorizzato." Non lo sapevamo" disse. "Andremo a
trovare l'acqua da qualche altra parte." E ordinò alla mandria di
inginocchiarsi. «Perdona questi stupidi animali, padrone» disse
solennemente Vijaya rivolgendosi al riflesso della luna. «Non
volevano offenderti.» E tornò dalle altre lepri, soddisfatto di
sé.
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