" Egregio signore, sono un
vecchio ragno e sono vissuto finora proprio alle sue spalle,
dietro il busto di gesso di questo strano personaggio con due
facce che mi sembra che si chiami il dio Giano. Però non é del dio
Giano che voglio parlarle, ma della mia vecchia e povera persona.
Ero un bel ragno grasso e nero ai miei tempi, ma sono stato
ridotto così dalle tante battaglie che ho dovuto sostenere con la
di lei moglie che ogni mattina distruggeva con un solo colpo di
scopa le mie pazienti creazioni nel campo della tessitura. Se lei
fosse un pescatore e un pescecane le distruggesse tutte le mattine
la rete, come farebbe a vivere? Con questo non voglio paragonare
la sua signora a un pescecane. Ma insomma, mi sono dovuto ridurre
a dare la caccia ai moscerini in libreria, e mi sono accampato in
un piccolo rifugio,dietro la testa del dio Giano, che non se ne
lamenta troppo. Così sono invecchiato. Le mosche, sono sempre più
rare, con tutti gli insetticidi che hanno inventato. Vorrei
pregare la sua signora di lasciarne vivere almeno due o tre la
settimana, di non farle morire proprio tutte. Ma so che questo è
impossibile; la sua signora odia le mosche, perché le sporcano le
tovaglie e i vetri delle finestre. Perciò ho deciso di
lasciare questa casa e di trasferirmi in campagna. Là forse
troverò da vivere. Ho ricevuto un messaggio da alcuni miei amici
che vivevano in solaio e sono emigrati in giardino; si trovano
bene e mi invitano a raggiungerli. Sì, signore, ce ne andiamo
tutti. I ragni lasciano le case degli uomini, perché non vi
trovano più cibo. Me ne vado senza malinconia, ma mi sarebbe
sembrato di farle un dispetto e di mancarle di cortesia
andandomene senza salutare..