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C’era una volta una vecchia contadina crudele e senza cuore che tirava pietre agli uccelli e bastonava i cani che incontrava. Un giorno la

 vecchia tornava dalla foresta dove era andata a raccogliere bacche, quando si imbatté in un orso che dormiva sotto un cespuglio, e subito la vecchia pensò di ricavarne qualche vantaggio. Ma non poteva rubargli niente,  perché gli orsi non portano abiti né scarpe, e allora tirò fuori il suo coltello e gli tagliò una zampa.

 Giunta a casa, scuoiò la zampa e ne mise da parte la pelliccia ; la carne e l’osso li mise in una pentola per farne uno stufato. Mentre la carne cuoceva, cardò la pelliccia e si  mise a filarne la peluria, intanto dicendo tra sé e sé: “Come sono stata fortunata,oggi,avrò una cena succulenta, lana per farmi calze e una pelle per rivestire il mio sgabello. Quanto all’orso, se la caverà con tre zampe. Vero che non mi ha fatto nulla di male, ma chissà quanta gente avrà terrorizzato.” Continuò così a filare, e ogni tanto dava un’occhiata alla pentola per vedere se la cena era cotta. Ma il filo continuava a rompersi perché le mani della vecchia erano tutte un tremito e l’acqua nella pentola bolliva, ma la carne sembrava  non cuocersi affatto; restava dura come prima. Scese l’oscurità. Mezzanotte era vicina. La zampa era ancora cruda, il filo continuava a spezzarsi e la vecchia non poteva nè mangiare né andare a dormire. Cominciava a provare una lieve sensazione di paura, anche se non capiva il perché. E prese a tremare in tutte le membra. Più si avvicinava mezzanotte, più cresceva la sua paura. Poi, lontano, dalla parte della foresta, le parve di udire un gemito. Adesso la vecchia tremava talmente che i denti le battevano.

 La voce andava via via avvicinandosi, ormai era proprio fuori dall’izba e cantava queste parole: “Di villaggio in villaggio sono passato, ogni villaggio ho trovato addormentato, ma sveglia una vecchia nonna, sulla mia pelle è seduta questa donna, la mia pelliccia essa sta filando, e la mia stessa carne cucinando.” La vecchia pensò di nascondersi, perché l’orso l’avrebbe di sicuro mangiata. Intanto l’orso era giunto in cortile e stava cantando la canzoncina di prima. La vecchia balzò in piedi, chiuse l’uscio e lo barricò, ma ormai l’orso stava cantando la sua canzoncina nel vestibolo. La vecchia si arrampicò sul letto e si rannicchiò nell’angolo estremo. La porta crollò, l’orso entrò nella stanza e riprese a cantare la sua canzoncina. Poi, il silenzio.La vecchia tirò un sospiro di sollievo. “Forse è andato via” pensò e si sporse dal letto. Zac! Con un morso, l’orso le staccò la testa. Tenetelo dunque sempre presente: non fate mai del male a nessuno e non prendete mai niente senza chiederne prima il permesso al legittimo proprietario.

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